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KONSTANTIN BOGINO
Bogino & friends

Un maestro della grande classica, impegnato anche nel progetto formativo del Campus delle Arti ospitato a Bassano, è protagonista di una speciale serata musicale con alcuni fra i musicisti insegnanti del Campus. Rappresentante della quarta generazione di una famiglia di musicisti moscoviti, si è esibito nelle più prestigiose sale di tutto il mondo, svolge un’intensa attività formativa ed è promotore di molte iniziative musicali, in Italia e in molti paesi europei. Il programma del concerto è tutto dedicato a Brahms, con le brillanti Danze Ungheresi e il Quintetto op. 34, uno dei suoi capolavori.

INFORMAZIONI

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KONSTANTIN BOGINO
Bogino & friends

27.07.2017

Chiostro del Museo Civico
Bassano del Grappa

ORE 21.20
INGRESSO €7.00 / €5.00

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ENSEMBLE MAESTRI DEL POLLINI

Johannes Brahms
Danze Ungheresi
Quintetto in fa minore
per pianoforte e archi, op. 34
Allegro non troppo (fa minore)
Andante, un poco Adagio (la bemolle maggiore)
Scherzo. Allegro (do minore) e Trio (la minore)
Finale. Poco sostenuto (fa minore). Allegro non troppo

Un maestro della grande classica, impegnato anche nel progetto formativo del Campus delle Arti ospitato a Bassano, è protagonista di una speciale serata musicale con alcuni fra i musicisti insegnanti del Campus e i migliori allievi dello stesso. Konstantin Bogino è il rappresentante della quarta generazione di una famiglia di musicisti moscoviti uniti in legami di profonda amicizia a S. Richter, E. Gilles, A. Rubinstein e A. B. Michelangeli, nomi che hanno senza dubbio influenzato la sua formazione musicale. Nel 1978 lascia la Russia per trasferirsi in Jugoslavia e dal 1984 vive a Parigi. Si è esibito nelle più prestigiose sale di tutto il mondo e svolge un’intensa attività formativa e didattica, tenendo seminari rivolti a maestri pianisti, e masterclass nei più importanti Conservatori e Accademie. Il programma del concerto è tutto dedicato a Brahms, con le brillanti Danze Ungheresi e il Quintetto op. 34. Le danze di Brahms dovrebbero intitolarsi “zigane” piuttosto che “ungheresi”. Fino al ‘900, infatti, l’autentica musica magiara rimase sepolta nelle campagne e completamente sconosciuta nei centri urbani. È merito di Brahms aver fissato nella scrittura questi motivi, attraverso un lavoro certamente impegnativo, vista la difficoltà nell’adattare le melodie eseguite dalle orchestre zigane con assoluta libertà e fantasia alla grafia musicale della tradizione occidentale colta. Il Quintetto op. 34 costituisce invece il momento in cui Brahms conquista la piena maturità stilistica. In quest’opera tutti i contrastanti aspetti della sua raffinata arte compositiva raggiungono piena espressione e completo equilibrio, dando forma ad un capolavoro assoluto, non soltanto nel settore della musica da camera.

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