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sabato 24 agosto 2019

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BOGINO & FRIENDS
Bonigo & Friends

Un altro maestro della grande classica, impegnato nel Campus delle Arti, è protagonista di una speciale serata musicale con alcuni fra i miglori musicisti coinvolti nel progetto.

INFORMAZIONI

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BOGINO & FRIENDS
Bonigo & Friends

01.08.2019

Chiostro del Museo Civico
Bassano del Grappa

In caso di maltempo: Sala Ottagono del Museo Civico

ORE 21.00
INGRESSO intero € 7 ridotto € 5

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Musica
07.08.2019
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IVAN BESSONOV

Konstantin Bogino pianoforte
Marco Fiorentini violino primo
Elio Orio violino secondo
Mikhail Zemtsov viola
Francesco Storino violoncello
Claudio Montafia flauto

Joseph Haydn
Trio in Sol maggiore Hob.XV 25
Andante
Poco Adagio
Finale: Rondò all’Ongarese. Presto

Ludwig Van Beethoven
Serenata in re maggiore op. 25
Entrata. Allegro
Tempo ordinario d’un Minuetto
Allegro molto (re minore)
Andante con variazioni (sol maggiore)
Allegro scherzando e vivace
Adagio
Allegro vivace

Aleksandr Porfir’evic Borodin
Quintetto per pianoforte in do minore
Andante
Scherzo: Allegro non troppo
Finale: Allegro moderato

Un altro maestro della grande classica, impegnato nel Campus delle Arti, è protagonista di una  speciale serata musicale con alcuni fra i musicisti insegnanti dello stesso. Konstantin Bogino è il rappresentante della quarta generazione di una famiglia di musicisti moscoviti uniti in legami di profonda amicizia a S. Richter, E. Gilles, A. Rubinstein e A. B. Michelangeli, nomi che hanno senza dubbio influenzato la sua formazione musicale. Nel 1978 lascia la Russia per trasferirsi in Jugoslavia e dal 1984 vive a Parigi. Si è esibito nelle più prestigiose sale di tutto il mondo e svolge un’intensa attività formativa e didattica, tenendo seminari rivolti a maestri pianisti, e masterclass nei più importanti Conservatori e Accademie.
Il concerto si apre con il padre della forma musicale del trio, Josef Haydn, dove il pianoforte gradatamente perde la sua caratteristica di riempitivo, tipico del Barocco, per assumere una sua perfetta identità all’interno del dialogo strumentale a tre. Fiore all’occhiello del Trio è però il brillante Rondò all’Ongarese, con un motivo magiaro che rimbalza allegramente, aggiungendo un tono di spiritosa animazione all’assieme. La Serenata in re maggiore op. 25 è opera della giovinezza di Beethoven, dove tutto scorre con facilità e freschezza melodica in un gioco di armonie e di idee strumentali appartenenti alla migliore tradizione della musica pre-romantica. Chiude il concerto il Quintetto in do minore di Borodin composto mentre è in vacanza in Italia. Tra i lavori più significativi del suo primo periodo creativo, presenta quegli elementi melodici popolari che saranno alla base delle sue successive composizioni.

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