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DANIELE ALBANESE

Von

DANIELE ALBANESE

Von

14 Luglio 2026 | 21.20
Teatro Remondini,
Bassano del Grappa
Prezzo intero € 15 / ridotto € 12

Accessibilità


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concept e direzione Daniele Albanese
danzatori Daniele Albanese Marta Ciappina Giulio Petrucci
light design Alessio Guerra

musica Lorenzo Donadei (prima parte) Luca Nasciuti (solo finale)
testo Daniele Albanese
voce Giulio Santolini
assistenza artistica Yele Canali
assistenza tecnica Jan Olieslagers
coproduzione Cdc Les Hivernales/Avignon, Torinodanza festival/Fondazione del Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale, Halles de Schaerbeek with the support of Garage 29/Bruxelles, Associazione Stalk/Parma, CollaborAction#3 - an action by Anticorpi XL Network, ATER - Circuito Regionale Multidisciplinare dell'Emilia Romagna, Interplay, Piemonte Dal Vivo, Amat, Arteven, Arte- danzae20, Teatro Pubblico Pugliese, C.L.A.P.Spettacolodalvivo, Armunia, FTS Onlus, Centro Santa Chiara and with the support of Fondo per la Danza D'autore Regione Emilia-Romagna 2015/2016

Von è il lavoro che ha consacrato la qualità della ricerca del coreografo e danzatore Daniele Albanese, e dove ha spinto al massimo la sua indagine sulla trasformazione dell’energia nel movimento. Qui la sua danza, intesa come continua metamorfosi dinamica, si confronta con le forze che muovono, cambiano e alterano il corpo e i suoi gesti. Indagando la zona immaginaria di confine e di passaggio tra ciò che è chiaro e leggibile e ciò che è oscuro e misterioso, in un’opera di grande energia e piena di suggestioni.
Von è concepita come una coreografia di tre elementi: movimento, luce e suono. Forze naturali, forze fisiche e forze politiche trasformano, deformano e muovono i corpi e il loro procedere nel tempo, il personaggio primario e onnipresente di questa creazione.
“… Il senso di mistero, di ignoto attraversa di fatto tutta la creazione: si affida al fluire magnetico, giocato su una dettagliatissima partitura per variazioni di spazio, energia, volumi del moto, di Marta Ciappina e Giulio Petrucci, sofisticati protagonisti del duetto centrale, e dello stesso Albanese, che apre il lavoro con il breve prologo per chiuderlo con un assolo fulminante... La musica originale di Lorenzo Donadei e di Luca Nasciuti insieme alle luci di Alessio Guerra che rimodulano di continuo i confini tra chiarore e buio, contribuiscono a trasformare la scena in una fantascientifica galassia… Uno spettacolo fascinoso. (Francesca Pedroni)

Riallestire oggi, dopo 10 anni, questo spettacolo significa tornare a interrogare, attraverso il linguaggio della danza, le forze che attraversano i corpi e il nostro tempo. In un presente segnato da profonde trasformazioni e tensioni globali, questa riflessione appare oggi più che mai urgente.

Avvertenza: presenza di luci stroboscopiche in scena