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sabato 18 novembre 2017

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LA LOCANDIERA
Proxima Res

Nei suoi “Memoires” Goldoni racconta di essersi avvicinato al teatro da bambino, giocando con delle poupettes. E’ così che il regista Andrea Chiodi ha immaginato di far interagire gli attori con delle piccole bambole, per rappresentare in modo efficace i rapporti tra i personaggi di questa straordinaria macchina teatrale. Una locandiera come un Don Giovanni al femminile, con i personaggi che appaiono e scompaiono tra una moltitudine di vestiti,
un gioco insomma che coinvolgerà i protagonisti nel mondo caro a Goldoni, tra le maschere e le sue amate poupettes dell’infanzia.

INFORMAZIONI

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LA LOCANDIERA
Proxima Res

06.08.2017

Teatro Remondini
Bassano del Grappa

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Biglietteria Operaestate Via Vendramini 35, Bassano del Grappa tel. 0424 524214 – 0424 519811

ORE 21.00
INGRESSO €10.00/€8.00

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07.08.2017
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CAMERIERI

Regia Andrea Chiodi
Con Caterina Carpio, Tindaro Granata, Mariangela Granelli, Emiliano Masala, Francesca Porrini
Scene e costumi Margherita Baldoni
Assistente alla regia Maria Laura Palmeri
Disegno luci Marco Grisa
Musiche Daniele D’Angelo
Realizzazione costumi Maria Barbara de Marco

“La locandiera’ che il regista Andrea Chiodi ha allestito per la compagnia Proxima Res gioca esplicitamente sul teatro nel teatro e sullo svelamento degli artifici della rappresentazione: tutti i personaggi, in effetti, nello sviluppo della vicenda goldoniana paiono avere via via qualcosa da simulare (…) e questa trama di finzioni viene assunta, si direbbe, come metafora, come cifra portante dell’intero spettacolo. Gli attori si sdoppiano, escono dalla parte per poi rientrarvi di continuo solo calzando o sfilando le parrucche e liberandosi di elementi dei loro candidi costumi. Le attrici, all’occorrenza, sono pronte a trasformarsi in figure maschili, a dispetto di qualunque verosimiglianza e senza neppure un vago accenno di immedesimazione. (…). Ognuno dispone di una minuscola copia di sé, un manichino su scala ridotta che indossa un abito uguale al suo, con cui l’interprete in carne e ossa si trova talora a interloquire, in una sorta di spiazzante triangolazione fra l’attore, il personaggio e la sua versione miniaturizzata.Questi piccoli “doppi” sono disposti, come balocchi infantili, su un enorme tavolo bianco che riempie il palco in tutta la sua lunghezza e costituisce l’unica, vera scenografia, una sorta di praticabile attorno, sopra e sotto il quale si svolgono gli avvenimenti.(…) Questa rappresentazione nitidamente stilizzata è piacevole ed elegante, formalmente curatissima, e gli attori vi si inseriscono con una fresca e vivace adesione: Mariangela Granelli è una Mirandolina di forte personalità, spavaldamente manipolatrice fin quasi al limite del cinismo, Emiliano Masala un Ripafratta a suo modo amarognolo, sottilmente malinconico, mentre Tindaro Granata conquista la platea divertendosi a disegnare un marchese di Forlimpopoli sul filo di una travolgente esuberanza istrionica, e Caterina Carpio e Francesca Porrini si moltiplicano con la consueta verve nel dare vita ai restanti personaggi. (…)”.
(Renato Palazzi – delteatro.it)

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