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giovedì 30 maggio 2019

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Dance Well – movement research for Parkinson


dance well

A Bassano del Grappa le persone che vivono con il morbo di Parkinson si incontrano per danzare insieme tra i capolavori di Canova, Dal Ponte e Hayez nelle sale del Museo Civico, grazie a “Dance Well – movement research for Parkinson”, pratica artistica rivolta principalmente a persone affette da morbo di Parkinson, attivata, ideata e promossa dal CSC Casa della Danza di Bassano del Grappa.

NON DANZA TERAPIA, MA PRATICA ARTISTICA IN MUSEO. Attivato nel 2013, sulla base di pratiche sviluppate in Olanda, l’iniziativa è arrivata nel 2015 a definire una propria identità; diversamente da pratiche già esistenti, infatti, per Dance Well il fine è l’arte attraverso l’espressione del proprio corpo, i partecipanti sono “dancers”, e proprio come danzatori – non come “persone col Parkinson” – affrontano le
classi di danza.
Elemento fondamentale della pratica è il luogo: nel caso specifico il Museo Civico di Bassano del Grappa, che, in quanto scrigno d’arte e punto di riferimento culturale per il territorio, è fonte di ispirazione per i danzatori; l’ambiente è a tutti gli effetti parte integrante dell’iniziativa e dev’essere artisticamente denso, per essere ispirante, favorire il lavoro di costruzione dei movimenti, e permettere l’incontro con i visitatori stessi del Museo.
Le classi sono gratuite e aperte a tutti, familiari, amici, danzatori, anziani, cittadini, studenti, richiedenti asilo, cancer survivors, in un vero momento inclusivo, poiché la “classe mista” permette la crescita collettiva, il sostegno reciproco e non emargina nessuno dei partecipanti. Ad oggi sono 250 gli iscritti a Dance Well. Dal 2016 è partita anche la disseminazione- coinvolgendo lo storico Teatro Civico di Schio, che conta al momento quasi un centinaio di parkinson dancers. Nel frattempo si sono aperti dialoghi con altri centri culturali regionali ed extra regionali, interessati alla pratica Dance Well.

DALL’ISOLAMENTO ALLA PARTECIPAZIONE ATTIVA ALLA VITA CULTURALE. Col tempo il gruppo Parkinson Dancer si è fortemente inserito nel contesto culturale cittadino, grazie a progetti che li hanno coinvolti e fatti danzare in pubblico sotto la guida di coreografi nazionali ed internazionali, chiamati dal CSC Centro per la Scena Contemporanea che ha commissionato loro lavori per Operaestate Festival.
Le classi (bisettimanali) sono costantemente partecipate anche da artisti e coreografi provenienti da tutto il mondo in residenza artistica presso il CSC di Bassano. Condividere l’esperienza fisica e aprire un dialogo sulla creatività, restituire feedback di spettacoli visti, sono elementi che caratterizzano il rapporto tra parkisnon dancer e artisti, e che nel tempo hanno portato i parkinson dancer a diventare fruitori culturali, partecipando alle attività di danza promosse da Operaestate e del CSC. Tutto ciò ha generato effetti di inclusione nella realtà culturale e sociale di molti partecipanti mai coinvolti prima, e che spesso vivono forme di isolamento dovuto alla malattia e all’età. Allo stesso tempo i parkinson dancer si sono “appropiati” degli spazi del Museo Civico, che vivono come luogo inclusivo, spazio di libertà e creatività, nel
quale si sentono accolti, e che nel tempo hanno imparato a guardare e conoscere abitandolo frequentemente. L’impatto che la pratica della danza ha nella vita delle persone ha particolarmente responsabilizzato l’ente promotore e le organizzazioni che collaborano in Dance Well, orientando l’iniziativa a diventare sempre più un processo senza scadenza.

LA MISURAZIONE SCIENTIFICA. Con l’allungamento della vita media le malattie neurologiche vedono un significativo trend verso l’aumento con un impatto negativo sulla qualità della vita e un peso sempre meno sostenibile sul sistema sanitario nazionale. Pertanto diventa di fondamentale importanza la proposta di un modello di integrazione artistico-sanitaria. Nel 2015 il Dottor Daniele Volpe, responsabile del Centro Per La Malattia Di Parkinson E I Disordini Del Movimento – Casa Di Cura “Villa Margherita”, ha iniziato uno studio scientifico di misurazione sui suoi pazienti, alternando la pratica di Dance Well a quella riabilitativa. Sono state misurate le capacità motorie, il benessere psicologico e il comportamento. Dall’analisi dei dati, la proposta Dance Well sembra poter essere ugualmente valida rispetto alla riabilitazione tradizionale e chi sostituisce parte del programma riabilitativo con il programma di danza ottiene, nello stesso periodo di tempo, miglioramenti paragonabili.
VISIBILITÀ. Punto di forza di tutto “Dance Well” sono le storie dei partecipanti e di quanto la danza abbia influito e continui ad influire sulle loro vite: la capacità che la pratica di Dance Well ha di strappare a una quotidianità di esclusione sociale e difficoltà, è stata negli ultimi tempi raccontata anche da testate come Internazionale e Repubblica, è stata oggetto di un ebook, Danzare con il parkinson di Giulia Bondi, e da
ricerche internazionali a livello universitario, come quelle di Sara Houston, PhD Researcher presso la Roehampton University (UK).
Il canale tv della piattaforma Sky Italia, LaEffe, ha scelto “Dance Well” per un appuntamento della serie di documentari d’autore intitolata “Noi siamo Cultura”.
La Città di Bassano inoltre è stata invitata a Roma, per l’audizione alla Camera dei Deputati nell’ambito dell’indagine sulle buone pratiche di diffusione culturale della Commissione Cultura, dove è stato raccontato il progetto Dance Well.
L’Archivio della Generatività Sociale, progetto di ricerca-azione promosso dal Centro ARC dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e dall’Istituto Luigi Sturzo di Roma – che raccoglie e valorizza esperienze, generativamente orientate nei settori, ha girato e messo on line un documentario su Dance Well.

LINEE GUIDA
L’approccio contestualizzato nella realtà locale e sviluppato dagli insegnanti di Dance Well è particolare rispetto ad altre esperienze internazionali e si caratterizza per alcune specificità:

1) CLASSI DI DANZA. L’obiettivo primo dell’iniziativa è artistico, i benefici di tipo medico, ginnico, sociale, di intrattenimento e altro, per quanto importanti sono comunque aspetti secondari. I partecipanti sono, e vengono chiamati, danzatori e come tali, non come “malati di Pk” né come “anziani”, affrontano la classe di danza.

2) AMBIENTE ARTISTICO: il luogo deve ispirare intimamente i danzatori. L’ambiente deve essere bello, esteticamente/spiritualmente/ artisticamente denso. Non devono essere luoghi ospedalieri, palestre o ambienti “sterili”. L’iniziativa si svolge a Bassano nelle sale del museo Civico, a Schio sul palcoscenico del Teatro Civico a Villa Margherita nella sala conferenze.

3) PIATTAFORMA e non METODO. Partendo da principi e obiettivi condivisi, ogni insegnante crea la propria classe, attraverso musiche, tecniche ed esercizi scelti in base alle proprie competenze e preferenze. Non si vogliono insegnare tecniche specifiche, ma si mira a fornire una serie di strumenti affinché ogni danzatore possa creare il suo movimento, la sua danza impiegando gli strumenti coreografici che conosce. Ogni classe è quindi molto diversa pur partendo da principi comuni. L’approccio non sarà mai frontale (con insegnante che dimostra dei passi in sequenza e i partecipanti invitati a copiare) ma in ogni classe si danza assieme in un flusso continuo di musica e movimento.

4) GRUPPI MISTI: le classi sono aperte a tutti, malati di Parkinson, accompagnatori, giovani, anziani, ballerini, coreografi. La classe dovrebbe cercare di andare incontro alle capacità di tutti, senza annoiare né scoraggiare. Il gruppo misto permette la crescita collettiva, l’inclusione sociale, il senso di appartenenza un gruppo, il sostegno reciproco e non ghettizza.

5) PIÙ INSEGNANTI: un insegnante guida la classe ma ne sono presenti almeno due. Questo facilita la gestione del gruppo, la visibilità del movimento, la coordinazione tra le varie classi nel corso dell’anno. Ogni uno/due mesi cambia l’insegnante che guida in modo che i danzatori siano stimolati a più livelli e da modi di approccio differenti. A volte guidano la classe esterni (danzatori o coreografi di passaggio). Dei feedback costanti tra insegnanti e una formazione artistica e teorica comune sono parte del percorso di crescita che chi si avvicina all’insegnamento è invitato a seguire. Parte delle iniziative comprendono partecipazione a conferenze e workshop internazionali a Bassano del Grappa, Inghilterra, Olanda e Germania.

6) NON C’È GIUSTO NON C’È SBAGLIATO: Gli insegnanti invitano i danzatori che partecipano alle classi a non farsi influenzare da un senso del giudizio esterno. Questo approccio è radicalmente opposto a quanto viene applicato nelle lezioni accademiche di danza dove il raggiungimento di risultati e standard di eccellenza induce i danzatori a sentirsi sempre poco vicini al livello ottimale di esecuzione o prestazione. Ognuno danza con il proprio corpo. Viene proposta l’importanza dell’INTENZIONE DEL MOVIMENTO più che del movimento in sé. Per questo a seconda delle proprie possibilità si può stare seduti o in piedi, alzare il braccio tanto o poco, il destro o il sinistro, senza che questo modifichi il valore artistico e la potenzialità espressiva.

 

REPORT – 2016
Disseminazione del progetto

Nel 2016, oltre alle lezioni bisettimanali presso il Museo Civico, il progetto ha visto un’importante implementazione e disseminazione nel territorio, coinvolgendo sia il Teatro Civico di Schio (VI) che la Casa di Cura Villa Margherita dove si tengono settimanalmente le classi.

Diverse sono inoltre le attività che generato il progetto

1) La Fondazione Teatro di Schio ha attivato in collaborazione con Bassano il progetto anche presso il Teatro Civico (da poco riaperto dopo un prezioso lavoro di restauro) sempre con le insegnanti di Dance Well. La collaborazione ha riscosso un enorme successo, riscontrabile nella grande partecipazione alle classi (45 in media) e agli eventi correlati al progetto.

2) Sotto la supervisione del Dott. Volpe, responsabile del reparto di Medicina Riabilitativa della Casa di Cura Villa Margherita, è partita la ricerca scientifica condotta da Giulia Baldassarre, fisioterapista, per misurare l’impatto che il metodo Dance Well genera in chi lo pratica. I risultati verranno pubblicati entro al fine del 2016.

3) Sempre a cura del personale del reparto di Medicina Riabilitativa della Casa di Cura Villa Margherita di Arcugnano diretto dal Dottor Daniele Volpe, è stato attivato un percorso di formazione continua degli insegnanti di Dance Well per acquisire competenze e strumenti scientifici e medici fondamentali per la pratica della danza con persone con il morbo di Parkinson

4) Il CSC Casa della Danza di Bassano del Grappa, in collaborazione con Villa Margherita, centro d’eccellenza per la malattia di Parkinson, affiliata alla NYU Fresco Institute for Italy, ha avviato da settembre a novembre 2016 un’innovativa proposta di alta formazione con un percorso completo scientifico ed artistico, per operatori che vogliono proporre tale metodo di cura, rivolto in particolare ad operatori socio sanitari ed accreditato per la formazione continua obbligatoria del personale medico e paramedico.

 5) Il 25 agosto nella Sala Chillesotti del Museo Civico si è tenuta la conferenza intitolataL’impatto della danza per il Parkinson in contesti artistici (Musei, Gallerie d’Arte…)”, e focalizzata sulla pratica della danza per persone con Parkinson in ambienti artistici, gallerie e musei. Moderato dalla drammaturga e professionista internazionale di danza Peggy Olislaegers, ha visto tra i relatori anche esponenti della ricerca scientifica, accanto a coreografi e artisti: tra cui Sara Houston (PhD Roehampton Univ.), Monica Gillette (Coreografa, Freiburg Theatre), Daniele Volpe (Resp. Dipartimento Medicina Riabilitativa “Villa Margherita”), Giulia Baldassarre (teacher Dance Well), Eva Boarotto (danzatrice) e altri ospiti internazionali.

6) Il 15 ottobre alcuni partecipanti e le teachers del progetto Dance Well hanno svolto delle classi esemplificative all’interno del Seminario Handling with Care, seminario organizzato da Arte Sella Education in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento. Handling with Care è un corso di formazione dedicato a operatori del settore socio assistenziale, insegnanti e a quanti si trovano a prendersi cura dell’altro e dell’ambiente, utilizzando le forme d’arte quale strumento creativo e terapeutico.

7) Al gruppo dei parkinson dancers, sono state proposte diverse attività in contatto col pubblico ed inserite nella programmazione di operaestate de del CSC Casa della danza. I partecipanti a Dance Well hanno così potuto prendere parte agli eventi coreografati dalle insegnanti o sotto la guida di coreografi professionisti, in continuità con quanto fatto nel 2015.

8 e 9 Aprile DANCEXinCLUSIVE Due giorni di spettacoli, workshop, approfondimenti sul tema delle arti performative come fattore di inclusione sociale – Museo Civico di Bassano e CSC garage Nardini

14 Luglio Dance in villa – Villa da Porto a Montorso.

17 Luglio Un’altra Bellezza – nel giardino storico di Villa Rossi (Santorso)

20 Luglio Dance Raids nel centro storico di Bassano

22, 23 24 Luglio In Memoriam – After the End coreografie di Sharon Fridman

25,26,27 Agosto Stabat Mater coreografia di Giorgia Nardin – Chiesetta dell’Angelo a Bassano

4 Settembre Cycling Dance eventi di danza lungo la ciclopista del Brenta

10 Settembre Dance Raids nel centro storico di Feltre

22 Ottobre Giornata Nazione dello Spettacolo dal vivo – Teatro Civico di Schio

10 Dicembre Pomeriggio tra le Muse. Musica che danza – Palazzo Leoni Montanari di Vicenza. (evento in programma)

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