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domenica 9 ottobre 2016

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A partire dal 2007 la Città di Bassano del Grappa comincia a definire compiutamente, sia in senso progettuale che fisico, gli spazi della sua progettazione dedicata al contemporaneo nelle arti della scena. Nasce così il CSC, Centro per la Scena Contemporanea, condiviso e sostenuto dalla Regione del Veneto, attraverso un apposito accordo di programma. Il progetto intende strutturare e promuovere, in accordo e in rete con altri soggetti regionali
e in dialogo con le maggiori realtà nazionali ed internazionali, i linguaggi del contemporaneo nei diversi campi delle arti sceniche. Così oltre a sviluppare l’attività legata al teatro performativo (fisico, di immagine o di parola), si consolida ulteriormente il progetto CSC-Casa della Danza. Entrambi sono ispirati dalla necessità di dare stabilità all’innovativa politica che la Città di Bassano del Grappa ha attivato e perseguito negli ultimi anni, diffondendo la sua progettazione e programmazione per tutto l’arco dell’anno, promuovendo giovani artisti, la loro mobilità, la circolazione delle loro creazioni in diversi contesti, dal locale al transnazionale. Contribuendo all’emersione e alla valorizzazione di una scena veneta che si sta imponendo a livello nazionale e internazionale fra le più innovative e originali, come non accadeva
da molto tempo. Tutto questo grazie a una accorta e meditata politica di networking fra soggetti: festival, teatri, centri, operatori (regionali, nazionali ed europei) che condividono i medesimi obiettivi e azioni e animano le molte reti alle quali il CSC partecipa e che in molti casi ha contribuito ad attivare. Diventando ambasciatore della nostra cultura e dei nostri talenti all’estero, promotore di giovani artisti di ogni parte del mondo e dei nuovi linguaggi di cui sono interpreti. Perché l’innovazione è un’altra parola d’ordine del progetto bassanese, una ricerca continua che coinvolge artisti e pubblico, che propone esperienze estetiche ed approfondimenti, che intreccia conoscenze e contemplazione, rappresentazione e paesaggio. Per far emergere i transiti tra la memoria e la necessità del nuovo, per un necessario equilibrio tra passato e futuro, tra la migliore tradizione e l’irrinunciabile contemporaneità. Una progettazione culturale che ben si integra anche con l’identità del festival diffuso che ha l’ambizione di definire un vero e proprio distretto culturale evoluto, vale a dire un ambito territoriale che, grazie ai suoi attivatori culturali, può ridefinire la sua vocazione anche negli ambiti sociale ed economico oltre che culturale. Nella consapevolezza che la capacità innovativa alla quale sono chiamate le economie postindustriali dipende dalla capacità di creare un ambiente sociale favorevole alla produzione e alla circolazione di conoscenza. Nel 2013 ben cinque delle progettualità dedicate alla danza sono sostenute dai programmi cultura dell’Unione Europea, qualificando il CSC tra i centri più attivi e innovativi in Europa.

In quest’ottica sono diversi i progetti attivati dal CSC.

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