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domenica 24 novembre 2019

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Ph Silvia Bragagnolo

MASTER/MISTRESS OF MY PASSION
Anagoor

SPOSTATO AL TEATRO REMONDINI - Anagoor interpreta i Sonetti di Shakespeare e l’opera di Aemilia Bassano, con il suo inconfondibile stile raffinato e visionario

INFORMAZIONI

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MASTER/MISTRESS OF MY PASSION
Anagoor

19.08.2016

Teatro Remondini
Bassano del Grappa

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Biglietteria Operaestate Via Vendramini 35, Bassano del Grappa tel. 0424 524214 – 0424 519811

ORE 21.00
INGRESSO € 10,00/8,00

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Anagoor, in scena al Teatro Remondini di Bassano, indaga i “Sonetti” di Shakespeare con il suo inconfondibile stile raffinato e visionario. Il titolo scelto fa riferimento al “fair youth” a cui sono dedicati i primi sonetti. Ma si vuole anche alludere ad entrambi i dedicatari di queste magnifiche poesie (master e mistress). L’appellativo, “Padrone /Padrona della mia passione”, infatti, da un lato evoca la bellezza ambigua del giovane che ispirò il Bardo, dall’altro esprime la forza quasi maschile della Dark Lady. Un sovrapporsi di generi e giochi di ruolo, tra maschile e femminile, molto presente anche nel poemetto composto da Aemilia Bassano.

MASTER / MISTRESS OF MY PASSION è un divertito ma anche sentito omaggio al labirinto di passioni a cui i Sonetti di William Shakespeare alludono senza rivelare mai completamente il volto dell’io lirico e del tu dedicatario, il volto degli amanti. Per chi sono stati scritti? E da chi sono stati scritti? Si cerca di cogliere notizie sulla vita e sull’identità di Shakespeare dai Sonetti, ma paradossalmente ci vorrebbero dati biografici certi per decriptare il codice ermetico che costituisce la scrittura dei Sonetti. Shakespeare e i Sonetti rimangono un enigma sigillato e chiuso. La scrittura è una scrittura segreta, come segreta e privata è la lingua degli amanti. Scritti in un periodo in cui sul Regno di Elisabetta infuriavano i venti mortiferi della peste, tanto da costringere la chiusura dei teatri con la conseguente ricerca di protettori da parte dei poeti drammaturghi, i Sonetti non sembrano celebrare un committente, come altre collezioni o poemetti analoghi. Forse questi componimenti non furono mai pensati per essere resi pubblici.
Le figure del Fair Youth, il giovane dedicatario di una buona parte dei componimenti, e della Dark Lady, la donna amata e odiata che brilla di luce nera nella metà più oscura di questa raccolta, sfumano indecifrabili, come estremi o potenze sinistre di un disegno più ampio ed ambiguo il cui sfondo è un vero inferno del cuore.
Anagoor sceglie la via del concerto, come il folle Masque di una compagnia di teatranti senza più teatro, dove le maschere e i versi mostrano e insieme proteggono un perverso teatrino dell’amore.

 

 

“Quando un testo si manifesta e si nasconde allo stesso tempo, quando invece di un significato chiaro e trasparente se ne riconoscono almeno due, allora il testo non è più rivelazione ma enigma, quando non deliberata menzogna. Chi era William Shakespeare? Chi erano il Fair Youth e la Dark Lady? Credere che i Sonetti possano rispondere a queste domande, illuminando una biografia che da secoli sfugge, è pura illusione. Allo stesso modo la struttura ambigua dei Sonetti, priva dello strumento della vita del loro autore e della sua voce, rimane un enigma impenetrabile, chiuso ermeticamente. Il bisogno di esprimere il sentimento dell’amore e del dolore si scontra con la volontà di mantenere l’anonimato, di coprire con i silenzi il suono pericoloso delle parole e delle verità. Mancano i nomi. I versi cancellano i nomi delle cose e delle persone: le fanno vivere, le presentano, le soffrono ma le lasciano nell’anonimato e ne mascherano l’essenza con l’ambiguità. I Sonetti tacciono più di quanto rivelino del dettaglio personale, del privato, della sessualità. Anche a costo di mentire, Shakespeare impone al lettore, volente o nolente, il religioso rispetto delle oscure verità private. È questa l’unica religione che si riesca ad individuare nella sua poesia. Con citazione biblica, su quel palcoscenico che è tutto il mondo, Shakespeare si rivela per negazione e si nasconde platealmente: ‘I am that I am’. Rimangono il fiore del desiderio, l’amore e il dolore, la generazione e il freddo decadimento: il teatro del cosmo”.
Simone Derai

un progetto di
Anagoor
With Alberto Mesirca . Jeff The Six . Stefano Stech Durighel . Marco Menegoni . Mauro Martinuz | And with Laura Curino . Marco Crosato | Video direction Simone Derai, Giulio Favotto, Moreno Callegari | Video Editing Simone Derai and Moreno Callegari | Sound design and beats Mauro Martinuz | Costumes Stefano Nicolao | Additional Costumes Silvia Bragagnolo and Serena Bussolaro | Masks Silvia Bragagnolo | Direction Simone Derai

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