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ELENA ANTONIOU

Due foto, una con il particolare di un occhio azzurro incastonato da capelli biondi, l'altra con una guancia con la scritta ODE
  • Accessibilità: Si
  • Sottotitolo: ODE
  • Data evento: 29-08-2026
  • Dove: CSC San Bonaventura
  • Prezzo: unico € 8 / abbonamento B.Motion € 50
  • Orario: 20.00
  • Tipologia: Danza

Concept/ coreografia/ performance Elena Antoniou
performance Anna Papathanasiou
musica Maria Spivak
drammaturgia Odysseas I. Konstantinou
direzione artistica Christos Kyriakides
disegno luci Vasilis Petinaris
coordinamento stilistico Philippe G. Missas
fotografia e grafica Saint
coordinamento della produzione internazionale Alex Papasimakopoulou
Con il supporto di NEON Organization for Culture and Development.
Sostenuto da ONASSIS STEGI Touring Program.
La prima del lavoro ha avuto luogo a Cipro, nell'ambito del programma "Terpiscore 2025" del Dipartimento di Cultura Contemporanea del Ministero della Cultura di Cipro.

Prima nazionale

ODE è una poesia corporea che esplora il nucleo della forza femminile attraverso lo sguardo e il movimento. È un atto di poesia incarnata: dinamica, melodica, distillata. La coreografa e performer Elena Antoniou e la musicista Maria Spivak si incontrano sul palco per la prima volta. Dopo Lanscape, presentato a Operaestate nel 2024 e che continua il suo viaggio nei festival di tutta Europa, il nuovo lavoro di Elena Antoniou segue quel percorso che sposta lo sguardo, lo spazio, il tempo e il rapporto con lo spettatore. In ODE, le due artiste ridefiniscono ogni luogo che lo presenta come un campo di sintonia, collocan-dosi su una soglia in cui la frattura si trasforma in possibilità di rinascita. La vulnerabilità si configura come passaggio verso una diversa forma di forza, mentre gerarchie e ruoli prestabiliti si dissolvono. La presenza si afferma: diventa suono, il movimento si trasforma in vibrazione e la coesistenza diventa un atto di riconquista dello spazio. ODE è uno stato potente, melodico e denso — un atto di poesia incarnata. Un gesto di transizione: dalla dominanza a un linguaggio di elevazione. Come dice Audre Lorde: “Il tuo silenzio non ti proteggerà.”

Con il sostegno di Onassis Stegi

Supported by Onassis Stegi Black Straight

Avvertenza: presenza di luci stroboscopiche in scena

B.MOTION, Danza

  • Visite: 365

QUARTETTO EOS

Cimatti e Del Papa con in mano il violino, Acqui con in mano la viola, Ancarani con in mano il violoncello
  • Accessibilità: Si
  • Sottotitolo: Concerto
  • Data evento: 13-07-2026
  • Dove: Chiostro del Museo Civico
  • Prezzo: unico € 10
  • Orario: 21.20
  • Tipologia: Musica
  • Luogo alternativo: CSC San Bonaventura
  • Acquista Biglietto: Acquista Biglietto

Quartetto EOS
Sarah Jégou-Sagenan violino
Giacomo Del Papa violino
Alessandro Acqui viola
Silvia Ancarani violoncello

programma
Franz Joseph Haydn
Quartetto per archi in re minore, Op. 76 n. 2
Allegro
Andante o più tosto Allegretto
Menuetto e Trio
Finale. Vivace assai
Robert Schumann
Quartetto per archi n. 1 in la minore, Op. 41 n. 1
Introduzione. Andante espressivo. Allegro
Scherzo. Presto
Adagio
Presto

Il Quartetto Eos, formatosi nel 2016, si è subito imposto all'attenzione del mondo musicale per la sua freschezza e profondità delle sue interpretazioni, vincendo nel 2018 il Premio Farulli della Critica Musicale Italiana nell'ambito del prestigioso Premio Abbiati. Premiato in importanti in concorsi internazionali, suona regolarmente per le più importanti istituzioni musicali europee, anche collaborando con prestigiose formazioni e celebri musicisti.
Il Quartetto Eos propone un programma che, dal Classicismo al Romanticismo, da Haydn a Schumann, rivela l’evoluzione del dialogo tra le parti, dall’equilibrio formale alla densità emotiva, due visioni del quartetto che, a distanza di mezzo secolo, raccontano l’evoluzione del linguaggio cameristico europeo. Il Quartetto per archi in re minore, Op. 76 n. 2 di Franz Joseph Haydn unisce rigore classico e tensione drammatica, costruendo un discorso incisivo a partire dal celebre motivo di quinte, sviluppato con rigorosa coerenza. Ne risulta una sintesi esemplare di tensione espressiva e chiarezza formale nello stile classico maturo. Nel Quartetto per archi n. 1 in la minore, Op. 41 n. 1, Robert Schumann trasforma il quartetto in un veicolo di intensa espressione lirica e inquietudine interiore. Unendo forma classica e lirismo romantico, con forte coesione e scrittura contrappuntistica, alterna tensione drammatica e cantabilità espressiva, con dialogo equilibrato tra gli strumenti e con impeto romantico pieno di sorprese spumeggianti.

OPERAESTATE FESTIVAL, Musica

  • Visite: 670

AYELEN PAROLIN

Un gruppo di dodici danzatori in abiti sportivi e colorati, mentre danzano con energia
  • Accessibilità: Si
  • Sottotitolo: Irresistible Revolution
  • Data evento: 29-07-2026
  • Dove: Teatro al Castello "Tito Gobbi"
  • Prezzo: intero € 15 / ridotto € 12
  • Orario: 21.20
  • Tipologia: Danza
  • Luogo alternativo: Teatro Remondini
  • Acquista Biglietto: Acquista Biglietto

progetto di Ayelen Parolin
creato e interpretato da Daan Jaartsveld, Elisa Rouchon, Ido Batash, Jeanne Colin, Jim Buskens, Naomi Gibson, Thibaut Eiferman, altri in definizione
musica Benoist Bouvot
costumi Alexandra Sebbag
drammaturgia Olivier Hespel
amministrazione, tour Claire Geyer
produzione RUDA asbl
coproduzione Théâtre National Wallonie-Bruxelles, Charleroi danse, Théâtre de Liège, Central La Louvière, Mars Mons arts de la scène, Le Vilar Louvain-la-Neuve, Théâtre de Suresnes Jean Vilar, Halle aux Grains Scène nationale de Blois
con il supporto di The Fédération Wallonie-Bruxelles
in coproduzione con La Coop asbl and Shelter Prod

Spettacolo in collaborazione con Bolzano Danza


Ispirandosi all'esuberanza del carnevale di Buenos Aires e al corso – la festosa sfilata latinoamericana – Ayelen Parolin plasma musiche come la murga e la cumbia per immaginare un vortice di movimenti indomabili. E infiamma il palcoscenico con un’esaltante coreografia che fonde le influenze derivanti dalla ribellione liberatoria di folle gioiose a esplosioni di energia sgargianti. Interpretato da dodici danzatori, Irresistible Revolution immagina un'utopia coreografica in cui la gioia del gioco crea uno spazio liberatorio, tra gesti indomiti, impulsi collettivi e riferimenti popolari, i danzatori osano in un’ode coreografica all’atto dello stare insieme. Come in tante danze festive e gioiose, terreno fertile per un’utopia possibile. Trovando eco nel pensiero di Adrienne Maree Brown e nel suo Pleasure Activism, che fa del piacere un campo di esplorazione e di resistenza, come spazio in cui la gioia collettiva e i corpi si incontrano per liberare nuove possibilità di risonanza sociale, nuovi modi di stare insieme.

Con il sostegno di Wallonie Bruxelles Theatre Danse

WBTD.jpegLogo de Wallonie-Bruxelles International

OPERAESTATE FESTIVAL, Danza

  • Visite: 1729

ANAGOOR - LUCA ALTAVILLA

Un uomo indossa una maschera
  • Accessibilità: Si
  • Sottotitolo: Povero diavolo - mal detto Arlecchino
  • Data evento: 23-07-2026
  • Dove: Teatro Accademico
  • Prezzo: intero € 15 / ridotto € 12
  • Orario: 21.20
  • Tipologia: Teatro
  • Acquista Biglietto: Acquista Biglietto

di Simone Derai, Luca Altavilla
con Luca Altavilla, Marco Menegoni
regia Simone Derai
sound design Mauro Martinuz
dramaturg Sergia Adamo, Lisa Gasparotto
maschera Alessandra Faienza
costumi Simone Derai, Sara Favero
scene Simone Derai, Elisabetta Ferrandino
prodotto da Thymele soc. coop. impresa culturale e creativa con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia

Prima nazionale

Il nuovo lavoro di Anagoor con Luca Altavilla è un canto all’attore, al briccone, al folle. Qui Arlecchino non è soltanto una maschera, ma un personaggio-uomo che interroga il presente: cosa può dirci ancora Arlecchino in un secolo tragico? Nel corso della storia lo ritroviamo a guidare la schiera dei morti nei panni del demone Herlechinus, per poi entrare nel folklore medievale, legato al mondo delle superstizioni e dell’aldilà, fino ad assumere tratti del buffone nella tradizione letteraria.
Dal Cinquecento Arlecchino entra in scena nella Commedia dell’Arte come servo vivace, spensierato, allegro, talvolta diabolicamente astuto ma la sua maschera nera conserva l’eco del demonio medievale, capace di suscitare insieme paura e gioia.
E arriviamo d’un balzo al Novecento. Arlecchino è l'ultimo uomo prima dell’omologazione di massa, Picasso lo utilizza come emblema di una poetica di resistenza dell'individuo contro la tragedia del presente. Enrico Baj nei Funerali dell’anarchico Pinelli inserisce un Arlecchino scomposto, frantumato ma ancora riconoscibile. Dunque Arlecchino non muore, ma si ricompone, ricuce i pezzi delle tragedie del passato dentro alla tragedia del (nostro) presente.

OPERAESTATE FESTIVAL, Teatro

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ENRICO IANNIELLO - PAU MIRÒ

Enrico Ianniello in scena nelle vesti di Isidoro
  • Accessibilità: Si
  • Sottotitolo: Isidoro
  • Data evento: 02-08-2026
  • Dove: Teatro al Castello "Tito Gobbi"
  • Prezzo: intero € 15 / ridotto € 12
  • Orario: 21.00
  • Tipologia: Teatro
  • Luogo alternativo: Teatro Remondini
  • Acquista Biglietto: Acquista Biglietto

adattamento dal romanzo La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin (Feltrinelli editore, 2015)
regia Pau Miró
interprete Enrico Ianniello
disegno luci Luís Serra
costumi Ortensia di Francesco
aiuto costumista Federica Del Gaudio
video Jordi Homs
produzione Casa del Contemporaneo Napoli, Teatre Akadémia Barcelona, La Fanfola Barcelona

Dal romanzo La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin, Enrico Ianniello interpreta, in un gioco di sovrapposizioni della memoria, Isidoro figlio di Quirino Raggiola e Stella Dimare, bambino con un dono molto speciale: la capacità di comunicare con un linguaggio unico.
Dal giorno della sua nascita, il bimbo stupisce tutti: non piange ma emette un fischio, più precisamente un “urlafischio”, emesso dalla vibrazione delle corde vocali e non dal soffio dell’aria. Questa sua capacità lo rende un’attrazione e - insieme al tenero padre - creano un fischiabolario necessario per insegnare una nuova lingua agli ultimi e difendersi da un mondo prepotente che vuole offenderli.
Nutrito dalle paste della mamma Stella di Mare, Isidoro va in giro per le fiere di paese e, conosce un antropologo dalla Francia che dà il nome al piccolo fenomeno Sifflotin. Ianniello entra magistralmente, con ironia e tenerezza, nel piccolo mondo del bambino che, a suon di fischi, ha saputo dare vita a un'umanità libera e lieve, senza la paura del “diverso”. Purtroppo, il terribile terremoto in Irpinia il 23 novembre 1980 interrompe definitivamente l'infanzia e la voce unica di Isidoro.

OPERAESTATE FESTIVAL, Teatro

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