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domenica 24 novembre 2019

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erano come foglie

ERANO COME FOGLIE
Ideazione e testi Guido Barbieri

*AGGIORNAMENTO METEO* A causa del maltempo, Erano come foglie si terrà presso la Chiesa di Santa Maria in Colle (nel Castello degli Ezzelini) di Bassano del Grappa. Invariato l'orario.

La storia dell’eccidio di Bassano ha segnato, profondamente, la memoria collettiva della città. Con i linguaggi della musica e della narrazione, la comunità si riunisce intorno a quella memoria.

INFORMAZIONI

map

ERANO COME FOGLIE
Ideazione e testi Guido Barbieri

28.07.2019

Centro storico
Bassano del Grappa

In caso di maltempo: Duomo di Santa Maria in Colle

ORE 20.30
INGRESSO € 10

CI SARO'

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29.07.2019
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ARTURO TALLINI/ SANNA VAARNI

da un’idea di Angela Chiofalo
testi e drammaturgia di Guido Barbieri
con la partecipazione dei musicisti del Campus delle Arti di Bassano

con la partecipazione dei Cori cittadini Coro Bassano, Coro Vecchio Ponte G.Mayer, Coro Edelweiss ANA Montegrappa, Coro Giovani Voci Bassano
direttore Cinzia Zanon

riprese audio e montaggio Mario Gottardi
allestimento audio Alberto Gottardi e Mariano Piotto

coproduzione con il Campus delle Arti

Prima nazionale – coproduzione del festival

Prima stazione: Fiorenzo Puglierin
Jan Pieterszoon Sweelinck Pavana Lachrimae
Riccardo Favero, clavicembalo

Seconda stazione: Giovanni Cervellin
Béla Bartòk da 44 Duetti per due violini
Marco Fiorentini/Giulio Casagrande violini

Terza stazione: Giacomo Bertapelle
Luis Bacalov Tema dal film Il postino
Luca Lucchetta clarinetto
CCCP Coro di Clarinetti Conservatorio Padova

Quarta stazione: Pietro Cocco
Max Reger Suite per viola in sol min. op. 131
Elio Orio viola

Quinta stazione: Girolamo Mario Moretto
Jean Philippe Rameau Hymne à la nuit,
da Hippolyte et Aricie
Quartetto di violoncelli di Luca Simoncini

Sesta stazione: Cesare Longo
Joaquim Rodrigo Invocation y Danza
Arturo Tallini chitarra

Settima stazione: Albino Vedovotto
Claude Debussy Syrinx (e improvvisazioni)
Claudio Montafia flauto

Sono ancora lì, identici a come erano settantacinque anni fa. E hanno esattamente la stessa forma di allora: il tronco sottile, la cupola verde sagomata con cura. Sono i diciotto lecci di Viale XX Settembre, a Bassano del Grappa, ai quali il 26 settembre del 1944 i nazifascisti hanno impiccato dodici partigiani. I diciotto alberi di Viale dei Martiri – come è stata ribattezzata la strada dopo la guerra – sono i proagonisti di “Erano come foglie”, il pellegrinaggio laico che vuole ricordare uno dei crimini più atroci della seconda guerra mondiale.
La memoria dell’eccidio del 26 settembre è senza dubbio ancora viva tra i bassanesi. Decine sono gli studi, le ricerche, le ricostruzioni storiche di quanto accadde in quei giorni: l’Operazione Piave lanciata dalle truppe di occupazione tedesche e dai reparti dell’esercito repubblichino, i rastrellamenti, le fucilazioni, gli incendi, le impiccagioni che hanno sconvolto l’area del Monte Grappa.
Mai prima d’ora, però, il ricordo della strage è stato tradotto nei linguaggi del teatro, della musica, nelle arti della parola. Lo “spettacolo” che abbiamo immaginato vuole dunque innanzitutto colmare questa assenza.
Nove dei diciotto lecci costituiranno per una sera altrettante stazioni di sosta del percorso simbolico al quale invitiamo gli spettatori. Ogni albero sarà “custodito” da un musicista, che vestirà di suono il tronco, i rami, le foglie: un flauto, un violoncello, un clarinetto… Ma ogni albero sarà anche abitato dalla voce di chi a quei rami è stato impiccato. La chioma di ciascun leccio racconterà infatti la vita, le speranze, le idee, la rabbia, la desolazione, la rassegnazione, i ricordi di nove dei martiri del 26 settembre. Un breve racconto che si alternerà al suono degli strumenti. Ciascun martire non sarà però interpretato da un attore “di professione”, ma parlerà invece con la voce della comunità di Bassano. I testi composti per l’occasione sono stati infatti letti da decine di cittadini bassanesi che abbiamo chiamato a raccolta. Dentro la chioma di ogni albero dunque canterà un piccolo coro che rappresenta la voce della comunità bassanese del presente. I corpi dei martiri di Via XX Settembre – come si sa – non hanno avuto pace nemmeno dopo la morte. Per altre ventiquattro ore dopo la strage i corpi degli impiccati sono infatti rimasti appesi ai lecci come foglie al vento, esibiti come prede. Per questo motivo le voci dei martiri, nascoste nelle chiome degli alberi, non rimarranno in silenzio dopo la fine del pellegrinaggio. Al contrario: continueranno, tutte insieme, simultaneamente, ad intonare un coro sommesso, a far ascoltare i loro racconti.

Guido Barbieri

le voci dei cittadini di Bassano:
Arbena Clara Bonin, Anna Branciforti, Margherita Brunello, Fabio Dalla Zuanna, Chiara Fantinato, Lisa Frison, Stefano Geremia, Francesca Gobbato, Maria Marchese, Massimo Marini, Massimiliano Merlo, Greta Pieropan, Oscar Pirazzo, Cristina Regondi, Adriana Sasso, Agnese Scapin, Alice Scotton, Maria Taglioli, Piergiorgio Tagnin, AnnaChiara Toso, Claudia Trento, Luca Verenini, Alessia Zanchetta, Chiara Zizzola.

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