testo e regia Claudia Bellemo e Lucia Messina con Moreno Corà e Lahire Tortora
Fascia d'età dai 3 anni, teatro d'attore
Due simpatici narratori-marinai ci accompagneranno in un viaggio fantastico dove fiabe e leggende ci faranno veleggiare verso nuove avventure: ragazzi pesce, naufraghi, principi e granchi…tanti personaggi che ci divertiranno e ci emozioneranno. Liberamente tratto dalla raccolta delle “Fiabe italiane” di Italo Calvino, e attraverso i ritmi della Commedia dell’Arte e l’uso di oggetti scenici immaginifici, ci rivelerà quanto ogni viaggio possa essere occasione di incontro e di crescita. Pronti a salpare insieme?
Summary: Ispirato al romanzo Il Monte Analogo, di Renè Daumal, La vaga grazia è un progetto nato dalla fascinazione per la delicatissima materia spirituale trattata nell’opera.
di Eva Geatti e con Adriana Bardi, Andrea Beghetto, Carolina Bisioli, Roberto Leandro Pau, Patrick Platolino musiche di Dario Moroldo cura e promozione Irene Rossini produzione Cosmesi con Corniolo Art Platform e Masque Teatro – Teatro Felix Guattari con il sostegno di Spazio Kor, Centrale Fies, residenze Hummus-Ekodanza Paleotto11, Damatrà, Fivizzano 27, Murate Art District- Muse, Motus Vague
Ispirato al romanzo Il Monte Analogo di Renè Daumal, La vaga grazia è un progetto nato dalla fascinazione per la delicatissima materia spirituale trattata nell’opera, e per la modalità con cui si compie il romanzo: la narrazione dell'impresa verso l'ignoto che in realtà si rivolge all'interno, e il corpo fisico come testimone dell'avventura. Un romanzo che si interrompe proprio mentre gli alpinisti intravedono il primo campo base, appena intrapreso il vero e proprio “percorso spirituale”. L’unico romanzo al mondo (si dice) che si conclude con una virgola. Da lì prosegue la scrittura sul palco: il tentativo de La Vaga Grazia è ricercare una risposta ad una domanda che non si riesce a formulare, ma che viene percepita come essenziale e concreta, come un posto necessario da incontrare.
La Vaga Grazia sarà presentato in versione accessibile al pubblico ipovedente e non vedente, grazie all'audiodescrizione poetica realizzata da Camilla Guarino e Giuseppe Comuniello. Accompagna il lavoro anche una mappa tattile della scena, che riproduce i segni tracciati su palco che guidano l'azione dei performer.
L'accessibilità del lavoro è nata all'interno della stagione Nodo Piano, curata da Chiara Bersani e Giulia Traversi allo Spazio Kor di Asti, ed è stata possibile grazie a Spazio Kor in collaborazione con Al.di.Qua. Artists e il sostegno di Piemonte dal Vivo/ Lavanderia a Vapore.
Summary: La coreografa Olga Dukhovnaya propone una personale versione de Il Lago dei Cigni, e trasforma il balletto in una performance contemporanea
Data evento: 18-08-2023
Dove: CSC San Bonaventura
Prezzo: € 5
Orario: 18.30
Tipologia: Danza
Prima Nazionale
coreografia Olga Dukhovnaya liberamente ispirato al balletto su musica di di Pyotr Tchaikovsky intepretazione Olga Dukhovnaya, Alexis Hedouin suono Anton Svetlichny luci e costumi Guillaume Jouin, Marion Regnier supporto François Maurisse produzione C.A.M.P. coproduzione le Quartz – Scène Nationale de Brest ; Au bout du plongeoir & la Coopération Nantes-Rennes- Brest-Rouen – Itinéraires d’artiste(s). con il sostegno di Rencontres chorégraphiques internationales de Seine-Saint-Denis e DRAC Bretagne. Selezione Aerowaves 2023
In Swan Lake Solo non ci sono né cigni né principesse: in questa versione, nata dalla collaborazione con il compositore Anton Svetlichny, la coreografa di origine ucraina
Olga Dukhovnaya, propone una personale versione de Il Lago dei Cigni, e trasforma il balletto in una performance contemporanea. Una performance che non riprende l’assolo più famoso della principessa Odette, né riadatta in chiave contemporanea il balletto di Tchaikovsky, ma che nasce dalla consapevolezza dell’utilizzo che la politica fa di questo balletto, trasmesso in televisione ogni volta che le notizie si fanno più difficili o problematiche. Nato da un progetto più ampio bloccato dalla pandemia, il solo riceve la spinta finale con l’inizio della guerra in Ucraina: la coreo-
grafa decide di riunire tutto il corpo di ballo in un solo corpo – il proprio – e di costruire un solo che parli di una libertà fatta di gioia e piacere.
da un’idea di Consuelo Battiston e Gianni Farina con Consuelo Battiston e Francesco Pennacchia drammaturgia, regia e luci Gianni Farina musiche e sound design Andrea Gianessi scene Andrea Montesi, Gianni Farina costumi Consuelo Battiston, Elisa Alberghi grafica Tania Zoffoli voci Tamara Balducci, Leonardo Bianconi, Maria Donnoli, Chiara Lagani
organizzazione Maria Donnoli, Marco Molduzzi
produzione Menoventi / E Production, Ravenna Festival, Accademia Perduta Romagna Teatri, Operaestate Festival Veneto/CSC in collaborazione con Masque Teatro
Odradek è una fiaba contemporanea ispirata dai moniti di Gunther Anders e dai capricci di Franz Kafka. A casa di M, una donna ordinaria rintanata nella comfort zone domestica, ogni desiderio viene esaudito ancora prima d’essere concepito. Nel paese della cuccagna, la spirale del conformismo ha eliminato ogni ghiribizzo, dunque le previsioni di marketing risultano infallibili. Ignaro messaggero di questo mondo incantato è Q, corriere espresso dell’azienda più importante del settore consegne, l’onnipresente Odradek. Dalla relazione tra i due nascono interrogativi inconsueti: da dove arrivano gli oggetti? E le notizie? Chi parla all’altro capo dell’apparecchio? Un guasto al sistema elettrico consentirà a questi eremiti di massa, di scorgere un riflesso dell’invisibile trama del mondo, innescando uno scontro tra ambiente e ambizione, tra illusione e immaginazione. Menoventi nasce nel 2005 e sin dagli inizi porta avanti una personalissima ricerca sul teatro, animata dall’intelligenza dell’ironia e dalla vocazione a svelare i piani della rappresentazione. Unico punto fisso di questa esplorazione è il pubblico: gli spettacoli sono ingranaggi, labirinti, inganni che interpellano lo spettatore. I fondatori Consuelo Battiston e Gianni Farina collaborano con artisti italiani ed europei per generare opere che intersecano teatro, musica, radio, video e arti visive, adottando di volta in volta linguaggi e registri in sintonia con le peculiarità di ogni progetto.
Summary: ONDE prende forma attraverso una scrittura coreografica, gestuale e musicale che si espande nel susseguirsi del dialogo tra posture mutevoli, vibranti e desideranti
progetto e coreografia Simona Bertozzi danza Arianna Brugiolo Rafael Candela Valentina Foschi musica originale eseguita dal vivo Luca Perciballi disegno luci Rocio Espana Rodriguez costumi Vicini d’Istanti foto Luca Del Pia produzione Nexus 2022 coproduzione con Festival Danza Estate, Operaestate Festival/CSC Bassano del Grappa con il sostegno di MiC, Regione Emilia Romagna, Comune di Bologna progetto iniziato in collaborazione con Dialoghi – Residenze delle Arti Performative a Villa Manin 2021 residenze creative CSC Centro per la scena contemporanea, ALMASTUDIOS Bologna, Artists in ResidenSì Bologna
La nuova creazione di Simona Bertozzi incorpora il flusso continuo delle immagini e la necessità di rigenerarsi nel ritmo presente, in The Waves/Le Onde, il play-poem di Virginia Woolf. Onde è l’energia, l’impeto energetico e l’orizzonte visionario di giovani presenze e corporeità. Una pratica performativa, coreografica e musicale in cui andature individuali e azioni corali scandite coesistono e si accordano al moto sonoro e a geometrie collettive dai movimenti lenti e irruenti. Sono ondate di corpi fluttuanti che segnano, battono, vacillano e attraversano lo spazio come falene attratte dalla luce. Il ritmo scandisce le andature individuali e le azioni corali, evidenziando l’unanime ostinazione al galleggiamento e allo slancio dell’emersione, accordandosi al moto sonoro riproponendo ondate di corpi nel loro presente vertiginoso e polifonico. Una porta che si apre e una tigre che balza sono due tra le moltissime e potenti immagini che Virginia Woolf consegna ai lettori nella sua opera The Waves e che Bertozzi traduce in una danza sempre mutevole e inesauribile, che apre lo spazio alla giovinezza dei tre interpreti, alla loro ostinazione e fragilità. Una traduzione in danza che è partita dall’estrapolazione di alcune citazioni e parole chiave dall’opera di Woolf: soprattutto elementi testuali che riconducevano a condizioni ambientali o corporee, da cui procedere tracciando schemi e geometrie corali nello spazio. A completare il processo artistico, l’azione musicale di Luca Perciballi con proposte ritmiche e sonore che diventano il quarto corpo in scena nel lavoro.