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BALLETTO DI ROMA
Giselle

SPOSTATO AL TEATRO REMONDINI Nuovissimo debutto del Balletto di Roma con la riscrittura di Giselle affidata a due coreografi, uno per ogni atto: Itamar Serussi e Chris Haring

INFORMAZIONI

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BALLETTO DI ROMA
Giselle

26.07.2016

Teatro Remondini
Bassano del Grappa

Acquista su Vivaticket

Biglietteria Operaestate Via Vendramini 35, Bassano del Grappa tel. 0424 524214 – 0424 519811

ORE 21.20
INGRESSO € 20,00/16,00

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PROGETTO BOLLE

Il nuovissimo debutto del Balletto di Roma che affida ai due coreografi Itamar Serussi Sahar e Chris Haring, la riscrittura di “Giselle”, fra i più celebri balletti del grande repertorio romantico. Un doppio remake in cui la tragica trama sapientemente si confonde con gli ingredienti della danza di oggi. Per la prima volta, “Giselle” coinvolge in un’unica creazione due autori con identità artistiche originali e distinte. A ciascuno è commissionato un atto dove, coerentemente con l’originale che affianca mondo terreno e aldilà, gli universi artistici dei due coreografi definiscono i due mondi di Giselle.

Parte del progetto Fast Forward con il supporto di

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“Centosettantacinque anni. Tanti ne sono passati dalla prima rappresentazione del balletto ‘Giselle’, gioiello di poesia romantica creato per il debutto parigino della ballerina italiana Carlotta Grisi. Da allora ‘Giselle’ non ha mai smesso di trasformarsi. Per noi spettatori del XXI secolo è importante tenere a mente un fatto: oggi ‘Giselle’ non è più solo il balletto emblema dell’Ottocento romantico europeo, ma una danza che affonda le proprie radici nel tempo presente godendo di un diritto di cittadinanza globale. Commissionando la creazione ai coreografi Itamar Serussi Sahar e Chris Haring/Liquid Loft, impegnati rispettivamente nel I e nel II atto, il Balletto di Roma non si limita a presentare una nuova versione di ‘Giselle’ capace di esplorare ancora e diversamente la follia amorosa di una giovane tradita dal proprio ideale (I atto) e l’esito mortifero del suo dolore ambientato in un mondo ultraterreno (II atto). La ‘Giselle’ che il Balletto di Roma porta in scena nel 2016 non esplora un personaggio che contiene in sé gli opposti riassumibili nella sacra contrapposizione tra vita e morte, ma l’espressione di un sentire esteso e molteplice che appartiene alla comunità dei corpi in scena. La sua identità non è più incarnata in un ruolo, ma agisce come una lente attraverso la quale ognuno osserva il mondo intorno a sé. Così hanno lavorato i danzatori della compagnia, incorporando ‘Giselle’ nelle improvvisazioni non in quanto scomposizione del suo personaggio in parti più piccole e individuali, ma in quanto decostruzione della narrazione del libretto di Théophile Gautier e delle sue declinazioni alle prese con corpi e sensibilità del tempo presente. La profonda rielaborazione delle musiche di Adolphe Adam, a opera di Richard Van Kruysdijk e Andreas Berger, sostiene entrambi gli atti collocando la danza in una dimensione che consente a ogni spettatore di creare la propria storia grazie alle evocazioni ritmiche e a quelle del gesto. Ideato dall’artista israeliano Itamar Serussi Sahar, il primo atto ci consegna una coreografia all’insegna della potenza fisica e carnale che emerge da corpi spogli di quel vezzo pantomimico che tradizionalmente caratterizza il primo atto di ‘Giselle’. Eppure, i danzatori si offrono agli spettatori con una generosità compositiva che consente di scorgere il soggetto dello spettacolo più in profondità, arrivando fino all’intenzione originaria dei loro movimenti. Dell’archetipo ottocentesco ritroviamo la dimensione terrestre, che qui si esprime attraverso un’umanità che si lascia alterare dal reale, mossa e a tratti scossa da pulsioni vitali che esplorano lo spazio della scena esprimendo un senso di appartenenza tanto alla vita quanto alla morte. Mentre la vitalità del I atto tende a diversificare tra loro i danzatori, il II atto firmato dal coreografo austriaco Chris Haring recupera una dimensione collettiva più corale. Giselle ci ricorda che, tra gli umani, nulla è più condiviso e comune della morte. L’ipotesi che la vendetta sia capace di alleviare il dolore della perdita rappresenta allora quell’ultimo guizzo di umano, l’ultima chimera che la vita concede a ‘Giselle’, prima che i corpi si affrontino definitivamente – interrotti solo da alcune estreme incursioni del reale – in un incontro dominato da una rarefazione visiva che va esaurendosi. Come una fenice ormai incenerita che ci riconsegna tutti, artisti e pubblico, alla vita.

Gaia Clotilde Chernetich

coreografie Itamar Serussi Sahar
Chris Haring / Liquid Loft
concept development Peggy Olislaegers
musica Adolple Adam
rielaborazioni musicali
Richard van Kruysdijk, Andreas Berger
interpreti Marcos Becerra, Francesco Saverio Cavaliere, Roberta De Simone, Siro Guglielmi, Fabio Novembrini, Luca Pannacci, Valentina Pierini, Eleonora Pifferi, Roberta Racis, Raffaele Scicchitano
maître de ballet Ludovic Party
video Matteo Carratoni
direzione artistica
Roberto Casarotto
direzione generale
Luciano Carratoni

 

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