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venerdì 21 luglio 2017

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first body many

FIRST BODY MANY
Iris Erez

PRIMA NAZIONALE
Come in un reality indisciplinato, due donne esplorano la possibilità di un cambiamento costante e della pluralità dei loro corpi. Corpi che contengono infiniti altri corpi, sia in senso fisico che metaforico. Un viaggio attorno alle tante identità che ogni persona contiene. Attraverso la pratica dell’empatia e dell’alienazione, tentano di sfuggire all’omologazione e di ambire all’unicità.

INFORMAZIONI

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FIRST BODY MANY
Iris Erez

22.08.2014

Museo Civico
Bassano del Grappa

Biglietteria Operaestate Via Vendramini 35 tel. 0424 524214 – 0424 519811

PRENOTAZIONE CONSIGLIATA

ORE 14.30 e 16.30
INGRESSO € 5,00

CI SARO'

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Il lavoro contiene una forte componente autobiografica. Ha a che fare con il fatto che Iris Erez è diventata madre, che questo l’ha fatta maturare, le ha imposto di chiedersi  qual è il posto che occupa nel mondo. Ma ha anche a che fare con i tanti ruoli che ogni donna interpreta quotidianamente (insegnante, danzatrice, coreografa, moglie, madre) e con il bisogno di far convivere dentro di sé queste diverse identità, trovando un equilibrio in mezzo al disordine. Due gli artisti di riferimento a cui alcune immagini del lavoro di Iris Erez si ispirano: il Jerome Bel di “Shirtology”, e la Meg Stuart di “No one is watching”. Due maestri a cui volge lo sguardo un’artista capace di filtrare ogni citazione, grazie all’unicità di un vocabolario personale inconfondibile.

coreografia: Iris Erez
danzatori: Tamar Lamm Kedem, Sharon Zuckerman Weiser
musica: Karni Postel and Tom Darom, Sinead O’connor
costumi: Tami Lebobits
consulenza artistica: Sharon Zuckerman Weiser
fotografie: Itay Marom, Yair Meyuhas
produzione: Machol Shalem

The work deals with the body that constantly changes, that contains many bodies at once both physically and metaphorically and creates the idea of a multi-body. The dancers go through different identities and state of minds using theatrical and visual means. The dancers go through different identities and state of minds using theatrical and visual means. The illusion is created in connection to its dissolution. The dancers investigate how daily life take over the creative process and dissolve them. The body is shown in its form, its materiality, its rawness.

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