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Onorata Società

ONORATA SOCIETA’ – IL VAJONT DOPO IL VAJONT
di Francesco Niccolini con PATRICIA ZANCO

In scena la voce di donne che non sono passate dalla mediazione con il potere e le sue condizioni.

INFORMAZIONI

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ONORATA SOCIETA’ – IL VAJONT DOPO IL VAJONT
di Francesco Niccolini con PATRICIA ZANCO

24.04.2014

Teatro Remondini
Bassano del Grappa

Prevendita presso l’Ufficio IAT – Largo Corona d’Italia – aperto tutti i giorni dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 18,00 – 0424 524351

ORE 21.00
INGRESSO Platea: intero 25.00 ridotto 22.00 - Galleria: intero 16.00 ridotto 14.00

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END OF THE RAINBOW

Dopo il successo del lavoro dedicato a Tina Merlin, Patricia Zanco torna a parlare di Vajont affidandosi alla penna di Francesco Niccolini, già autore del mitico “Vajont” di Marco Paolini. In scena la voce di donne che non sono passate dalla mediazione con il potere e le sue condizioni. Donne capaci di denunciare la violenza di un genocidio, di guardare dentro a quel che è stata definita la tragedia dentro la tragedia, Vajont dopo Vajont. Uno spettacolo per non dimenticare, 50 anni dopo quel terribile 9 ottobre del 1963.

“Onorata Società” è un carosello negro, degno di una dittatura sudamericana, colletti bianchi e mutande sporche di sangue. Si rapina e si rapisce, si fanno scomparire i corpi, e poi tutti assolti. Si mangia, si beve e si brinda, in nome del profitto e della luce elettrica. Debosciati, perversi corruttori che scannano il fiero pasto, fino a spolpamento definitivo. Un feroce banchetto al quale sono seduti presidenti, vassalli, valvassori, servi e luogotenenti che nella carne affondano i denti. Impuniti ingrassano, unti e volgari: industriali, scienziati, tecnici, avvocati, giudici, commercialisti, professori universitari, notai, giornalisti, funzionari dello stato. Vajont, 9 ottobre 1963. Precipita una montagna, cade su un bacino idroelettrico: 1910 morti. Fatalità, natura crudele? O calcolo del profitto? Natura violentata, catastrofe inevitabile e prevedibile. Intatta la diga “capolavoro”. Distruzione e morte tutto intorno. E dopo? “Onorata Società” è un coro di personaggi, umani e non, frammenti di voci che dalla mezzanotte di quel giorno raccontano la loro versione della tragedia e di quello che ne seguì. Tragedia? No, questo è un genocidio. La storia del Vajont è la storia di un genocidio, del più feroce e arrogante sfruttamento di una terra che ne uscirà annientata, di una deportazione e di come si possa distruggere, non solo nei corpi ma anche nello spirito, un’intera comunità. Per molte generazioni e forse per sempre. “Onorata Società” è la testimonianza di come due voci fuori dal coro, una giornalista e un avvocato, Tina Merlin e Sandro Canestrini, abbiano molto da offrire a chi non ha perso la speranza che si possa lavorare per la ricerca della verità, per difendere la dignità della vita e la più impossibile delle utopie: il diritto alla felicità. (Francesco Niccolini)

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