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domenica 7 ottobre 2018

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LUCIA GUARINO
149^ residenza coreografica

A Bassano Lucia Guarino con il suo nuovo progetto UNA CREPA: NOSTALGIA DELL’ORO.

Lucia terrà uno SHARING A PORTE CHIUSE.

INFORMAZIONI

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LUCIA GUARINO
149^ residenza coreografica

30.01.2018

CSC Piazzetta Guadagnin
Bassano del Grappa

ORE sharing a porte chiuse
INGRESSO libero

CI SARO'

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UNA CREPA: NOSTALGIA DELL’ORO

Il lavoro nasce da alcune domande fondamentali: Cosa produce nei corpi la rottura? Di quali affetti siamo capaci oggi? (Deleuze) Cosa ci fa divenire il dialogo con l’altro? Cosa significa comunicare? Come si fa a stare vicini?

Quando un dialogo finisce si apre una crepa all’interno di un corpo che si credeva unico.

Così, se i terremoti avvengono nelle zone di confine tra placche, la crepa si apre proprio laddove due corpi uniti non coincidono perfettamente. Lo stesso avviene all’interno di una relazione in cui il dialogo si fonda sullo scarto tra l’uno e l’altro e gli equilibri vengono mantenuti fin quando si ha la necessità di ascoltarsi. Il terremoto nasce perché in alcuni momenti e in alcune aree, a causa delle forze interne, delle pressioni, tensioni e attriti tra le masse rocciose, tali movimenti avvengono in maniera improvvisa e repentina, “come un ingranaggio che si sblocca”.

Non sempre è possibile stare vicini: alle volte ci si incontra alle volte ci si allontana, ma in ognuno di noi rimane sempre una traccia di quell’incontro. L’importante è saper sostenere lo spazio tra le cose, provare ad abitare quella “zona franca” dove la congiunzione è sempre possibile eppure non avviene mai.

Detto ciò la tecnologia coreografica parte dallo studio della fisica del terremoto e per il momento testa un serie di pratiche basate sul movimento oscillatorio e la risonanza. Il corpo viene scosso dal basso, il movimento risuona in esso attraverso oscillazioni, modificando il suo stato di quiete. Le strutture si deformano, si muovono seguendo i piani di oscillazione, occupano autonomamente lo spazio, avvicinandosi, allontanandosi e in alcuni momenti accordandosi.

Accanto alle due danzatrici si inserisce l’elemento suono, che verrà sperimentato con la stessa modalità con cui si sta conducendo la ricerca sul movimento. Considerato come parte integrante della struttura, il suono muove lo spazio e si muove insieme alle ossa, alla pelle, al vuoto “tra” i corpi. Il duetto diventa un terzetto e la risonsonanza muoverà tutto. La partitura sarà originale e preferibilemente suonata dal vivo. Il contrabbasso è fondamentale per “amalgamare” i vari elementi, è lo strumento piu greve che riporta al suono della terra, dello stridere delle placche o dei corpi che slittano l’uno sull’altro. Il suono danzerà con i corpi biologici attravero l’attrito, il pizzicare delle corde, il percuotere la cassa di risonanza.

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