PROSSIMO SPETTACOLO:

DANCE IN VILLA / BESTIARIO UNIVERSALE

giovedì 14 settembre 2017

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CC88 © haring

CANDY’S CAMOUFLAGE
Liquid Loft / Chris Haring

Un viaggio attorno all’universo femminile, agli stereotipi ad esso associati e alle aspettative che mutano in una società sempre più ipertecnologica e alla ricerca di estetiche sofisticate. Chirs Harring mette in scena uno spettacolo in bianco e nero, un “film noir” che, con le suggestioni cinematografiche e le interazioni con immagini video, crea una dimensione in grado di evocare ambigue astrazioni futuriste..

INFORMAZIONI

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CANDY’S CAMOUFLAGE
Liquid Loft / Chris Haring

24.08.2017

Teatro Remondini
Bassano del Grappa

Biglietteria Operaestate
Via Vendramini 35
tel. 0424 524214 – 0424 519811

ORE 21.00
INGRESSO €5.00

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Coreografia Chris Haring
Danzatori Katharina Meves, Anna Maria Nowak, Karin Pauer
Musica Andreas Berger
Luci e scenografia Thomas Jelinek
Costumi Julia Cepp
Teoria Stefan Grissemann
Assistente alle prove Luke Baio
Testi Katharina Meves, Anna Maria Nowak, Karin Pauer
Stage Manager Roman Harrer
Distribuzione Internazionale Line Rousseau, Marion Gauvent, A PROPIC
Manager di Produzione Marlies Pucher
Co-produzione ImPulsTanz – Vienna International Dance Festival Liquid Loft

Un viaggio attorno all’universo femminile, agli stereotipi ad esso associati e alle aspettative che mutano in una società sempre più ipertecnologica e alla ricerca di estetiche sofisticate. Chirs Harring mette in scena uno spettacolo in bianco e nero, un “film noir” che, con le suggestioni cinematografiche e le interazioni con immagini video, crea una dimensione in grado di evocare ambigue astrazioni futuriste. Nel montaggio visivo, in miscele e doppie esposizioni, i movimenti sono raddoppiati o triplicati, tradotti in visioni complesse e caleidoscopicamente moltiplicate. Ciò che rimane sono gli strumenti di camuffamento e di inganno, che offrono la possibilità di creare un nuovo sé più e più volte. Il cambiamento costante, qui, è il principio fondamentale, la mutazione è il gioco. La conoscenza sicura, che solo attraverso un’analisi precisa dell’esterno possiamo stabilire il necessario contatto con i sogni, le visioni e i desideri degli altri. Come tutti i pezzi di Liquid Loft, anche questo è molto musicale nella sua struttura, non solo nel campo espansivo del web sonar, che spazia dalle musiche d’atmosfera al rumore, dai droni sinistri alle melodie malinconiche, ma anche per quanto riguarda le schegge di lingua, canzoni o suoni che si fondono associativamente, ripercorrendo le atmosfere “noir” che scorrono in video. Un video ispirato alle prime opere cinematografiche di Andy Warhol, in particolare l’utilizzo dello split-screen in “Chelsea Girls”. Le proiezioni del femminile danno vita a stereotipi ingannevoli e a fragili cliché che vengono messi alla prova per vedere se ancora coincidono con l’immaginario comune.

The Imploding Portraits Inevitable-Series was inspired by the earlier film works of Andy Warhol, especially the use of the split-screen in Chelsea Girls. The series began with the performances Shiny, Shiny… and False Colored Eyes, in which today’s media-guided self-optimization is confronted with its own history avatar. In Candy’s Camouflage, three female performers write their own history, from their own individual personalities. Projections of the feminine – or what one may take for it –are called up, stereotypes and brittle clichés are subjected to a series of stress tests. In Candy’s Camouflage the colourful frenzy of the previous pieces dissolves into the black and white of Film Noir. What remains are tools of camouflage and deception, which provide the possibility to create a new self again and again. Constant change, here, is the fundamental principle, mutation’s the game. Candy’s Camouflage can be seen as a statement against the division of surface and substance. The secure knowledge, that only via a precise analysis of the outside we can establish the necessary contact with the dreams, visions and desires of people, carries this evening. Film Noir is a logical point of reference here; at times the figures are almost swallowed by darkness before they – driven by a mysterious inner energy – start to twitch spookily, squirming in front of and below the camera. Like all pieces by Liquid Loft, this one is very musical in its nature – not only in the expansive field of its sonar web, ranging between ambient and noise, sinister drones and melancholic melodies, but also in respects of language, dance and video-styles. The splinters of language, song and noise are mostly of uncertain provenance, and yet they merge associatively, retracing “noir”-atmospheres.

Supported by the AUSTRIAN PERFORMANCE NETWORK (APN) Guest Performance Fund, which is funded by the Arts and Culture Division of the Federal Chancellery of Austria.

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