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16.08.2013 // Ancora un grande successo per la progettazione internazionale del CSC di Bassano del Grappa


E’ di oggi fa la notizia che il Comune di Bassano del Grappa, con il suo CSC/Casa della Danza, ha vinto l’ennesimo bando europeo sul programma Cultura 2007/2013. Era l’ultimo bando del settennato 2007-2013 e riguardava il settore 1.3.5 del programma Cultura: i progetti di cooperazione con i paesi terzi, vale a dire i paesi non europei individuati per ogni annualità dalla UE. Per il 2013 i paesi terzi erano l’Australia e il Canada. Il bando prevede che l’azione crei una concreta dimensione di cooperazione internazionale, i progetti coinvolgano non meno di tre operatori culturali provenienti da minimo tre paesi europei e garantiscano una cooperazione culturale con almeno un’organizzazione del paese terzo selezionato, prevedendo anche attività culturali nello stesso.

Bassano, che collabora già da qualche anno con due centri canadesi, uno del Quèbec e uno della British Columbia, ha scelto il Canada come paese terzo ed ha presentato il progetto MIGRANT BODIES per il quale ha ottenuto un punteggio di 99/100 e il sostegno economico massimo previsto.

MIGRANT BODIES è dunque un progetto creato in partnership tra il Comune di Bassano del Grappa/CSC Casa della Danza (Italia), La Briqueterie – Centre de développement chorégraphique du Val de Marne (Francia), Circuit-Est di Montreal (Quèbec), The Dance Centre di Vancouver (British Columbia) e HIPP The Croatian Institute for Dance and Movement di Zagabria (Croazia).

Migrant Bodies intende utilizzare strumenti artistici e culturali per aprire una riflessione civile sulle migrazioni e l’impatto culturale e le differenze che portano con sè, viste come fonte di valori e di ricchezza sia per le società europee che canadesi. Il progetto prevede il coinvolgimento di 16 artisti (6 coreografi / danzatori, 5 scrittori, 5 artisti visivi) di tre paesi europei: Italia, Francia, Croazia e di due province canadesi: Quèbec e British Columbia, che realizzeranno nell’arco di due anni, un progetto di ricerca sulle migrazioni e gli impatti sociale e culturale che le migrazioni generano nelle società locali, al fine di produrre opere che verranno presentate in spazi teatrali e contesti di rilievo o in spazi site-specific, e di ritrarre le nuove forme di identità dei corpi migranti rivolgendosi a un pubblico il più vasto pubblico possibile. La ricerca sarà aperta alle più diverse possbilità: da incontri con le comunità locali, incontri con le comunità di immigrati, con le comunità di migranti, report audio/video itineranti tra le città partner, una piattaforma web per artisti e critici. Un simposio internazionale finale e la messa on line del report finale sul progetto Migrant Bodies che raccoglierà anche la documentazione delle esperienze, saranno gli strumenti per valutare e diffondere i risultati finali del progetto.

L’idea
Oggi tutto il mondo occidentale, e non solo, viene attraversato, fisicamente, da una popolazione priva di nazionalità o territorio, che in sè stessa, nei suoi numeri, appare quasi grande come un continente: la popolazione di immigrati. I migranti per fame, per la guerra, per paura o per scelta, tutti loro portano sui loro corpi, il loro proprio territorio. Possono trovare dove si fermano una collocazione temporanea, ma l’unico vero luogo di appartenenza per ciascuno di essi rimane il proprio corpo. Il corpo è dunque oggi un territorio mobile, che conserva caratteristiche simboliche e fisiche, che si espandono altrettanto quanto le reti virtuali. Il continuo viaggio diffuso, e da alcuni punti di vista incontrollabile, dei migranti, va a costruire una rete di relazioni culturali e fisiche, che si espande in ogni parte del pianeta.
Le migrazioni hanno coinvolto, con modalità molto differenti, le cinque città coinvolte dal progetto: immigrazioni ed emigrazioni hanno avuto impatti diversi sulla storia passata e più recente dei cinque territori in cui si basano le organizzazioni del progetto, e hanno avuto dunque in modo diverso influenza e impatti: demografico, sociale, culturale, artistico, economico, politico. I migranti diventano elementi sempre più costitutivi della nostra auto-percezione e chiave importante per guardare e capire gli altri, pilastri fondamentali per costruire il nostro nuovo senso di cittadinanza multiculturale e, di conseguenza, la nostra appartenenza a una società nuove, dinamica e in evoluzione.
Allo stesso tempo, nelle società che si definiscono sempre più complesse e diversificate, diventa necessario rafforzare un dialogo costruttivo sulle differenze culturali, portando alla luce i rispettivi valori e creatività per rafforzare l’inclusione sociale e la lotta contro la discriminazione e i pregiudizi, creando un senso di comprensione reciproca e spazi di dialogo e di tolleranza delle differenze sui quali costruire nuovi mondi.
I partner coinvolti nel progetto, sentono l’urgenza di creare un laboratorio europeo / canadese, in cui i codici dominanti e le immagini tradizionali in relazione alle migrazioni sono messi in discussione e sono oggetto di riflessione, portando discussione e riflessioni anche nella comunità più ampia attraverso il linguaggio universale delle arti, per sviluppare nuove immagini e raccogliere insieme nuove intuizioni.
I partner di MIGRANT BODIES hanno deciso di affrontare questa riflessione culturale, politica e civile, prendendo come punto di partenza il corpo dell’artista, visto come il medium culturale ideale per la ricerca e per ritrarre le nuove identità che nascono dalle migrazioni attraverso territori e continenti.

Con questo, sono sette i progetti vinti da Operaestate/CSC Casa della Danza di Bassano in tre anni. Un caso unico per un’organizzazione culturale italiana che testimonia del grande lavoro sviluppato in questi ultimi anni dal centro bassanese, nel creare, sviluppare e consolidare reti e relazioni transnazionali, con il fine ultimo di contribuire alla qualificazione della scena culturale regionale e nazionale.

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