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domenica 24 novembre 2019

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RITE OF SPRING – EXTENDED
Granhøj Dans

coreografia Palle Granhøj
performer Bill Eldridge
László Fülöp
Áron Darabont
Tomasz Ciesielski
Mikolaj Karczewski
Michal Woznica
Aureliusz Rys
assistente produzione Mads Møller Andersen
musica Igor Stravinsky
produzione Granhøj Dans
con il sostegno di The Danish Arts Foundation, City of Aarhus

INFORMAZIONI

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RITE OF SPRING – EXTENDED
Granhøj Dans

23.08.2015

Teatro Remondini
Bassano del Grappa

Biglietteria Operaestate Via Vendramini 35 tel. 0424 524214 – 0424 519811 www.operaestate.it

ORE 21.00
INGRESSO € 5.00

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Ispirato alla “Sagra della primavera”, questa versione riveduta e corretta dell’opera investiga il tema dell’iniziazione maschile. Con una intelligente costruzione musicale gli interpreti danzano, suonano percussioni, e mettono in scena forti immagini evocative che suggeriscono il tema del passaggio dall’età dell’innocenza all’età adulta. Quando Igor Stravinsky presentò in prima nazionale la “Sagra della Primavera” oltre 100 anni fa, l’opera fu considerata particolarmente provocatoria, dal momento che rappresentava una rottura rispetto le convenzioni esistenti, sopratutto per i temi trattati. La trama originale descriveva infatti l’atto di una giovane ragazza che compiva una danza rituale prima di sottoporsi al sacrificio. Nella versione del coreografo danese Palle Granhøj, “Rite of Spring – Extended”, non ci sono ragazze sulla scena ma solo uomini… e una notevole quantità di testosterone. Il tema principale del pezzo è la transizione verso una presunta maturità del sesso forte, un rito di passaggio da ragazzo a uomo che è riccamente illustrato dai sette performer. Il contrasto tra i due approcci al tema (quello femminile e quello maschile) è
evidente nella scena iniziale, dove sei dei sette artisti, vestiti con abiti simili, scagliano due bastoni uno contro l’altro in sincronia, culminando nella simulazione di un atto di piena soddisfazione sessuale. L’azione prosegue con l’evocazione di rituali estremi di iniziazione virile che coinvolgono il settimo danzatore. Il ragazzo danza con grazia occupando tutta la scena accompagnato da brani musicali che per contrasto suonano giocosi. L’azione contrappone l’energia rivoluzionaria del fanciullo adolescente e la virilità legata alle regole conservatrici dell’uomo adulto. Durante l’intera performance, Granhøj sceglie un tono irriverente, componendo un mix di brutale iper-mascolinità, ritmi monotoni e un’esplicita violenza visiva a tratti inquietante. La scena assomiglia a una confraternita che accoglie il nuovo arrivato sottoponendolo a una serie di rituali di bullismo spinto. Tutto questo potrebbe suonare eccessivo, ma in realtà il taglio ironico rende l’eccesso assolutamente straniante e sopra le righe. Lo spettacolo nel suo complesso si presenta come un viaggio che parte dall’innocenza e sfocia in un concentrato di virilità al limite del ridicolo. Ne è un esempio la brutalità con cui un giovane uomo viene sottoposto a una cruda esperienza rituale e si ritrova completamente ricoperto di ketchup. La metafora è netta: la mascolinità barbara prima inghiotte i ragazzi e poi li sputa fuori dall’altra parte diventati d’improvviso uomini veri. Il pluripremiato Palle Granhøj dona nuova linfa a un classico senza tempo, dando vita a una performance di grande impatto: diversa, stimolante e allegoricamente provocatoria.

***

Granhøj Dans has created this performance based on the famous ballet composition Le Sacre du Printemps by Igor Stravinsky. Thanks to the exceptional permission granted by the rights holders – for the first time ever – to introduce breaks in the musical score, the company has been able to extend the duration of the 33-minute piece and create a one-hour long show. While the plot of the original work is about the pagan offering of a young maiden who dances herself to death, in this Granhøj Dans version the theme is the loss of innocence: The audience will witness a series of rites and ceremonies that lead to the transformation of a boy into a man. A performance by Palle Granhøj created in close collaboration with the performers.

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