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domenica 24 novembre 2019

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Foto orizzontale MAB ensemble

BIANCAROSAROSSA
Mab Ensemble

da una fiaba dei Fratelli Grimm
scritto, diretto e interpretato da
Monica Ceccardi
Irene Fioravante
disegno luci
Claudio Modugno
tecnico
Claudio Modugno
costumi e scenografia
Marco Ferrara

INFORMAZIONI

map

BIANCAROSAROSSA
Mab Ensemble

24.08.2015

CSC Garage Nardini
Bassano del Grappa

Biglietteria Operaestate Via Vendramini 35 tel. 0424 524214 – 0424 519811 www.operaestate.it

ORE 21.45
INGRESSO € 5.00

CI SARO'

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Unica compagnia veneta finalista di Scenario 2015, MAB ensemble parte dalla fiaba dei fratelli Grimm “Biancarosa e Rosarossa” per raccontare l’universo femminile giocando sugli opposti. Esuberanza e Mitezza, Estroversione e Introversione, Purezza e Passione, Maternità e Sterilità, Equilibrio e Tormento, Estate e Inverno, una rosa Rossa e una rosa Bianca, tutto si mescola in questo lavoro segnato da un potente apparato visivo e da due straordinarie interpreti capaci di creare un unico corpo teatrale. Due bambine abitano un mondo bellissimo. La storia di Biancarosa e Rosarossa si apre nell’idillio di due rosai che crescono davanti a una casa al limitare del bosco. Nessuna crudezza e brutalità, è l’esplosione di un mondo armonico in cui tutti gli elementi della natura sono in equilibrio. Cosa rende possibile tale equilibrio armonico? La fonte generatrice è il grembo materno. L’onnipotenza della madre è un tutt’uno con la sua fragilità; lei come noi è fusa con il caos del mondo. Vorrebbe preservare le figlie dalle possibili conseguenze devastanti del caos, ma la fiaba ci insegna che una cosa è anche il suo opposto, e così la madre che le avvicina è la stessa che le allontana, lasciandole libere di andare sull’orlo di un abisso. La fiaba si frantuma. Le due sorelle, nel cinismo del presente, scoprono l’ingratitudine. Incapaci di compassione, spezzano il contatto con la loro madre interiore, e la madre reale, divenuta vecchia, finirà in un ospizio. Bianca e Rosa hanno trovato la libertà, o hanno perso per semmpre? Una storia di solitudini, e di grembi che faticano ad accogliere. Essere o non essere madri? Questo è il problema di oggi, come donne, a trent’anni.

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