Skip to main content

VALENTINA FIN 5TET

  • Sottotitolo: 299^ residenza artistica
  • Summary: In residenza artistica negli spazi del CSC Guadagnin dall'1 al 5 ottobre, il gruppo Valentina Fin 5tet prosegue la sua ricerca
  • Data evento: 05-10-2023
  • Dove: CSC Piazzetta Guadagnin
  • Tipologia: Musica

VALENTINA FIN 5TET è il quintetto di Valentina Fin, cantante e compositrice vicentina. La band, com-posta insieme alla leader da Luca Zennaro alla chitarra, Manuel Caliumi all’alto sax, Marco Centasso al contrabbasso e Marco Soldà alla batteria, ha pubblicato a gennaio 2023 il suo disco d’esordio “A chi esita”, un album che invita all’ascolto, soprattutto di noi stessi, un desiderio a sentirsi più partecipi con il mondo che ci circonda, ritrovando quelle risposte che spesso tendiamo a smarrire a causa dell’instabilità della nostra esistenza.
A seguito di questa ricerca intorno alla propria identità come artista, svolta nella prima opera in modo serio e quasi solenne, con l’ausilio di letteratura e poesia, la leader Valentina Fin sviluppa un nuovo progetto che vede la collaborazione di Federica Furlani, AKA effe effe, musicista diplomata in viola e in musica elettronica e nuove tecnologie. In un stretto rapporto con il testo letterario, “Rodari Connection” si ispira al mondo immaginifico e surrealista delle “Favole al Telefono” di Gianni Rodari, visionario della scrittura per ragazzi, le cui storie, a prima vista leggere e giocose, nascondono significati profondi ed esistenziali. Poiché esse sono storie semplici, simpatiche e popolate da personaggi assolutamente stravaganti e fantasiosi, ogni storia permette alla creatività di scatenarsi, dando vita a nuovi mondi, aprendo la mente all’immaginazione. Così nascono le composizioni originali di Valentina Fin scritte appositamente per questo ensemble che unisce alla tradizionale jazz band una serie di ambienti elettronici che permettono all’ascoltatore, come in una fiaba, di vivere o riscoprire un proprio magico mondo interiore, proprio come fanno gli artisti durante la performance. Per citare Rodari stesso:

“ La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per stra-de nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo». E anche un po’ l’adulto.”

CENTRO PER LA SCENA CONTEMPORANEA, Residenze

  • Visite: 2111

ALESSANDRO SCIARRONI

  • Sottotitolo: 300^ residenza artistica
  • Summary: In residenza artistica negli spazi del CSC Guadagnin dall'1 all'8 ottobre, Alessandro Sciarroni prosegue la sua ricerca
  • Data evento: 07-10-2023
  • Dove: CSC Piazzetta Guadagnin
  • Orario: sharing a porte chiuse
  • Tipologia: Danza

di Alessandro Sciarroni
con Raissa Avilés, Alessandro Bandini, Margherita D’Adamo, Nicola Fadda, Diego Finazzi, Lucia Limonta, Annapaola Trevenzuoli
casting, direzione musicale, training vocale Aurora Bauzà & Pere Jou
casting, consulenza drammaturgica, training fisico Elena Giannotti
styling Ettore Lombardi
disegno luci e cura tecnica Valeria Foti
cura, consiglio e sviluppo Lisa Gilardino

U. è una performance musicale, un concerto, la cui drammaturgia è costituita da canti corali tratti dal repertorio italiano composti tra la metà del secolo scorso e i giorni nostri. Per l’occasione l’artista mette assieme un nuovo gruppo di interpreti, con formazione ed esperienze vocali molto diversificate. In U. l’alternanza tra canti corali e silenzio dà corpo a una coreografia di voci: un inno di gioia, speranza e amore, una sfida (quasi) impossibile?

Alessandro Sciarroni è un artista italiano attivo nell’ambito delle Performing Arts con alle spalle diversi anni di formazione nel campo delle arti visive e di ricerca teatrale. I suoi lavori vengono presentati in festival di danza e teatro contemporanei, musei e gallerie d’arte, così come in spazi non convenzionali rispetto ai tradizionali luoghi di fruizione e prevedono il coinvolgimento di professionisti provenienti da diverse discipline. Tra i vari riconoscimenti, gli viene assegnato nel 2019 il Leone d’Oro alla carriera per la Danza.

Il suo lavoro parte da un’impostazione concettuale di matrice duchampiana, fa ricorso ad un impianto teatrale, e può utilizzare alcune tecniche e pratiche derivanti della danza, e da altre discipline come il circo e lo sport. Oltre al rigore, alla coerenza e alla nitidezza di ogni creazione, i suoi lavori tentano di disvelare, attraverso la ripetizione di una pratica fino ai limiti della resistenza fisica degli interpreti, le ossessioni, le paure e la fragilità dell’atto performativo, alla ricerca di una dimensione temporale altra, e di una relazione empatica tra spettatori e interpreti.
Le sue creazioni sono state presentate in tutta Europa, in Nord e Sud America, Medioriente e Asia. Tra le principali manifestazioni ha preso parte alla Biennale de la Danse di Lione, Kunstenfestivaldesarts di Brussels, Impulstanz Festival a Vienna, Festival d’Automne e Festival Séquence Danse del 104 a Parigi, Centrale Fies, Abu Dhabi Art Fair, Juli Dans Festival ad Amsterdam, Crossing the Line di New York, Hong Kong Art Festival, il Festival TBA di Portland, Festival Panorama Rio de Janeiro, la Biennale di Venezia (che gli dedica una monografica nel 2017) e presentato il suo lavoro presso il Centre Pompidou di Parigi, The Walker Art Center di Minneapolis, Punta della Dogana-Palazzo Grassi a Venezia e il Museo MAXXI di Roma.
Alessandro Sciarroni è artista associato del CENTQUATRE-PARIS e della Triennale Milano Teatro 2022-2024. I suoi spettacoli sono prodotti da Marche Teatro in collaborazione con diversi coproduttori nazionali e internazionali, a seconda dei progetti. Alcuni dei sostenitori storici sono Centrale Fies, Comune di Bassano del Grappa – Centro per la Scena Contemporanea, Amat, la Biennale de la danse – Maison de la Danse de Lyon, La Biennale di Venezia, Mercat de les Flors – Graner (Barcelona), Fondation d’entreprise Hermès nell’ambito di New Settings e l’Associazione corpoceleste_C.C.00# della quale è direttore artistico.

CENTRO PER LA SCENA CONTEMPORANEA, Residenze

  • Visite: 2350

SIX MEMOS FOR THE NEXT MILLENNIUM

  • Sottotitolo: 298^ residenza artistica
  • Summary: In residenza artistica negli spazi dell'Urban Center dal 31 agosto al 2 settembre, Dan Kinzelman, Beatrice Miniaci, Ludovico Franco, Nicola Traversa e Nicolò Masetto proseguono la loro ricerca.
  • Data evento: 02-09-2023
  • Dove: Urban Center
  • Tipologia: Musica

SIX MEMOS FOR THE NEXT MILLENNIUM è la terza residenza artistica dell’associazione culturale vicentina Bacàn, quest'anno svolta in collaborazione con Operaestate Festival Veneto, che ha come tema “Lezioni americane” di Italo Calvino. Dal 18 al 20 luglio in una sala della Biblioteca Bertoliana, quattro musicisti under 35 hanno lavorato da mattina a sera a improvvisazioni ispirate al celebre saggio di Calvino. Beatrice Miniaci (flauto e ottavino), Nicola Traversa (chitarra e voce), Ludovico Franco (tromba e elettronica) e Nicolò Masetto (contrabbasso) sono stati infatti selezionati fra 40 candidati che avevano risposto al bando dell’associazione Bacàn, quest’anno dedicato a Calvino, a 100 anni dalla sua nascita. La residenza artistica 2023 porta il titolo Six Memos for the Next Millennium, titolo inglese del saggio “Lezioni americane” di Calvino, che diventa canovaccio, anomalo spartito, su cui i musicisti creeranno nuove musiche. Le sei lezioni americane del grande scrittore italiano - Leggerezza, Rapidità, Esattezza, Visibilità, Molteplicità e Coerenza – sono oggetto di approfondimento collettivo fino alla trasposizione in musica e alla produzione di sei improvvisazioni, sotto la direzione artistica e musicale del sassofonista, compositore e improvvisatore italoamericano Dan Kinzelman. Dopo la prima fase a Vicenza, il progetto ha una seconda tappa di residenza artistica a Bassano del Grappa.

CENTRO PER LA SCENA CONTEMPORANEA, Residenze

  • Visite: 1940

GIOVANNA GARZOTTO + VITTORIA CANEVA

  • Sottotitolo: 306^ residenza artistica
  • Summary: In residenza artistica negli spazi del CSC San Bonaventura dal 22 gennaio al 5 febbraio, Giovanna Garzotto e Vittoria Caneva iniziano la loro ricerca intitolata "Out of context"
  • Data evento: 02-02-2024
  • Dove: CSC San Bonaventura
  • Tipologia: Danza

Supporto drammaturgico di Greta Pieropan

Sostegno artistico di Base 9

 

Cos’è il contesto?
Come il contesto informa la nostra lettura, la nostra percezione e la nostra interpretazione di immagini iconografiche, di “capolavori” universalmente riconosciuti come tali?
E come leggiamo due corpi che si relazionano tra loro in contesti, spaziali, temporali, sociali diversi?
Esiste una chiave di lettura universale?
Esistono “questioni” non negoziabili, inequivocabilmente definite, indipendentemente dai contesti?
Queste sono le domande che muovono la prima fase di ricerca di Out of Context, il nuovo progetto di Giovanna Garzotto e Vittoria Caneva.

Giovanna Garzotto, danzatrice, insegnante, dance maker indipendente, si è formata alla London Contemporary Dance School. Ha collaborato come danzatrice e come assistente alla creazione con artisti quali Yasmeen Godder, Chiara Frigo, Itamar Serussi, Stian Danielsen, Sharon Fridman, Andrea Costanzo Martini, Ivan Perez, Beatrice Bresolin, Emma Critchley, Melanie Demers. È membro fondatore di Base 9, comunità artistica che crea progetti coreografici, partecipativi e laboratoriali e collabora da alcuni anni con Associazione Culturale Zebra. Dal 2013 è insegnante Dance Well - Movement Research for Parkinson’s. Nei suoi lavori ama abitare luoghi non convenzionali e favorisce progetti che entrano in dialogo con le comunità e che scaturiscono da processi di cooperazione e condivisione.

Vittoria Caneva è una danzatrice e coreografa italiana.
Dopo il diploma al Balletto di Roma, lavora come performer per Yasmeen Godder, Nora Chipaumire, Melanie Démers, Masako Matsushita, Kinkaleri, Pietro Marullo, Andrea Rampazzo, Beatrice Bresolin, Giorgia Lolli. Dal 2020 collabora con Masako Matsushita per il progetto di archiviazione Diary of a Move. È insegnante Dance Well - Movement Research for Parkinson’s, presso le sedi di Bassano del Grappa, Schio, Roma.
Come freelance attiva nei festival e nei centri di residenza italiani ed europei, coltiva il suo interesse per pratiche fisiche e coreografiche che sfidano i temi della sostenibilità, dell’inclusività e dell’empatia.
È membro fondatore di Base 9, comunità artistica che crea progetti coreografici, partecipativi e laboratoriali. Collabora da alcuni anni con Associazione Culturale Zebra. Con Lucciole-L’arte del dubbio è stata finalista per DNAppunti coreografici 2022, nell'ambito di Romaeuropa Festival.

CENTRO PER LA SCENA CONTEMPORANEA, Residenze

  • Visite: 2361

ILENIA ROMANO (ResiDance)

  • Accessibilità: Si
  • Sottotitolo: 307^ residenza artistica
  • Summary: In residenza artistica negli spazi del CSC San Bonaventura dal 5 al 19 febbraio, Ilenia Romano prosegue la propria ricerca intitolata "My ever changing string"
  • Data evento: 16-02-2024
  • Dove: CSC San Bonaventura
  • Tipologia: Danza

concept e danza Ilenia Romano
musica Stefano Scodanibbio, Voyage that never ends [I Voyage started, II Voyage interrupted, III Voyage continued, IV Voyage resumed]
produzione PinDoc
con il sostegno di Teatro del Carro/Residenza Artistica MigraMentiBadolato, Centro Nazionale di Produzione Virgilio Sieni, CSC-centro per la Scena Contemporanea/Bassano OperaEstate Festival Veneto, IntercettAzioni/CLAPS Circuito Lombardia, Centro di Residenza della Toscana (Armunia- CapoTrave/Kilowatt) 
parte di ResiDance azione del Network Anticorpi XL
foto A. Ficai


“Una corda di contrabbasso ha una vita propria? Si scorda, tende, si contorce, vibra... Trova la sua personale accordatura e procede per escursioni termiche, muta con l’arido e con l’umidità. I suoi moti interiori la sfregano, la percuotono, la pizzicano. E intanto, i suoi umori producono timbri dentro una rete di movimenti estemporanei.”

My ever changing string è un lavoro di sperimentazione sul rapporto di assonanza- dissonanza-risonanza tra movimento e partitura musicale composta da quattro parti. Il suono di un unico ‘strumento corpo’ intesse un dialogo estemporaneo col suono del contrabbasso di Stefano Scodanibbio in Voyage that never ends. La trasformazione del corpo in movimento si fa scultura cangiante e (ri)sonante nel tempo e nello spazio, declinando ‘suono visibile’ in relazione al ‘suono udibile’ della musica. Tra le maglie di questo legame vengono così indagate le molteplici possibilità formali, di senso, d’immaginario, all’interno di una struttura coreografica definita nel macro che viene ogni volta rivissuta e ricreata nel micro (similarmente alla natura processuale della composizione musicale).
Le modificazioni di stato del corpo (indotto e/o dedotto dalla declinazione di diverse ‘qualità-textures’), in costante rapporto coi diversi parametri sonoro-cinetici, determinano cambiamenti a livello energetico, temporale, dinamico, percettivo e creano insieme alla musica una sorta di narrazione astratta fortemente evocativa. 

CENTRO PER LA SCENA CONTEMPORANEA, Residenze

  • Visite: 2057