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sabato 18 novembre 2017

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30.10.2017 // Andrea Costanzo Martini in residenza per il progetto ResiDance XL


IMG_76742Photo by Yoav Barel

Un prezioso contributo di Andrea Costanzo Martini, artista sostenuto dal progetto ResiDance XL che a Bassano sta portando avanti la ricerca sul processo iniziato con Rootchop,  che qui si nutre di dinamiche di gruppo e influenze scaturite dall’incontro con il gruppo #dancemakers, avvenuto proprio a Bassano nei mesi scorsi.

“Nel giugno del 2017, come ospite a Operaestate Festival , ho dato una serie di lezioni di Gaga al gruppo dei Dance Makers 1. Durante questi incontri abbiamo riconosciuto gli uni con gli altri una certa affinità nei confronti di ciò che anima il nostro desiderio e la passione per la danza e le sue molteplicità d’espressione.
Elementi fondamentali del Gaga sono l’esplorazioni di qualità quali la delicatezza , la forza animale ed esplosiva, l’abilità al virtuosismo senza necessariamente prendersi troppo sul serio, un rigore nella forma sempre temperato dall’ascolto di ciò che succede a livello dei sensi.
Dopo questo primo incontro è emerso il desiderio, da un lato da parte dei danzatori, e da un lato da parte mia, come coreografo, di approfondire questa ricerca provando ad inscriverla in un contesto performativo.
Il gruppo inoltre ha espresso l’interesse comune a creare una propria identità come collettivo di artisti, ognuno mettendo in gioco la propria specificità .
Dopo alcune riflessioni si è raggiunta l’idea di una tribù di individui , ognuno con le proprie qualità e beni da offrire a servizio della comunità di cui si trova a far parte. Un collettivo di danzatori, animato dall’istinto di sopravvivenza nella giungla della danza contemporanea.
Se un individuo da solo rischia di perdersi, può il gruppo aiutarlo a perseguire le proprie ambizioni e sostenere il suo percorso personale? E quali risorse (umane, logistiche, economiche…) sono necessarie?
Da queste domande è scaturita la ricerca innanzitutto di un linguaggio di movimento riconoscibile che partisse da percezioni del corpo universali: senso del ritmo, consistenza della carne, il tocco, la temperatura, la fatica, lo sforzo, il dolore , il piacere e tutte le sfumature tra questi con le loro reazioni fisiche ed emotive.
Come risponde il singolo? Come risponde la collettività ? Che tipo di relazione nasce nella differenza? Può il soggetto sentirsi parte integrante di un gruppo senza annullare ciò che lo rende unico? Chi decide cosa?
L’intento di questo lavoro, anche dal punto di vista coreografico, è quello di allenare una ridistribuzione consapevole dei ruoli di comando e di responsabilità.
L’uso della voce è strumento di comunicazione esplicito nella partitura ed in palcoscenico e va a sostenere le decisioni collettive attivando uno spirito di fiducia reciproca, Le dinamiche di potere in un gruppo emergono sempre/sono inevitabili/emergono di necessità ma possono essere accolte, indagate e utilizzate a favore delle consegne coreografiche.
Un’esperienza fisica reale condivisa in uno stesso spazio offre la possibilità di costruire un vocabolario comune .
A partire da sonorità pre-verbali e movimenti istintivi comincia la costruzione di un linguaggio articolato con le sue regole e complessità , che porta con sé sensazione e quindi senso.”

Andrea Costanzo Martini

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