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domenica 24 novembre 2019

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insonne

L’INSONNE
Lab 121/CRT di Milano

regia Claudio Autelli
drammaturgia Raffaele Rezzonico
Claudio Autelli
spazio scenico Maria Paola Di Francesco
con
Alice Conti
Francesco Villano
organizzazione
Valentina Falorni
Marisa Villa
Camilla Galloni
comunicazione Cristina Pileggi
produzione LAB121 CRT Milano

INFORMAZIONI

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L’INSONNE
Lab 121/CRT di Milano

27.08.2015

Teatro Remondini
Bassano del Grappa

Biglietteria Operaestate Via Vendramini 35 tel. 0424 524214 – 0424 519811 www.operaestate.it

ORE 22.30
INGRESSO € 5.00

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Lo spettacolo selezionato dalla Rete In.Box è una raffinata messa in scena ispirata a “Ieri”, un romanzo di Agota Kristof. L’autrice ungherese lasciò il suo paese d’origine durante la rivoluzione contro il regime sovietico. Fuggita con il marito e la figlia in fasce in Svizzera, ha lavorato per anni in una fabbrica di orologi. Qui ha imparato il francese e cominciato a scrivere i suoi romanzi nella nuova lingua. Ha sempre definito la sua scrittura una menzogna, un tentativo fallito di scrivere la propria storia, troppo insopportabile da raccontare. “Ieri” narra la vicenda di una coppia di fratelli, la figura archetipica dell’autrice ricorrente in molte sue opere. Un microscopico nucleo di famiglia da conservare o recuperare, o ancora almeno da immaginare. Sono loro a visitare la stanza dell’autrice, accompagnandone i pensieri e guidando la sua immaginazione nel comporre questa “storia d’amore impossibile”. Sandor aspetta l’arrivo di una donna, Line, che appartiene al suo passato. Un giorno lei arriva e la sua vita non sarà più la stessa. Quello che avviene in questa composizione è un dialogo tra i personaggi dei due fratelli e la loro autrice, loro prestano corpo e voce all’evocazione delle figure emerse dalla memoria dell’autrice, in un continuo salto tra rappresentazione e pensiero dell’anima. Ogni pertugio della stanza contiene una memoria, una via d’accesso dentro la testa dell’autore condannato a ricevere i suoi spettri. L’ambiguità diventa lo strumento linguistico utilizzato dal regista Claudio Autelli per amplificare l’isolamento e la solitudine dei protagonisti sdoppiandoli, interscambiandone le voci, facendoli entrare e uscire dalla quarta parete usata per proiettare un’altra immagine, come una seconda prospettiva, una possibile altra vita immaginata a partire dalla rievocazioe dei ricordi. Il risultato è un meraviglioso gioco di ombre, affascinante e magistralmente condotto dai due attori in scena, fedeli e instancabili nella loro invidiabile alleanza sul palco.

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