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domenica 24 novembre 2019

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PLEASE ME PLEASE
Liat Waysbort

PRIMA NAZIONALE
Liat Waysbort sceglie un corpo maschile per indagare due temi, fonte di stress quotidiani, come le aspettative mancate e le relative delusioni.

INFORMAZIONI

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PLEASE ME PLEASE
Liat Waysbort

24.08.2014

CSC Garage Nardini
Bassano del Grappa

Biglietteria Operaestate Via Vendramini 35 tel. 0424 524214 – 0424 519811 www.operaestate.it

PRENOTAZIONE CONSIGLIATA

ORE 21.00
INGRESSO € 5,00

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22.08.2014
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FIRST BODY MANY

Evento promosso da:

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In scena il performer tenta in ogni modo di conformarsi per non doversi confrontare con il fallimento, generando una tensione tra bisogni individuali e desiderio di essere accettato, energica e poetica al contempo. Ivan si presenta in scena rispondendo al bisogno di soddisfare il desiderio dell’altro: è un uomo, è una donna, è una ballerina, è una pornostar, è un giovane uomo che crea immagini e storie attraverso il suo corpo. In modo organico viaggia attraverso provocazioni estreme  e gioca con le nostre certezze, mettendo in discussione ciò che proviamo di fronte al suo agire. Dalla simpatia all’antipatia sperimentiamo tutti i cambiamenti che avvengono nel suo corpo e le diverse sensazioni che ciò provoca in noi. Il potente vocabolario fisico, così come l’intensità dello sguardo, ci costringono a riconsiderare continuamente quello che pensiamo di vedere. Il suo agire ci rispetta e ci insulta al tempo stesso, ma soprattutto ci sfida, costringendoci a guardarci dentro, a confessare l’inconfessabile.

ideazione e coreografia: Liat Waysbort
performer: Ivan Ugrin
con la collaborazione di: Ivan Ugrin, Angela Linssen, Amy Gale
foto: Maja Kljajic

The idea of transformation is the core of Ivan’s solo. A young man that creates narratives and stories trhough his body. Ivan is presenting himself as a man and as a woman, a ballerina and a porn star. In an organic way he travels through the extremity of images and plays with our pre-perception of what we see and how it makes us feel. From liking to disliking we experience the shifts in this man’s body. The profound vocabulary of his body and eyes is drowning us to re-evaluate what we think we see.

 

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