PROSSIMO SPETTACOLO:

JENNY BEYER

giovedì 8 novembre 2018

VISUALIZZA
14_07_2013_5325-Edit-4-fullres

LUDOVIC PARTY
151^ residenza coreografica

Ludovic Party sarà in residenza artistica al CSC Garage Nardini da lunedì 12 a mercoledì 21 febbraio 2018.

Ludovic Party mostrerà gli sviluppi della ricerca con uno sharing aperto al pubblico mercoldedì 21 febbraio alle ore 21.00 presso il CSC Garage Nardini.

INFORMAZIONI

map

LUDOVIC PARTY
151^ residenza coreografica

21.02.2018

CSC Garage Nardini
Bassano del Grappa

ORE 21.00
INGRESSO libero

CI SARO'

Print Friendly
SCARICA EVENTO

EVENTI CORRELATI

related
Danza
16.02.2018
+

FLOOR ROBERT

Vogliamo interrogarci sulla questione dell’identità, tema caro alle nostre società occidentali che si questionano sulla sua evoluzione, che resta difficile da definire perché cambia e perché molto soggettiva ed ingloba nozioni come la rappresentazione di sé e la coscienza di sé.

Tratteremo dell’identità radice e dell’identità rizoma.

 

Identità radice e identità  rizoma

Edouard Glissant al quale mi ispiro, prende spunto dalle riflessioni di Gilles Deleuze e di Félix Guattari per esprimere il suo concetto di identità plurale in opposizione ad una identità radice unica.

L’immagine della radice unica evoca ogni identità che si fonda su l’appartenenza ancestrale a una cultura, invece quella del rizoma ammette una identità multipla, nata non dal passato ma da relazioni che si intrecciano al presente. L’identità  radice  è ereditata dagli antenati, localizzabile in un luogo geografico e una storia familiare, l’identità  rizoma va costruita al presente. Non ammette né un solo luogo di origine, né una storia familiare precisa, nasce dalle relazioni che crea.

Secondo Deleuze e Guattari, la radice unica uccide, contrariamente alla radice rizoma che si espande verso altre radici ed annulla un pensiero totalitario. Un rizoma unisce tra loro fenomeni e concetti molto distanti, ma tali per cui noi possiamo sempre trovarvi relazioni logiche o casuali, e comunque, sempre interagenti reciprocamente.

Nella pièce si indagherà il conflitto generato da questi due pensieri : alcuni saranno vestiti con delle tute Zentai* che permettono una identificazione totale e immediata tra quelli che le indossano e annullano l’identità di genere, ma danno una identità misteriosa, impedendo il contatto fisico diretto, accentuando l’appartenenza a un gruppo. Altri da vestiti si spoglieranno in modo da liberare il loro pensiero ed affermare la loro identità di genere che abolisce l’identità sociale, che ingloba tutto quello che permette di identificare il soggetto dall’esterno e che si riferisce agli status che il soggetto condivide con gli altri membri dei gruppi di appartenenza.

Un zentai* (o zentaï) è una tuta che copre il corpo nella sua integralità. Questo nome deriva dal giapponese. Il fotografo giapponese Marcy Anarchy sarebbe all’origine di questo movimento.

Lo zentaï  è anche nato dall’esito di un feticismo sessuale legato al vestire attillato assimilato a una seconda pelle. E’ il corpo nella sua totalità che il(la) feticista cercherà di riscoprire. Non solo per la sensazione che procura la tuta, ma anche per l’aspetto che dà. Esistono diversi tipi di zentai ( aperti sugli occhi, sulla bocca, sulle mani o sui piedi ma anche sui genitali ), di tutti i colori e di materiali diversi.

twitter