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giovedì 18 luglio 2019

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IL FLAUTO MAGICO
Orchestra di Padova e del Veneto

Il Flauto Magico, ultima composizione teatrale di Mozart,
è una favola meravigliosa, ambientata in un antico
irreale e fantasioso Egitto


INFORMAZIONI

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IL FLAUTO MAGICO
Orchestra di Padova e del Veneto

09.10.2016

PalaBassano
Bassano del Grappa

Biglietteria Operaestate
Via Vendramini 35
tel. 0424 524214 – 0424 519811

ORE 15:30
INGRESSO Platea intero E 35 ridotto E 31 Gradinata Centrale intero E 28 ridotto E 26 Gradinata Laterale I° settore intero E 23 ridotto E 21 Gradinata Laterale II° settoreintero E 18 ridotto E 16

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16.07.2016
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SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

Musica di Wolfgang Amadeus Mozart

Opera in due atti
Libretto di Emanuel Schikaneder

Maestro concertatore e direttore GIULIANO BETTA
Regia FEDERICO BERTOLANI
Scene GIULIO MAGNETTO
Costumi MANUEL PEDRETTI
ORCHESTRA DI PADOVA E DEL VENETO
CORO LIRICO LI.VE.
Maestro del coro Sergio Balestracci
Personaggi e Interpreti
Sarastro ABRAMO ROSALEM
Tamino FILIPPO PAESANO
Pamina EKATERINA SADOVNIKOVA
la Regina della Notte SOFIA MCHEDISHIVILI
Papageno DARIO GIORGELE’
Papagena TEONA DVALI
Monostatos PATRIZIO SAUDELLI
Prima dama ALICE CHINAGLIA
Seconda dama CECILIA BAGATIN
Terza dama ALICE MARINI
L’oratore degli iniziati PAOLO BATTAGLIA

Coproduzione Città di Bassano OperaFestival,  Città di Padova e Città di Rovigo – Teatro Sociale

“Il Flauto Magico” (titolo originale “Die Zauberflöte”), è un ‘Singspiel’ in due atti musicato da Wolfgang Amadeus Mozart, su libretto di Emanuel Schikaneder e con il contributo di Karl Ludwig Giesecke. La prima rappresentazione avvenne al Theater auf der Wieden di Vienna il 30 settembre 1791 con lo stesso Schikaneder (Papageno) e Josepha Hofer (Regina della notte) diretti dal compositore. La rappresentazione ebbe molto successo, ma Mozart morì nello stesso anno in cui venne allestita la prima volta. L’ultima composizione teatrale di Mozart, è una favola meravigliosa, ambientata in un antico irreale e fantasioso Egitto. Tamino è un giovane principe che non conosce l’amore, non sa cosa sia il pericolo e non ha ancora scoperto la saggezza: solo grazie alla musica del suo flauto imparerà cosa significa diventare adulti, abbandonare l’istinto dei sensi e lasciarsi guidare dalla saggezza e dall’onestà, conquistando così l’amata Pamina. Buio e luce, ragione e sentimento, maschile e femminile. “Il Flauto Magico” è una fiaba filosofica, dove importanti insegnamenti illuministici sono tradotti in un linguaggio musicale, per natura universale, accattivante e perfettamente fruibile da un pubblico di ogni età. La storia all’apparenza sembra semplice. Il malvagio Sarastro ha rapito la principessa Pamina; sua madre, la regina Astrifiammante, ha chiesto al valoroso Tamino di andare a riprenderla, superando le avversità grazie al Flauto Magico. Durante il viaggio però Tamino, insieme al potere benefico che la musica del Flauto ha sulle belve feroci e sui nemici, impara a guardare il mondo con occhi diversi; la storia allora si trasforma: in realtà Sarastro è un uomo saggio, che ha salvato Pamina dai desideri di vendetta della terribile madre. La vera sfida è dunque imparare a mantenere il cuore saldo, combattendo contro le proprie paure e non contro gli altri. La musica è l’elemento magico che pacifica l’animo e che sprona Tamino e Pamina a sconfiggere paure ancestrali come l’acqua e il fuoco, per renderli infine un uomo e una donna saggi e forti. Per questa coproduzione del festival la novità è l’affidamento del progetto di allestimento per l’ideazione di regia, scene e costumi, a un trio di giovani uomini di teatro, già impegnati in recenti produzioni che hanno riscosso l’unanime plauso della critica (non ultimo il “Così fan tutte” dell’estate bassanese 2015). Il regista Federico Bertolani, lo scenografo Giulio Magnetto, il costumista Manuel Pedretti, tornano a collaborare per questa nuova messa in scena de “Il Flauto Magico” che verrà interpretato, nel loro allestimento, come una favola metropolitana con forti accenti contemporanei, partendo dall’assunto che anche al suo apparire non venne considerato affatto un’opera misteriosa, scritta per una ristretta cerchia di iniziati, ma bensì per incontrare un pubblico più vasto possibile, attingendo a piene mani anche alle tradizioni del teatro popolare. Un rinnovato impegno per il sostegno al “rischio” culturale, tra le principali responsabilità di Operaestate che anche in questa produzione conferma la sua vocazione, unitamente al consueto coinvolgimento di giovani artisti e collaboratori nella realizzazione dell’opera.

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