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SEI. E DUNQUE, PERCHÉ SI FA MERAVIGLIA DI NOI?
Fortebraccio Teatro

Approdo naturale è quindi Pirandello e i suoi Sei Personaggi in cerca d’autore, un classico qui decostruito nella sensibilità di un solo attore in scena: PierGiuseppe Di Tanno.

INFORMAZIONI

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SEI. E DUNQUE, PERCHÉ SI FA MERAVIGLIA DI NOI?
Fortebraccio Teatro

31.08.2019

CSC Garage Nardini
Bassano del Grappa

ORE 22.30
INGRESSO € 5

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31.08.2019
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da “Sei personaggi in cerca d’autore” di Luigi Pirandello
drammaturgia e regia Roberto Latini
con PierGiuseppe Di Tanno
musica e suono Gianluca Misiti
luci e direzione tecnica Max Mugnai
assistente alla regia Alessandro Porcu
consulenza tecnica Luca Baldini
collaborazione tecnica Daria Grispino
produzione Fortebraccio Teatro Compagnia Lombardi/Tiezzi
con il sostegno di Armunia Festival Costa degli Etruschi
con il contributo di MiBACT, Regione Emilia-Romagna

Fortebraccio Teatro di Roberto Latini, torna a Pirandello proseguendo da Goldoni. Dopo Il teatro comico, infatti, preceduto dal Quartett di Heiner Müller, idealmente proiettati nella riflessione che il teatro contemporaneo aggiunge al suo stesso percorso, la compagnia continua il suo addentrarsi nella coscienza del teatro, in un teatro che ammette se stesso e che diventa insieme al mezzo, il fine, contemporaneamente.
Sei è una nuova tappa di questo percorso, un lavoro decostruito dal Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello e restituito nella sensibilità di un solo attore in scena: PierGiuseppe Di Tanno, scelto tra quasi 500 candidati under 35, e oggi vincitore del Premio Ubu 2018 come miglior Attore/ Performer Under35 proprio grazie a questo lavoro.
Una riscrittura che indaga la meta-teatralità dell’opera che tanto aveva sconvolto il pubblico: un teatro nel teatro in cui sono i personaggi-archetipo, le “maschere”, a smascherare le finzioni di attori, registi e, indirettamente, del pubblico. Roberto Latini qui dunque, come lui stesso dice, “tenta una drammaturgia in forma di scrittura scenica attraversando la condizione metateatrale dei sei personaggi pirandelliani, per incontrarli nell’epifanica smania che li porta in scena. La reclamanza, l’urgenza, insieme alla resistenza e al palcoscenico, sono la condizione intorno alla quale e dalla quale mi sento di voler muovere. Quanto tenteremo di fissare, trattenere, sappiamo già essere nella delicatezza del poco e del niente. Questo è davvero quello che mi interessa”.

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