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I CAPULETI E I MONTECCHI
Orchestra di Padova e del Veneto

Fra le trasposizioni in musica più riuscite e rappresentate della storia d’amore più celebre di tutti i tempi

INFORMAZIONI

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I CAPULETI E I MONTECCHI
Orchestra di Padova e del Veneto

06.08.2016

Teatro al Castello "Tito Gobbi"
Bassano del Grappa

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Biglietteria Operaestate Via Vendramini 35, Bassano del Grappa tel. 0424 524214 – 0424 519811

ORE 21.00
INGRESSO Poltronissima € 25,00/20,00; Platea € 18,00/15,00

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ROMEO E GIULIETTA - L'amore è saltimbanco

Nell’omaggio scespiriano del festival non poteva mancare una delle trasposizioni in musica più riuscite e rappresentate della più celebre storia d’amore di tutti i tempi: l’opera “I Capuleti e i Montecchi” di Vincenzo Bellini. Fra le più dense di sfoghi lirici memorabili, capolavoro di dolcezza melodica ed espressività nell’intonazione del testo poetico, senza alcun dubbio uno dei vertici assoluti dell’arte di Bellini. L’opera venne rappresentata in prima assoluta al Teatro La Fenice, l’11 marzo 1830, riscuotendo un autentico trionfo, con vette addirittura di fanatismo e fu una delle due tragedie liriche che compose per il teatro veneziano insieme a “Beatrice di Tenda”. Venne scritta a partire dalla storia di Romeo e Giulietta, ma tratta non dalla tragedia scespiriana bensì dalla tradizione letteraria italiana a cui anche il grande inglese si ispirò. Una nuova produzione del festival, ambientata nell’appropriato scenario del Castello medievale bassanese, degna cornice per una storia immortale nata proprio tra le dimore e i castelli dei signori che un tempo governavano queste terre. Affidata a giovani, ma già affermati professionisti della scena lirica: la direzione musicale al maestro Andrea Albertin, quella teatrale al regista Paolo Giani, autore anche di scene e costumi. Entrambi alla guida di un cast di giovani interpreti particolarmente dedicati al repertorio belcantistico di cui l’opera belliniana è brillante gemma.

Fra le più dense di sfoghi lirici memorabili, capolavoro di dolcezza melodica ed espressività nell’intonazione del testo poetico, senza alcun dubbio uno dei vertici assoluti dell’arte di Bellini. Una nuova produzione del festival, ambientata nell’appropriato scenario del Castello medievale bassanese, degna cornice per una storia immortale nata proprio tra le dimore e i castelli dei signori che un tempo governavano queste terre. Affidata a giovani, ma già affermati professionisti della scena lirica: la direzione musicale al maestro Andrea Albertin, alla guida dell’Orchestra di Padova e del Veneto, quella teatrale al regista Paolo Giani, autore anche di scene e costumi. Sul palco un cast giovane, ma già di fama internazionale, formato dal soprano russo dal “timbro cristallino e voce duttile” Ekaterina Sadovnikova nel ruolo di Giulietta, da Annalisa Stroppa, una dei mezzosoprano più interessanti della sua generazione, in quello, en travesti, di Romeo e dal giovane tenore Giordano Lucà, finalista e vincitore dell’Audience Award BBC Cardiff Singer of the World Competition e Secondo Premio al celebre Concorso “Operalia – Placido Domingo” presso il Teatro alla Scala, in quello del rivale Tebaldo. Completano il cast il basso Daniel de Vicente nel ruolo di Capellio, padre di Giulietta, ed il basso Matteo d’Apolito in quello di Lorenzo, medico di casa Capuleti. La tragedia lirica in due atti “I Capuleti e i Montecchi”, fu composta da Vincenzo Bellini per il teatro La Fenice di Venezia, dove debuttò l’11 marzo 1830. Basata su un libretto di Felice Romani tratto dal suo precedente “Giulietta e Romeo” del 1825 per Nicola Vaccai, l’opera racconta la storia dei due giovani innamorati partendo non dal dramma originale di Shakespeare bensì dalle fonti letterarie italiane e francesi a cui anche il grande inglese si ispirò. In effetti tutte le opere italiane scritte sino ad allora sul tema degli sfortunati amanti veronesi derivavano dalla ricca tradizione nostrana, che ha a capo la “IX Novella” di Matteo Bandello e la “Istoria novellamente ritrovata di due nobili amanti” di Luigi Da Porto, le due principali fonti d’ispirazione anche del testo shakespeariano. In seguito ci fu la tragedia settecentesca di Jean-François Ducis e quelle primo ottocentesche di Luigi Scevola, Giuseppe Morosini, Cesare della Valle e Filippo Huberti, che sulla struttura della novella bandelliana (di cui è mantenuto il tragico ingranaggio finale, dal filtro in poi) innestarono temi quali il dovere filiale di Giulietta, l’irremovibilità di Capellio, le doti politiche e guerresche di Romeo, la rivalità tra Romeo (mezzosoprano en travesti) e Tebaldo (tenore). Il focus della vicenda, infatti, è incentrato sullo scontro politico tra le due fazioni, i Capuleti, guelfi, e i Montecchi, ghibellini. Un ulteriore stravolgimento della trama è la caratterizzazione dei personaggi: Romeo diventa il rissoso e violento capo dei Montecchi, Tebaldo non più il cugino di Giulietta, ma un suo fedele pretendente, distante anni luce dal suo alter ego shakespeariano; inoltre Lorenzo da confessore di Giulietta diventa un medico di famiglia, dato che la censura dell’epoca non sopportava troppo la presenza di personaggi religiosi in scena.

musica Vincenzo Bellini
libretto Felice Romani
maestro concertatore e direttore
Andrea Albertin
regia, scene, luci e costumi
Paolo Giani
ORCHESTRA DI PADOVA E DEL VENETO
CORO CITTA’ DI PADOVA
direttore del Coro Dino Zambello
personaggi e interpreti
Giulietta
Ekaterina Sadovnikova
Romeo
Annalisa Stroppa
Tebaldo
Giordano Lucà
Lorenzo
Matteo d’Apolito
Capellio
Daniel de Vicente
co-produzione
Città di Bassano/OperaFestival
Città di Padova

 

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