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NEL NOME DEL PADRE
Roberto Citran / Fondazione Atalntide

Attore poliedrico, tra cinema, tv e teatro, Roberto Citran porta in scena una storia di legalità e di coraggio.

INFORMAZIONI

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NEL NOME DEL PADRE
Roberto Citran / Fondazione Atalntide

27.07.2013

Teatro al Castello "Tito Gobbi"
Bassano del Grappa

Acquista su Vivaticket oppure in biglietteria Operaestate Via Vendramini 35 tel. 0424 524214

ORE 21.20
INGRESSO € 10,00

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L’opera teatrale è tratta dal romanzo: “Nel nome del Padre” di Claudio Fava che racconta la vicenda del giornalista Giuseppe Fava, padre di Claudio, ucciso dalla mafia a Catania il 5 gennaio del 1984, e rappresenta una ribellione di alto senso civico al tentativo di farne cadere o di sporcarne la memoria. Giuseppe
Fava detto Pippo è stato scrittore, giornalista, drammaturgo saggista e sceneggiatore. Fu un personaggio carismatico, apprezzato dai propri collaboratori per la professionalità e il modo di vivere semplice. È stato direttore responsabile del “Giornale del Sud” e fondatore de “I Siciliani”, secondo giornale antimafia in Sicilia. Il film “Palermo or Wolfsburg”, di cui ha curato la sceneggiatura, ha vinto l’Orso d’oro al Festival di Berlino nel 1980. È stato ucciso nel gennaio 1984 e per quel delitto sono stati condannati alcuni membri del clan mafioso dei Santapaola. Giuseppe Fava era uno strenuo sostenitore della verità. L’articolo “Lo spirito di un giornale” fu il suo manifesto
programmatico, in cui sottolineò l’importanza di denunciare attraverso la stampa per sminuire il potere della criminalità e per realizzare giustizia e difendere la libertà. Il giornalista si dedicò soprattutto proprio alla denuncia della mafia, il male che attanagliava la sua terra, e delle sue collusioni con la
politica. “Nel nome del Padre”è la storia di una verità negata, stravolta dalla viltà dei vivi. Perché ammazzare non basta mai, bisogna poi accanirsi sulla memoria, smembrarla a morsi, logorarla con l’oblio. “Nel nome del padre” racconta la ribellione a quest’oblio, la rivolta contro la prudenza dei giusti, è il sofferto rammentare l’omertà che accompagnò quel delitto. Perché ciò
che è terribile non è morire: è finire, rassegnarsi, parlar d’altro.

di Claudio Fava
monologo teatrale con
Roberto Citran
regia Ninni Bruschetta
scene Antonio Panzuto
produzione
Fondazione Atlantide
Teatro Stabile di Verona

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