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venerdì 13 dicembre 2019

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L’ELISIR D’AMORE di Gaetano Donizetti
Orchestra di Padova e del Veneto

Tra i massimi esempi di opera comica ottocentesca, su cui spicca l’immortale melodia donizettiana, capace di trasformare con agile inventiva la risata in sorriso, talvolta velato di malinconia.

INFORMAZIONI

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L’ELISIR D’AMORE di Gaetano Donizetti
Orchestra di Padova e del Veneto

04.08.2019

Teatro al Castello "Tito Gobbi"
Bassano del Grappa

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In caso di maltempo: Teatro Remondini

ORE 21.00
INGRESSO I settore € 25/20 - II settore € 18/15

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11.08.2019
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Coproduzione del Festival

musica di Gaetano Donizetti
melodramma giocoso in due atti su libretto di Felice Romani
da “Le Philtre” di Eugène Scribe
maestro concertatore e direttore Nicola Simoni
regia Yamal Das Irmich
scene Matteo Paoletti
Orchestra di Padova e del Veneto
Coro Lirico Veneto
coproduzione con Stagione Lirica del Comune di Padova

personaggi e interpreti:
Adina Jessica Nuccio
Nemorino Giordano Lucà
Belcore Leonardo Lee
Il Dottor Dulcamara Filippo Polinelli
Giannetta Silvia Celadin

Ormai tradizionale è l’apertura estiva della stagione lirica nella preziosa cornice del castello bassanese.
Dopo l’Orfeo ed Euridice di Gluck, vi scintillerà, al principio di agosto,rasformare con agile inventiva la risata in sorriso, fino a un po’ di malinconia come nella celebre aria “Una furtiva lagrima”. Ma ci pensa il dottor Dulcamara con il suo mirabile specifico e il rincorrersi della celebre cavatina, a
riportare l’aria frizzante.
L’incanto della celebre opera si sparge così a piene mani, nel mescolarsi sapiente di buffo, di sentimenti e di amori trionfanti.
Definita in partitura melodramma giocoso, L’elisir d’amore rientra a pieno titolo nella tradizione dell’opera comica, anche se in essa trova ampio spazio l’elemento patetico, che raggiunge la sua punta più alta nel brano più noto: la romanza cantata dal protagonista Nemorino, “Una furtiva
lagrima”, brano entrato – come del resto l’intera opera – nel cosiddetto repertorio.
L’opera andò in scena per la prima volta il 12 maggio del 1832 al Teatro della Cannobiana di Milano. Il librettista Felice Romani aveva tratto il testo da un libretto scritto l’anno prima da Eugène Scribe per il compositore Daniel Auber, Le Philtre (“Il filtro”). Donizetti ebbe a disposizione solo 14 giorni di tempo per consegnare il suo lavoro, 7 dei quali servirono a Romani per adattare il testo di Scribe. Nonostante la gravosissima pressione riuscì tuttavia a confezionare quello che sarebbe stato – insieme al “Don Pasquale” e alla triade rossiniana formata da “L’Italiana in Algeri”, “Il barbiere di Siviglia” e “La Cenerentola” – uno degli esempi più alti dell’opera comica ottocentesca. Fin dal suo apparire,”L’elisir d’amore” ebbe un grande successo con 32 repliche consecutive. A farlo  immediatamente amare dagli appassionati della lirica è in particolare la tipica melodia donizettiana
che anche in questo caso accompagna motivi piacevoli che bene mettono in risalto la vena buffa del compositore bergamasco.

Del tutto originale sarà l’ambientazione della nuova produzione bassanese con la regia affidata al giovane regista Yamal Das Irmich (già apprezzato a Bassano con l’applauditissimo Barbiere 2018). Secondo Yamal infatti, L’elisir è una storia di “dipendenze” Tutti i personaggi ne sono affetti in maniera differente tranne Dulcamara, sovrano dispensatore proprio di dipendenze…
Trasportata la vicenda all’oggi, rappresenta le ”fake-news” e la rete onnipresente, dispensatrice di piaceri illusori se mal utilizzata. E i due giovani Adina e Nemorino, nel loro viaggio verso consapevolezza e maturità, riusciranno a sconfiggere insieme il potere seduttivo di Dulcamara…

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