PROSSIMO SPETTACOLO:

LA REGINA DELLE NEVI

domenica 6 ottobre 2019

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In nome del padre_Perrotta_-®Luigi Burroni_03

IN NOME DEL PADRE
Mario Perrotta

Da un intenso confronto con lo psicanalista Massimo Recalcati, Mario Perrotta porta in scena i padri in piena crisi di fronte a figli adolescenti e al “mestiere più difficile del mondo”.
ATTENZIONE: PER QUESTIONI LOGISTICHE LO SPETTACOLO VERRA' ALLESTITO AL TEATRO REMONDINI ANZICHE' AL CASTELLO DEGLI EZZELINI

INFORMAZIONI

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IN NOME DEL PADRE
Mario Perrotta

18.08.2019

Teatro al Castello "Tito Gobbi"
Bassano del Grappa

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In caso di maltempo: Teatro Remondini

ORE 21.00
INGRESSO intero € 15 ridotto € 12

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01.09.2019
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STROPE

uno spettacolo di Mario Perrotta
consulenza alla drammaturgia Massimo Recalcati
collaborazione alla regia Paola Roscioli
aiuto regia Donatella Allegro
costumi Sabrina Beretta
musiche Giuseppe Bonomo, Mario Perrotta
allestimento tecnico Emanuele Roma, Giacomo Gibertoni
foto Luigi Burroni
progetto grafico Fabio Gamberini
organizzazione Permàr
collaborazione con DUEL
produzione Ente Autonomo Teatro Stabile di Bolzano

Scritto e diretto da Perrotta, In nome del padre nasce da un intenso confronto con lo psicanalista e scrittore Massimo Recalcati.
In scena tre padri, riuniti nel corpo di un solo attore: diversi per estrazione sociale, provenienza geografica, condizione lavorativa, sono accumunati dalla crisi del loro ruolo di fronte a figli adolescenti che sono “interlocutori disconnessi di dialoghi mancati”.
Un orizzonte comune per “tre padri che – afferma Perrotta – a forza di sbattere i denti sullo stesso muro, si ritrovano nudi, con le labbra rotte, circondati dal silenzio. E forse proprio nel silenzio potranno trovare cittadinanza le ragioni dei figli”.
“Il nostro tempo è il tempo del tramonto dei padri. Ogni esercizio dell’autorità è vissuto con sospetto e bandito come sopruso ingiustificato. I padri smarriti si confondono coi figli: giocano agli stessi giochi, parlano lo stesso linguaggio, si vestono allo stesso modo. La differenza simbolica tra le generazioni collassa. Il linguaggio dell’arte – e in questo progetto di Mario Perrotta che ho scelto di accompagnare, il linguaggio del teatro – può dare un contributo essenziale per cogliere sia l’evaporazione della figura tradizionale della paternità, sia il difficile transito verso un’altra mmagine, più vulnerabile ma più umana, di padre”. (Massimo Recalcati)

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