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domenica 24 novembre 2019

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MEDEA

M.E.D.E.A. BIG OIL
Collettivo Internoenki

VINCITORE Premio Scenario per Ustica 2013

INFORMAZIONI

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M.E.D.E.A. BIG OIL
Collettivo Internoenki

29.08.2013

Teatro Remondini
Bassano del Grappa

Biglietteria Operaestate Via Vendramini 35 tel. 0424 524214 – 0424 519811 www.operaestate.it

ORE 21.00
INGRESSO 5.00

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MIO FIGLIO ERA COME UN PADRE PER ME

M.E.D.E.A.  Big oil è una rielaborazione del mito di Medea che segue una linea
di trasposizione dichiaratamente anticanonica, che colloca la vicenda nella
Basilicata odierna, sventrata dalle trivellazioni. Anche qui il nodo tragico
s’innerva in un innamoramento senza corresponsione d’amore: l’eroina è una
donna lucana disattesa nelle promesse e tradita dallo straniero, il Big Oil-Giasone, ruolo simbolico affidato a una compagnia petrolifera. Lo straniero è l’amante infedele che non mantiene la promessa d’amore, di crescita e di progresso a un paese che regala ricchezza in cambio di povertà. In questo senso, anche Medea è “simbolo”: è l’amante tradita ma anche metafora di una chiusura mentale che la fa vittima e carnefice insieme. A riverberare la sua
stoltezza, il mormorio animalesco di un popolo-branco (il Coro) che è evocazione di un’umanità divisa pedissequamente fra miseri e potenti, incapaci di elaborare, al contempo, una coscienza di classe e una classe di coscienza.
Il tragico che vogliamo raccontare è quello del Sud dei nuovi sottoproletari, secondo un filtro politico e una lettura cari alla poetica dell’autrice: il contrasto della cultura barbara e primitiva con la cultura moderna e neocapitalistica. Parliamo di “realtà del tragico” annichilenti, così come esemplifica la situazione della Val d’Agri: l’incidenza tumorale, qui, supera largamente la media nazionale. La documentazione concernente la crisi
geo-politica lucana è stata raccolta in un archivio di testimonianze che i
cittadini hanno messo a disposizione del progetto, a raccontare una realtà in cui oggi M.E.D.E.A. è il nome di un Master organizzato e gestito dalla Scuola Enrico Mattei e fortemente voluto da Eni. Fatalità.

Terry Paternoster nasce nel 1979 a Milano. Dopo il Diploma d’Arte Drammatica, si laurea in Arti e Scienze dello Spettacolo- Teatro e Arti Performative alla Sapienza di Roma. Qui inizia la sua carriera professionale, lavorando con registi italiani e stranieri. Come attrice-autriceregista
riceve numerosi riconoscimenti, fra gli ultimi: Napoli Fringe Festival 2013; Premio Radio RAI Microfono di Cristallo; Chiave d’Argento Imola per il Teatro; Premio In Breve Teatro Puccini di Firenze. È fondatrice e direttore artistico
del Collettivo InternoEnki, Associazione di Promozione Sociale per la Ricerca in residenza presso il Centro Sociale Zona Rischio di Roma. Il Collettivo è composto da ragazzi e ragazze provenienti da varie regioni italiane (Lombardia, Friuli, Campania, Lazio, Umbria, Puglia, Abruzzo, Sardegna)
che lavorano coraggiosamente e incessantemente alla costituzione di un
Teatro INCIVILE. Un teatro dissacrante e politico quello che promuovono, capace di coniugare impegno civile e ricerca, alla riscoperta di un linguaggio in grado di comunicare l’oggi e di trasformare la scena in uno strumento d’arte e
controinformazione.

scritto e diretto da Terry Paternoster
con gli attori del Collettivo InternoEnki – 1° Coro
Maria Vittoria Argenti
Teresa Campus
Ramona Fiorini
Chiara Lombardo
Terry Paternoster
Mauro F. C ardinali
Gianni D’Addario
Donato Paternoster
Alessandro Vichi
sostituti – 2° Coro
Elena Cucci
Valentina Izumi Cocco
Monica Mariotti
Anna Ferraioli Ravel
Michela Ronci
Salvatore Langella
Angelo Lorusso
Ezio Spezzacatena
Pierfrancesco Rampino
Matteo Vignati

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