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giovedì 8 novembre 2018

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06.04.2018 // Anticipazione Eventi Danza


Sharon-Fridman-All-Ways-photo-Ignacio-Urrutia

Si comincia il 17 luglio con il ritorno di SHARON FRIDMAN e della sua compagnia con  ALL WAYS, in prima nazionale. Musicisti e danzatori creano insieme un suggestivo incanto dove la danza estremamente fisica e poetica di Fridman li porta ad esplorare l’utopia di un’armonia permanente. Da raggiungere dopo aver risolto vicende e conflitti personali e aver trovato un posto e un luogo in cui radicarsi sulla terra.
Altra prima nazionale il 28 luglio con RAMBERT DANCE COMPANY. La più importante compagnia inglese di danza contemporanea porta al festival la sua ultima creazione, candidata all’Oliver Award 2018: GOAT di Ben Duke, stella nascente della coreografia inglese. Una nuova creazione che può essere avvicinata per tema e climax a una “Sagra della primavera”. Dove la vittima è destinata a purificare tutti i mali del mondo contemporaneo: dall’uccisione delle foche all’avvelenamento da amianto, agli attacchi terroristici. Profondamente commovente, l’opera è anche ispirata alla musica e allo spirito di Nina Simone, interpretati dal vivo sul palco da un gruppo musicale e dalla cantante jazz Nia Lynn.

Anche in agosto due prime nazionali: il 18 sarà la volta di FOREIGN TONGUES (lingue straniere) di CHRIS HARING/LIQUID LOFT, dove tutto ruota intorno al mistero della comunicazione, alla polifonia e al multilinguismo, al gioco libero tra corpo e parola. Punto di partenza sono registrazioni vocali effettuate in diverse regioni d’Europa (anche a Bassano), e il linguaggio del corpo dei danzatori, con umorismo dolcemente surreale, incontra la presenza virtuale di quegli sconosciuti, attraverso la traccia delle lingue più diverse.

Il 21 agosto per la prima volta al festival il collettivo guidato da IDO BATASH E LISI ESTARAS in THE JEWISH CONNECTION PROJECT che investiga la connessione con l’identità e l’appartenenza, con la storia e la tradizione, con la religione e la continua ricerca di un’identità collettiva. Fondendo poesia e fisicità estrema, canto e danza, vulnerabilità e forza in una creazione sostenuta da Les Ballets C de La B e supervisionata da Alain Platel.

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