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venerdì 18 agosto 2017

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STABAT MATER
Hilde Elbers

Per la coreografa Hilde Elbers la commissione del festival sullo “Stabat Mater” è stata l’occasione per esplorare più da vicino il concetto di peccato originale. In un passo a due rituale e allo stesso tempo concreto, due danzatori riprendono il proprio posto, rivendicando il loro diritto di essere, senza biasimo o senso di colpa. Un potente “no” all’inarrestabile bisogno di dimostrare meritevole la propria vita.

INFORMAZIONI

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STABAT MATER
Hilde Elbers

24.08.2017

Oratorio Ca' Erizzo
Bassano del Grappa

Biglietteria Operaestate
Via Vendramini 35
tel. 0424 524214 – 0424 519811

ORE 18.00
INGRESSO €5.00

CI SARO'

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24.08.2017
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Coreografia Hilde Elbers
Danzatori Hilde Elbers, Judit Ruiz Onandi
Musica Natasja Giebels
Foto Paul van Weert

Per la coreografa Hilde Elbers la commissione del festival sullo “Stabat Mater” è stata l’occasione per esplorare più da vicino il concetto di peccato originale. In un passo a due rituale e allo stesso tempo concreto, due danzatori riprendono il proprio posto, rivendicando il loro diritto di essere, senza biasimo o senso di colpa. Un potente “no” all’inarrestabile bisogno di dimostrare meritevole la propria vita. Il poema medievale latino “Stabat Mater”, che è diventato parte della liturgia cattolica, descrive l’immenso dolore di una madre per il figlio che è morto a causa dei peccati dell’umanità. Il poema è stata la ragione per cui la coreografa ha esplorato criticamente e più da vicino il concetto di peccato originale, riguardo al quale il messaggio è diretto e preciso: per riuscire a tornare nel giardino dell’Eden bisogna redimersi. Il lavoro nega quell’originaria idea di colpa. In una sorta di rituale, due danzatori rivendicano il loro posto e loro diritto a “essere” sensuali ma senza colpa, crudeli e delicati allo stesso tempo. Sbucciando via strati come vecchie pelli che cadono, strappando vecchie abitudini e vincoli come se fossero degli abiti troppo stretti. Ciò che resta è la gioia della fiducia e della femminilità prive di pregiudizi.

For choreographer Hilde Elbers the Medieval Latin poem Stabat Mater was reason to explore the concept of original sin more closely and critically. In an equally ritualistic as earthly duet two dancers recapture their place, the right to just be, without blame. Cleaning from skin old and petrified layers as if they were too tight suits. A powerful no against the relentless urge to prove oneself worthy to be.

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