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Giornata Nazionale Parkinson 2019: workshop con Marigia Maggipinto

domenica 24 novembre 2019

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ANELANTE
di Flavia Mastrella e Antonio Rezza

ATTENZIONE:
A causa delle avverse previsioni meteo per la serata, lo spettacolo è stato allestito al Teatro Remondini

con Antonio Rezza e con Ivan Bellavista, Manolo Muoio, Chiara Perrini, Enzo di Norscia
(mai) scritto da Antonio Rezza
un Habitat di Flavia Mastrella
collaborazione all’ispirazione Massimo Camilli
disegno luci Mattia Vigo
rielaborato da Daria Grispino
una produzione RezzaMastrella - Fondazione Teatro Piemonte Europa - TSI La Fabbrica dell’Attore Teatro Vascello

INFORMAZIONI

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ANELANTE
di Flavia Mastrella e Antonio Rezza

07.08.2018

Teatro Remondini
Bassano del Grappa

Acquista su Vivaticket

Biglietteria Operaestate Via Vendramini 35, Bassano del Grappa tel. 0424 524214 – 0424 519811 (chiusa da dicembre a maggio)

Ufficio Informazioni Operaestate 0424 519819

 

ORE 21.00
INGRESSO €15.00 intero/ €12.00 ridotto

CI SARO'

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Leoni d’oro per il teatro 2018, e leoni nello spazio teatrale – habitat, come lo chiamano loro – che la visionarietà di Mastrella ogni volta sa creare; un circo in cui il corpo logorroico e le parole acrobatiche di Rezza ci trascinano. Questa volta gli interpreti sono cinque: si sovrastano, collaborano, si ignorano, lottano. Così come le parole sono frammenti isolati di un flusso di coscienza, pure i corpi si spezzano: le singole parti si rivelano burattini autonomi, anche grazie alla scena-teatrino (s)componibile che incessantemente muta sotto i nostri occhi. L’habitat prende una forma, per subito scomporsi in un’altra, ed è parte attiva nel confronto tra corpi e parole. Per tutta la durata, Anelante è un vortice di ossessioni freudiane e nevrosi acrobatiche; di rimossi del contemporaneo che ritornano e si piazzano al centro della scena; un flusso di associazioni libere che ci racconta qualcosa, anche di noi, se accettiamo di armarci dello sguardo che gli autori ci suggeriscono, non ci impongono. Se ci fidiamo di loro, l’anarchia degli autori diviene la nostra, e lasciando la sala ci scopriamo padroni di scegliere come e se ricomporre quello che abbiamo visto e ascoltato.

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