autore Sergi Casero Nieto guida drammaturgica Markos Goikolea, Mònica Molins occhio esterno Mònica Molins movimento Alicia Pirez disegno luci Miguel Ruz design dei media Sergi Casero Nieto costumi Sara Clemente disegno sonoro Guillem Rodríguez
Prima Nazionale
Una performance partecipativa che esplora le violenze nascoste dietro il neoliberalismo sfrenato; tra una lezione di spinning e una conferenza performativa, il lavoro presenta un moderno Sisifo intrappolato in un incessante pedalare, impegnato in una performance che si ripete in loop cercando di superare se stessa. Con un tono euforico e musica merengue in sottofondo, il pubblico lentamente viene sedotto a far parte di questo delirio. Ma in realtà la performance propone anche strategie di resistenza che permettano di rompere l’inerzia della iperproduttività e dei suoi meccanismi di seduzione. Esplorando anche le pause del sonno e del sogno, come spazi dove non si produce né si consuma, un baluardo per immaginare strategie che consentano di fermare l’incessante.
** SPETTACOLO IN SCENA AL TEATRO ACCADEMICO DI CASTELFRANCO **
concept, coreografia e regia Silvia Gribaudi performer Claudia Marsicano disegno luci Leonardo Benetollo costumi Erica Sessa produzione Associazione Culturale Zebra, La Corte Ospitale in collaborazione con Armunia Centro di residenze artistiche, Castiglioncello/Festival Inequilibrio, AMAT – Ass. Marchigiana attività teatrali, Teatro delle Moire/Lachesi LAB, Milano, Operaestate/CSC – Bassano del Grappa Appuntamento realizzato in collaborazione con Sottosopra Festival
R.Osa mette al centro libertà e bellezza, quelle del corpo che diventa opera d’arte, che è fonte di ironia, espressione di piacere e libertà. Claudia Marsicano, protagonista e perfomer del “one woman show”, sposta lo sguardo dello spettatore all’interno di una drammaturgia composta da 10 esercizi di virtuosismo. Il suo corpo nella sua particolarità diventa un movimento coreografico, suono, immagine, colore, in una partitura di gesti di potente forza espressiva. Lo spettacolo ci fa pensare a come guardiamo gli altri e cosa ci aspettiamo da loro rispetto ai nostri preconcetti, proponendoci una sfida, ovvero quella di superare costantemente il nostro limite. Lo spettatore in R.Osa diventa attivo e partecipe in un divertente gioco dove il proprio sguardo sulla performance, sulla bellezza e sulla vitalità viene aperto a nuovi mondi inaspettati. Un gioco che, con l’umorismo irriverente tipico delle creazioni di Gribaudi, riesce a mettere il pubblico a proprio agio rendendolo parte dell’azione, per arrivare a cambiare la sua percezione e ripensare con ironia la rappresentazione del femminile.
Una performance emozionante, capace di divertire e interrogare che si ispira alle immagini di Botero, al mondo anni 80 di Jane Fonda, al concetto di successo e prestazione.
R.OSA è anche uno spettacolo da podio: è stato infatti finalista dei premi Ubu e Rete critica come miglior spettacolo di danza, mentre a Claudia Marsicano e ha valso il Premio Ubu come Migliore Attrice/performer Under 35.
da un'idea originale di Emmanuel Jouthe coreografia Chiara Frigo Dance Well DancersAnna Maria Scodro, Bianca Carlesso, Cristina Peron, Daniela Costa, Daniela Scotton, Elena Scalo, Franca Baraldo, Gabriele Marcolin, Giuseppina Cavallin, Ida Quaggiotto, Lorena Conte, Luisa Dalla Palma, Nadia Bizzotto, Renata Guidolin, Renata Sartor, Roberta Andriollo, Roberta Person, Silvana Cucinato, Silvana Gasparetti, Vittoria Battistella
Prima Nazionale
Uno spettatore, un performer, un iPod e due paia di cuffie: ÉCOUTE POUR VOIR è un’esperienza artistica che unisce attraverso la condivisione di una canzone. Connessi tramite la danza e il movimento, interpreti e pubblico danno vita a incontri singolari, dove ogni breve scambio si trasforma in un dialogo intenso, un’interazione al tempo stesso unica e intima. ÉCOUTE POUR VOIR è un progetto di Médiation Culturelle della compagnia Danse Carpe Diem che nasce a Montréal nel 2009, e nel 2022 vince il prestigioso premio Prix à la Collaboration Internationale de Cinars. Dopo aver attraversato numerose città e continenti arriva per la prima volta in Italia a cura di Chiara Frigo.
testo e cura della lettura scenica Emilio Vacca con Valerio Pietrovita ed Emilio Vacca voce registrata Arianna D'Angiò costumi Fabio Sonnino produzione Operaestate, Interno5 coproduzione NutArt sostegno C.re.A.Re. Campania/MUD 2023, Operaestate Gli anni vuoti è una riduzione e un adattamento per due voci del testo Caduto di Emilio Vacca, vincitore del Premio Nuove Sensibilità 2.0.
Anteprima Nazionale Focus drammaturgia contemporanea
La drammaturgia di Emilio Vacca trae spunto dalla vita e dalle opere dell’artista Alberto Giacometti. A conferire ulteriore valore al testo, la sua presentazione al Museo di Palazzo Sturm di Bassano, che conserva la quasi totalità dell’opera incisoria di Dürer da cui lo stesso Giacometti prese ispirazione per una delle sue opere più simboliche: Le Cube. Quando nel 1934 scolpisce Le Cube è perché è affranto dalla melanconia a causa della morte del padre. Un momento simbolico per l’evoluzione di Giacometti, a cui seguiranno dieci anni di ricerca, di crisi, di incapacità a scolpire ciò che vede, di cosiddetti “anni vuoti”. Anni caratterizzati dalla guerra, dalle dittature, dalla tragedia del quotidiano, che influiranno profondamente sul percorso artistico di Giacometti. Gli anni vuoti muove da questa crisi che induce Giacometti a ricercare un nuovo modo per scolpire ciò che vede. Il surrealismo lo aveva portato a guardare al mondo del sogno e dell’immaginazione, la crisi lo indurrà a guardare la realtà.
** A CAUSA DELLE CONDIZIONI METEO AVVERESE, LO SPETTACOLO È SPOSTATO AL CHIUSO PRESSO PALAZZO DELLA CULTURA E DEL TURISMO, Via Chiesa, Enego. L'orario resta invariato **
Sentieri sotto la neve per ensemble con sette Interludi per voci narranti e strumenti ispirato al racconto "Nevi" di Mario Rigoni Stern musica Giovanni Bonato voce narrante e drammaturgia Guido Barbieri con le voci di Maria Maddalena Rigoni Stern, Gianni Rigoni Stern, Daniele Zovi, Andrea Nicolussi Golo, Sergio Vellar Ensemble Musagète Gabriele Dal Santo (direttore), Massimiliano Tieppo (violino), Matteo Zanatto (violino), Michele Sguotti (viola), Simone Tieppo (violoncello), Michele Gallo (contrabbasso), Fabio Pupillo (flauto), Remo Peronato (oboe), Luigi Marasca (clarinetto), Enrico Barchetta (corno), Paolo Guelfi (fagotto)
Sentieri sotto la neve si ispira al racconto “Nevi” di Mario Rigoni Stern, che esplora gli otto modi diversi per esprimere il concetto di neve nella lingua cimbra, che solo un secolo fa era parte integrante della vita degli abitanti dell'altopiano di Asiago, ma oggi quasi dimenticata. Stern ne lamentava la perdita, e con essa, della cultura capace di catturare le più sottili sfumature nel complesso rapporto fra uomo e ambiente.
Due anni fa, gli autori Guido Barbieri e Giovanni Bonato hanno iniziato una ricerca intorno a quelle otto parole “magiche e vere”, riportate alla luce da Rigoni Stern. Chiedendosi se oggi quei nomi esistano ancora, se per gli abitanti dell’Altopiano riflettano la consistenza, la natura e le qualità della neve. Hanno, quindi, intervistato abitanti illustri e comuni della comunità (tra i quali la sorella e i figli di Rigoni Stern) e hanno raccolto una corona di voci che parlano del loro rapporto con la neve oggi.
Guido Barbieri, critico musicale, docente, drammaturgo, voce storica di Radio 3, ne ha curato la narrazione partendo dalla raccolta di voci della comunità. Il compositore Giovanni Bonato ha composto otto quadri musicali su quegli antichi nomi, nella loro scansione cronologica,dall'autunno fino alla rara neve estiva – disegnando paesaggi sonori che invitano a sostare in atteggiamento contemplativo, come fossimo nel mezzo di un bosco o sulla vetta di una montagna. Eseguiti dall’Ensemble Musagète, a comporre una vera e propria opera immersa nel territorio del ricordo, in bilico tra teatro, musica, letteratura.