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© Fabrizio De Sanctis

L’INVENZIONE DELLA SOLITUDINE
di Paul Auster con GIUSEPPE BATTISTON

Giuseppe Battiston, diretto da Giorgio Gallione, affronta la scrittura armonica di Auster, trasformandola in scena in una poetica sinfonia, fatta di verità taciute e di sentimenti ritrovati.

INFORMAZIONI

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L’INVENZIONE DELLA SOLITUDINE
di Paul Auster con GIUSEPPE BATTISTON

17.02.2014

Teatro Remondini
Bassano del Grappa

Prevendita presso l’Ufficio IAT – Largo Corona d’Italia – aperto tutti i giorni dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 18,00 – 0424 524351

ORE 21.00
INGRESSO Platea: intero 25.00 ridotto 22.00 - Galleria: intero 16.00 ridotto 14.00

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Qualche settimana dopo l’inattesa scomparsa del padre, lo scrittore Paul Auster si ritrova nella grande casa di un genitore quasi estraneo, che ha abbandonato da anni la famiglia per ritirarsi in una solitudine caparbiamente distaccata dal mondo e dagli affetti. La ricerca di un padre che non c’è più lo costringe a fare i conti con se stesso. Giuseppe Battiston, diretto da Giorgio Gallione, affronta la scrittura armonica di Auster, trasformandola in scena in una poetica sinfonia, fatta di verità taciute e di sentimenti ritrovati.

In “L’invenzione della solitudine” la ricerca del padre scomparso costringe l’autore, Paul Auster, a fare i conti con una perdita, una mancanza che lo strazia come uomo e come figlio. Ma “la musica del caso” vuole che lo stesso Auster, proprio in quei giorni, stia per abbandonare la moglie e, ineluttabilmente, anche l’amatissimo figlio. In un mosaico di immagini, riflessioni, coincidenze e associazioni, il destino costringe così lo scrittore a radiografare un’esistenza e a riflettere sulla difficoltà di essere insieme padre e figlio e su come il caso impercettibilmente governi le nostre vite. Paul Benjamin Auster (Newark, 1947) è uno scrittore, saggista, poeta, sceneggiatore e regista statunitense. Nato da famiglia ebrea di origini polacche, cresce nei sobborghi di Newark e durante l’adolescenza inizia a scrivere le prime poesie. Il suo ultimo anno di liceo è anche quello in cui la famiglia si smembra.
Non partecipa alla consegna dei diplomi e per due anni e mezzo vive a Parigi, in Italia, in Spagna ed in Irlanda, in cui si reca per “ragioni che c’entravano unicamente con James Joyce”. La sua carriera di scrittore di romanzi inizia nel 1979 con “L’invenzione della solitudine” (romanzo autobiografico generato dalla morte del padre e incentrato sul rapporto problematico che ha sempre vissuto con lui ), ma è solo nel 1985 che arriva la consacrazione a livello internazionale con la” Trilogia di New York”, composta da “Città di vetro”, “Fantasmi” e “La Stanza Chiusa”. Da questo momento Paul Auster diviene uno scrittore di culto e dalle poliedriche attività: scrive per il cinema “Smoke” e “Blue in the face” e firma come regista “Lulu on the Bridge”.

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