PROSSIMO SPETTACOLO:

GIOVANNA GARZOTTO + REMO PERONATO

sabato 18 novembre 2017

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by Gigi Piana

DANIELE NINARELLO
124^ residenza coreografica

Dal 3 al 10 aprile Daniele Ninarello torna ad abitare il Garage Nardini per portar avanti la sua ricerca sulla nuova produzione STILL che vede in scena Marta Ciappina, Pablo Tapia Leyton, e Alessio Scandale con le musiche di Dan Kinzelman e la drammaturgia di Enrico Pitozzi. Sharing aperto al pubblico domenica 9 aprile ore 15 al Garage Nardini.

INFORMAZIONI

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DANIELE NINARELLO
124^ residenza coreografica

09.04.2017

CSC Garage Nardini
Bassano del Grappa

ORE 21.00
INGRESSO ingresso libero

CI SARO'

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25.02.2017
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STILL è parte del progetto STILL Body Experience with Digital Brain vincitore del Bando “ORA! linguaggi contemporanei _ produzioni innovative” della Compagnia di San Paolo.
Nell’affrontare il tema dell’identità, di come cambia e si trasforma nel tempo, nell’osservare il corpo come testimone di tracce e segni che ci inducono a ri-conoscerci, ci si sofferma sull’idea del ripercorrersi come figure astratte ed autentiche, indaffarate nell’atto del risalire/resistere. L’intenzione è quella di indagare a fondo il tema dello svolgersi del tempo in rapporto con l’evolversi dell’identità, fotografandone il suo continuo dissolversi e trasformarsi, ricostruirsi.

In questo processo si rivela di grande ispirazione l’opera di Alberto Giacometti.
Il forte interesse nella poetica e la prepotenza delle sue opere a rappresentare l’uomo nella sua fragilità e al contempo mostrandone la sua grande forza, mi spinge a voler indagare la figura umana attraverso la danza e l’azione scenica, nel suo eterno tentativo di ingannare la paura di scomparire, di resistere alla minaccia della caduta, di vivere con il corpo un’esperienza che possa raccontare la nostra innata vocazione a resistere.

Si intende intercettare quel movimento, segno, traccia, che attinge a memorie e sensazioni stratificate nel tempo, che indagate attraverso la percezione sensoriale, suggeriscono spinte all’azione creativa traducendosi in danza. 
Più concretamente partiremo dalle immagini emerse durante le diverse esplorazioni del singolo e delle sue memorie durante le prime fasi di ricerca. Queste a sua volta verranno tradotte in stimoli di movimento come strumento per il danzatore. Si costruirà via via un archivio di segni che verranno selezionati attentamente perchè rientrino nell’esecuzione. Filmeremo tale processo come memoria. Tali segni costituiranno punti di incontro e “ancore” per il performer, e saranno l’elemento unificatore tra i danzatori, tra ciò che elaboreranno e ciò che scopriranno nel processo performativo.

Daniele Ninarello

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