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martedì 23 maggio 2017

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Clara Furey cosmic love

CLARA FUREY + PETER JASKO
129^ residenza coreografica

ATTENZIONE! RESIDENZA E SHARING RINVIATI A DATA DA DESTINARSI Clara Furey arriva in residenza al CSC dal 19 al 23 maggio con la sua ultima creazione COSMIC LOVE, che debutterà a Montreal il prossimo dicembre. Durante questa residenze Clara, con l'assistenza di Peter Jasko, lavorerà su nuovi adattamenti della performance. Sharing aperto al pubblico lunedì 22 maggio ore 21.00

INFORMAZIONI

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CLARA FUREY + PETER JASKO
129^ residenza coreografica

22.05.2017

CSC Garage Nardini
Bassano del Grappa

ORE 21.00
INGRESSO ingresso libero

CI SARO'

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AToU / ANAN ATOYAMA

ATTENZIONE! RESIDENZA E SHARING RINVIATI A DATA DA DESTINARSI

Per COSMIC LOVE Clara Furey ha costruito uno spazio indifferenziato in cui ognuno possa sentirsi di appartenere ad un “tutto”. Ispirata da una citazione di Edgar Morin “E’ sempre quello che illumina, ciò che rimane in ombra”, la Furey indaga la relazione con il buio, esplorandone le diverse ramificazioni concettuali. Utilizzando il buio come un dispositivo di collegamento, la Furey sviluppa uno spazio teatrale dai contorni sfumati, differenziando così la percezione tra danzatori e spettatori. Clara Furey pone i corpi in un bivalente stato di tensione / armonia, aprendo un dialogo basato sui contrasti e immergendo il pubblico in un mondo immaginario che mette in luce la complessità delle emozioni umane.
Attraverso un ambiente sonoro coinvolgente e un offuscamento dei riferimenti visivi dei suoi danzatori e pubblico, il coreografo sottolinea la diversità degli esseri umani, celebrando la loro appartenenza a una vasta comunità.
Tomas Furey, il sound designer di COSMIC LOVE, crea un’esperienza uditiva destinata a “farsi sentire”, per aprire l’immaginazione, e inventare una spirale uditiva che provoca una sensazione di vertigine, di disorientamento, come ad entrare in un mondo nuovo, una sorta di caos primordiale.

In una società dominata da immagini virtuali e dal potere della comunicazione, in cui sorgono nuove forme di oscurantismo e l’individualismo sfrenato è incoraggiato, CLARA FUREY sta sviluppando una coscienza politica e sociale racchiusa in un’estetica performativa.
Per la Furey la performance deve contenere esperienze sensoriali in grado di abbattere la quarta parete, coinvolgendo il corpo, le emozioni e le percezioni del pubblico.
Nella sua visione l’arte rappresenta un modo per riconnettere gli esseri umani, attraverso una spiritualità libera dai dogmi il coreografo tenta di creare un collegamento immateriale tra strumenti di comunicazione, esseri umani e sensi.
L’uso del buio è una tecnica audace che è stata spesso trascurata, una scelta che pone il coreografo in una sorta di flusso di coscienza danzato.
Lo spettacolo è coprodotto da Danse Danse e includerà, nella sua forma definitiva 5 danzatori.

La residenza e lo sharing sono realizzate con il sostegno di:
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