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domenica 24 novembre 2019

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GIANNI (ispirato alla voce di Gianni Pampanini)
Caroline Baglioni

di
Caroline Baglioni
con
Caroline Baglioni
assistente alla regia-tecnico
Nicol Martini
VINCITORE
PREMIO SCENARIO PER USTICA 2015

INFORMAZIONI

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GIANNI (ispirato alla voce di Gianni Pampanini)
Caroline Baglioni

25.08.2015

CSC Garage Nardini
Bassano del Grappa

Biglietteria Operaestate Via Vendramini 35 tel. 0424 524214 – 0424 519811 www.operaestate.it

ORE 21.45
INGRESSO € 5.00

CI SARO'

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Progetto vincitore del Premio Scenario per Ustica con la seguente motivazione: “Colpisce la trasformazione di un materiale biografico intimo e drammatico in un percorso personale di ricerca performativa: la traccia audio originale di un’esistenza spezzata, come il testamento beckettiano di Krapp, ispira una partitura fisica, gestuale, coreografica in un efficace gioco tra due ambiti scenici che si rivelano anche esistenziali. Un lavoro sulla memoria individuale capace di creare uno spazio di comprensione ed empatia che scuote lo spettatore”. Scrive Caroline Baglioni nelle sue note di regia: “Avevo circa tredici anni. Mio padre tornò a casa e disse che era arrivato il momento di occuparci di Gianni. Era un gigante Gianni. Alto quasi due metri, ma a me sembravano tre. Gianni era proprio grosso e nella mia mente è un film in bianco e nero. Gianni sembra oggi un ricordo lontano, ma  era lontano anche quando c’era. Era lo zio con problemi maniacodepressivi che mi faceva paura. Aveva lo sguardo di chi conosce le cose, ma le ripeteva dentro di sé mica ce le diceva. Fumava e le ripeteva dentro di sé. Gianni non stava mai bene. Se stavamo da me voleva tornare a casa sua. Se stava a casa sua voleva uscire. Se era fuori voleva tornare dentro. Dentro e fuori è stata tutta la sua vita. Non aveva pace Gianni. Nel 2004, in una scatola di vecchi dischi, ho trovato tre cassette. Tre cassette dove Gianni ha inciso la sua voce, gridato i suoi desideri, cantato la sua gioia, espresso la sua tristezza. Per dieci anni le ho ascoltate riflettendo su quale strano destino ci aveva uniti. Un anno prima della mia nascita Gianni incideva parole che io, e solo io, avrei ascoltato solo venti anni dopo. E improvvisamente, ogni volta mi torna vicino, grande e grosso, alto tre metri e in bianco e nero”.

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