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domenica 24 novembre 2019

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VALLE SANTA FELICITA

TERRE GRAFFIATE CLASSICA
Terre Graffiate

Secondo appuntamento con Terre Graffiate dedicato alla grande classica: il 20 e 21 luglio sul Grappa, a Col Campeggia e in Valle Santa Felicita, con musiche di  Sementana, Šostakovic, Dvořák, Rachmaninov e Borodin.

INFORMAZIONI

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TERRE GRAFFIATE CLASSICA
Terre Graffiate

21.07.2019

Col Campeggia
Romano D’Ezzelino

info: www.terregraffiate.it

ORE 11.00
INGRESSO unico € 5

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sabato 20 luglio h. 11.00
Valle Santa Felicita
Romano d’Ezzelino (VI)
TRIO VENETO
Enzo Ligresti violino
Marco Dalsass violoncello
Gabriele Vianello Mirabello pianoforte
Bedrich Smetana
Trio in sol min. per archi e pianoforte op. 15
Dmitrij Šostakovic
Trio n. 2 in mi min per archi e pianoforte op. 67

Secondo appuntamento con Terre Graffiate, tutto dedicato alla grande classica con due concerti mattutini tra i paesaggi della Valle Santa Felicita e a Col Campeggia. Il primo con il Trio Veneto nel Trio in sol minore op. 15 di Smetana e nel Trio n. 2 op. 67di Šostakovič. Bedřich Smetana, nella seconda metà dell’Ottocento, insieme a Dvořák, contribuì alla nascita di una scuola nazionale boema profondamente radicata nella musica popolare, il suo Trio op. 15 è una pagina intensa che, all’intimità quasi autobiografica, unisce energia e vigore formale. Nella seconda parte, il Trio di Šostakovič, dedicato alla memoria dell’amico Ivan Sollertinskij, alterna momenti di intenso liri-
smo a episodi scherzosi, di nitida brillantezza.

domenica 21 luglio h 11.00
Col Campeggia
Romano d’Ezzelino (VI)
QUARTETTO MAFFEI
Marco Fasoli violino
Filippo Neri violino
Giancarlo Bussola viola
Paola Gentilin violoncello
Aleksandr Borodin
Quartetto per archi n. 2 in re maggiore
Sergej Rachmaninov
Romance e Scherzo
Antonín Dvorák
Quartetto per archi n. 12 in fa magg. op. 96
‘Americano’

Protagonista del secondo concerto è il Quartetto Maffei. Nato nel 2000, ha raggiunto una maturità espressiva e una sensibilità interpretativa tali da collocarlo tra le formazioni cameristiche più interessanti di questi ultimi anni. Ad aprire il concerto: il Quartetto n. 2 di Aleksandr Borodin, ricco di riferimenti alla musica popolare russa, con al centro lo struggente Notturno, che ha reso l’opera così celebre ai pubblici di tutto il mondo. Di Sergej Rachmaninov, seguiranno i due movimenti superstiti di un Quartetto abbozzato in età giovanile, che rivelano l’influenza di Čajkovskij. E infine di Antonín Dvořák, il Quartetto “Americano” dove l’autore ceco realizza un’unione ideale tra la musica della sua terra d’origine e melodie ispirate agli spirituals afroamericani.

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