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Fortebraccio teatro, Roberto Latimi, AMLETO - credits OBBLIGATORIO Fabio Lovino

AMLETO – DIE FORTINBRASMASCHINE
Roberto Latini - Fortebraccio Teatro

Un potente Amleto, attraverso la riscrittura di Heiner Muller e di Roberto Latini, anche straordinario interprete

INFORMAZIONI

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AMLETO – DIE FORTINBRASMASCHINE
Roberto Latini - Fortebraccio Teatro

29.08.2016

Teatro Remondini
Bassano del Grappa

Biglietteria Operaestate
Via Vendramini 35
tel. 0424 524214 – 0424 519811

ORE 21.00
INGRESSO € 10,00/8,00

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“Die FortinbrasMaschine” è la riscrittura di una riscrittura. Nel 1977 Heiner Müller componeva un testo liberamente ispirato all’Amleto di Shakespeare. Oggi, Roberto Latini, grande interprete shakespeariano, tenta una scrittura scenica che si ispira a sua volta a Die Hamletmachine di Heiner Müller. E lo fa tornando a Shakespeare, ad Amleto, con gli occhi di Fortebraccio, con l’architettura di Müller, su un palcoscenico sospeso tra l’essere e il sembrare. Una bella occasione per apprezzare uno tra gli artisti più intensi e premiati della scena italiana, maestro nell’utilizzo della voce come un vero e proprio strumento.

Intitoliamo a Fortebraccio il nostro sguardo sul contemporaneo, la caccia all’inquietudine nel fondo profondo del nostro centro, per riscriverci, in un momento fondamentale del nostro percorso. Ci siamo permessi il lusso del confine e abbiamo prodotto da quel centro una deriva. Una derivazione, forse; alla quale riferirci nel tempo, o che probabilmente è il frutto maturo di un tempo che già da tempo è il nostro spazio. Di Heiner Müller conserviamo la struttura, la divisione per capitoli o ambienti e componiamo un meccanismo, un dispositivo scenico, una giostrina su cui far salire tragedia e commedia insieme di cui die Hamletmaschine è modello e ispirazione: Album di Famiglia/ L’Europa delle donne/ Scherzo/ Pest a Buda/ Battaglia per la Groenlandia/ Nell’attesa selvaggia/ Dentro la orribile armatura/ Millenni. Ci accostiamo alla potenza della sua intenzione trattandolo come un classico del nostro tempo. La riflessione metateatrale e quindi culturale e quindi politica che ci ha sempre interessato, la capacità del teatro di rivolgersi a se stesso, alla sua funzione, alla sua natura, per potersi proporre in forme mutabili, mobili, è la voce dalla quale vorremmo parlare i nostri suoni. L’Amleto è una tragedia di orfani, protagonisti e antagonisti di un tempo in cui i padri vengono a mancare. Questo ha a che fare con la nostra generazione, anche pasolinianamente, con la distanza che misura condizione e divenire, con il vuoto e la sua stessa sensazione, fino a Fortebraccio, figlio, straniero, estraneo e sopravvissuto”.

Roberto Latini

di e con Roberto Latini
musiche e suoni Gianluca Misiti
luci e tecnica Max Mugnai
drammaturgia Roberto Latini Barbara Weigel
regia Roberto Latini
movimenti di scena Marco Mencacci, Federico Lepri
organizzazione Nicole Arbelli
foto Fabio Lovino
produzione
Fortebraccio Teatro
in collaborazione con
L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino
ATER Circuito Regionale Multidisciplinare – Teatro Comunale Laura Betti Fondazione Orizzonti d’Arte
con il contributo di
MiBACT
Regione Emilia-Romagna

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