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domenica 24 novembre 2019

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KyleEastwood band

KYLE EASTWOOD BAND
Bassano Jazz Festival

contrabbasso: Kyle Eastwood
piano: Andrew McCormack
sax: Graeme Blevins
tromba: Quentin Collins
batteria: Martyn Kaine
in collaborazione con VENETO JAZZ

INFORMAZIONI

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KYLE EASTWOOD BAND
Bassano Jazz Festival

18.07.2014

Teatro al Castello "Tito Gobbi"
Bassano del Grappa

Biglietteria Operaestate Via Vendramini 35 tel. 0424 524214 – 0424 519811 www.operaestate.it

PRENOTAZIONE CONSIGLIATA

ORE 21.20
INGRESSO € 18.00/15.00

CI SARO'

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KENNY WERNER TRIO

Figlio del celebre attore e regista Klint Eastwood, con il quale ha collaborato per diverse colonne sonore, Kyle è cresciuto ascoltando il Jazz di autori come Miles Davis, Dave Brubeck e Thelonius Monk e incontrando artisti come Dizzy Gillespie e Sarah Vaughan. A 18 anni decide di dedicarsi completamente alla musica. Supportato dal padre, da sempre appassionato di Jazz, lascia l’università per studiare con il grande bassista francese Bunny Brunel e comincia a suonare negli ambienti jazzistici di New York e Los Angeles formando il Kyle Eastwood Quartet. Nel 1998 la Sony pubblica il suo primo album “From There to Here”, un insieme di classici e composizioni jazz. Dopo aver ottenuto un breve contratto con la Candid Record, Eastwood firma con la Rendezvous, label discografica di Dave Koz, con la quale pubblica i suoi due primi album come solista: “Paris Blue” e “Now”. Il 2009 è l’anno di “Metropolitain”, che viene prodotto tra Parigi e Los Angeles, anche se i maggiori influssi nella struttura dell’album derivano senz’altro dalla permanenza dell’artista presso la capitale francese. Kyle si avvale per quest’ultimo album dell’aiuto dei musicisti francesi Eric Legnini al pianoforrte e Manu Katché alla batteria, della cantante transalpina Camille e del trombettista tedesco Till Brönner. A parte questi tre album, la produzione discografica si estende alle colonne sonore dei film “Mystic River” (2002), “Million Dollar Baby” (2004), “Flags of Our Fathers” (2006), “Lettere da Iwo Jima” (2006), “Gran Torino” (2008) e “Invictus” (2009). Un solido talento e la collaborazione con molti musicisti di pregio hanno consentito a Kyle Eastwood di liberarsi dell’etichetta di figlio d’arte, e di affermarsi sulla scena internazionale, esibendosi live con la sua band in concerti sempre affollati e apprezzati dal pubblico.

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