concept, coreografia e direzione artistica Fotini Stamatelopoulou performance Despina Sanida Crezia musica originale e progettazione sonora Panos Alexiadis oggetti metallici indossabili, elementi scultorei Dimitris Tampakis progettazione luci Nysos Vasilopoulos testi Fotini Stamatelopoulou supporto drammaturgico Elena Novakovits gestione produzione Alex Papasimakopoulou produzione Onassis Stegi coprodotto da Latitudes Contemporaines, Spring Performing Arts Festival, Mirfestival con il sostegno di European Festivals Fund for Emerging Artists (EFFEA) ricerca sostenuta da Grand Luxe Network, Choreographic Platform e Onassis Air (Atene), L’Abri (Ginevra), Trois C-L (Lussemburgo), Pôle-Sud (Strasburgo), Grand Studio (Bruxelles), Theater Freiburg
Prima nazionale
Near Misses è un'opera performativa, sonora, installativa, che nasce da una serie di rituali legati sia agli ex voto che agli equipaggiamenti per proteggere il corpo. Cerimoniali legati alla vita e alla morte si irradiano, oggetti metallici staccabili generano un'armatura, un altare personale ospita una composizione densa di significato sulle modalità di acquisizione di forza, fede e speranza. L'opera include materiale raccolto durante una ricerca cinetica, sonora e storica sull'anatomia umana e sull'immagine corporea, nonché materiale proveniente da varie cerimonie religiose, immagini, voti e rituali di protezione. Indagando significati sociali e personali attorno all'idea contemporanea di fede, al bisogno di libertà nella vulnerabilità, nel silenzio e nella rabbia, all'acquisizione di potere attraverso la collettività.
drammaturgia Jacopo Giacomoni regia Silvia Costa con Silvia Costa, Jacopo Giacomoni, Gaia Ginevra Giorgi, Dylan Guzowski, Elena Rivoltini, Matto Zoppi musiche Nicola Ratti disegno luci Andrea Sanson in collaborazione con Isadora Giuntini sculture di scena Plastikart Zimmermann & Amoroso vestiti Fabio Quaranta assistente alla regia Luna Scolari scenotecnica Alovisi Attrezzeria foto di scena Luca Del Pia ufficio stampa Antonella Mucciaccio produzione La Biennale di Venezia, Cranpi, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa con il contributo di MIC – Ministero della Cultura con il supporto di Istituto Italiano di Cultura, Santiago con il sostegno di Teatro Biblioteca Quarticciolo residenza Office for a Human Theatre / teatro alla cartiera in collaborazione con Riccione Teatro, Departamento de Artes Escénicas de la Universidad de Playa Ancha de Valparaíso, Chile Testo vincitore del 58° Premio Riccione per il Teatro 2025 Testo vincitore Biennale College Teatro – Drammaturgia Under 40 (2024-2025)
Tacet prende avvio dalla prima rappresentazione meccanica del silenzio: una registrazione sonora dell’attività dell’artiglieria sul fronte della Mosella l’11 novembre 1918. Sei linee tracciate su carta registrano tre secondi di guerra e tre secondi di pace, separati dal cessate il fuoco dell’armistizio, indicando il silenzio come soglia e misura del tempo. Quelle sei linee diventano i sei interpreti dello spettacolo: sei traiettorie che attraversano le rappresentazioni del silenzio, intrecciandosi o procedendo parallele secondo una precisa sincronicità teatrale. Tacet è un coro di silenzi attorno a uno dei pochi riti laici ancora condivisi, il minuto di silenzio, inteso come pratica collettiva fragile. Strutturato come una partitura teatrale in quattro movimenti, lo spettacolo gioca con il metronomo e con la scansione della durata. Ne emerge una cartografia del tempo e un osservatorio del silenzio, che tende verso un gesto collettivo da compiere insieme agli spettatori, interrogando cosa significhi stare insieme in silenzio, dentro un minuto, dentro un teatro.
Arne Zeller violoncello Alessio Masi pianoforte Musiche di Mendelssohn, Janàček, Shostakovich, Dvořák
programma Felix Mendelssohn-Bartholdy Sonata per violoncello e pianoforte No. 2, Op. 58 Allegro assai vivace Allegretto scherzando Adagio Molto Allegro e vivace Leon Janàček Pohádka (Racconto) per violoncello e pianoforte Con moto. Andante. Allegro Con moto. Adagio poco rubato Allegro Dmitri Shostakovich Sonata per violoncello e pianoforte, Op. 40 Allegro non troppo Allegro Largo Allegro Antonin Dvořák Silent Woods (la calma del bosco)
Giovani musicisti di talento sono protagonisti di questo concerto: il giovanissimo violoncellista tedesco Arne Zeller (2006) che ha recentemente vinto il prestigioso Concorso Internazionale di Budapest in Ungheria sbalordendo la giuria con una magistrale interpretazione del Concerto n. 1 di Shostakovich. Sarà accompagnato da Alessio Masi, giovane pianista emergente, versatile polistrumentista e compositore, acclamato per la sua eloquenza pianistica e l’eccezionale creatività interpretativa. Il programma che propongono attraversa alcune delle pagine più suggestive del repertorio per violoncello e pianoforte, tra Ottocento e Novecento. In avvio, la Sonata n. 2 op. 58 di Mendelssohn che unisce eleganza classica e intensità romantica, mettendo in dialogo serrato i due strumenti, con il violoncello chiamato a una stupefacente leggerezza e meravigliosi colori. Con Pohádka (Racconto o Fiaba) di Janáček, l’immersione è in un mondo fiabesco, fatto di atmosfere evocative e colori timbrici raffinati. La Sonata op. 40 di Šostakovič introduce invece una scrittura più drammatica e contrastata, dove emergono tensioni espressive e profondità emotiva. A chiudere il programma, Silent Woods di Dvořák che offre un momento di intima poesia, sospesa tra malinconia e dolcezza lirica, nostalgico richiamo ai paesaggi boscosi della sua Boemia.
Vincitore del Gran Premio e del premio del pubblico al Concorso Internazionale di Violoncello di Budapest 2025 e del primo premio al 40 ° Premio Internazionale Pablo Casals 2024, il violoncellista Arne Zeller, nato nel 2006, sta riscuotendo sempre maggiore successo a livello internazionale e si esibisce in concerti in Europa, Nord America e Asia. Ha iniziato a suonare il violoncello all'età di sei anni e a 14 anni è entrato nella classe di Peter Bruns presso la "Hochschule für Musik und Theater Felix-Mendelssohn-Bartholdy" di Lipsia, nel programma per studenti junior. Dall'ottobre 2024 è studente di laurea triennale nella classe di Frans Helmerson presso la Kronberg Academy. Arne ha debuttato a 13 anni con le Variazioni Rococò di Čajkovskij, per poi esibirsi come solista con la Filarmonica di Baden-Baden, l'Euro Symphony Orchestra, la Kremerata Baltica, l'Orchestra da Camera Ferenc Liszt (Budapest) e la Filarmonica Nazionale di Budapest. Arne Zeller si esibisce regolarmente in concerti in Germania e all'estero, sia in recital da solista che con diverse formazioni di musica da camera, dove ha avuto il privilegio di esibirsi già insieme ad artisti come Gidon Kremer, Antje Weithaas, Lawrence Power, Jens-Peter Maintz, Peter Bruns, Valentin Erben, Torleif Thedéen e l'Eliot Quartett suonando in prestigiose sale da concerto e festival musicali. Nel 2025 gli è stata conferita la borsa di studio per giovani musicisti ZIRP della Renania-Palatinato (Germania). Dal 2024 Arne fa parte dello Stretton Excellence Mentorship Program, sotto la supervisione personale di Pablo Ferrández. Arne ha ricevuto in dono il violoncello Charles Maucotel "ex-Tortelier" (1850), per gentile concessione di un membro della Stretton Society ed ha inoltre a sua disposizione un violoncello Antonio Sgarbi, generosamente fornito dal Kulturkreis der deutschen Wirtschaft im BDI eV. Per la prossima stagione, Arne Zeller ha in programma concerti come solista e come musicista da camera in Ungheria, Svizzera, Italia, Austria, Grecia, Romania, Spagna, Giappone e Germania.
Nato in Sicilia, Alessio Masi è un giovane pianista e compositore acclamato per la sua eloquenza pianistica e la notevole maturità interpretativa. È il vincitore del Primo Premio al concorso “Hermès per i Talenti”, che gli ha permesso di ottenere una sponsorizzazione triennale da Hermès Italia e una tournée concertistica europea nell'ambito del progetto “HYTA”. Si è esibito in alcune delle sale da concerto e dei teatri più rinomati, e ha partecipato a numerosi festival pianistici in Italia e all'estero, tra cui Piano City Milano, Piano City Palermo, Piano City Madrid, Piano City Lisbona, RomaTre Festival, Palermo Classica, Puccini Festival, Terre d'Arezzo, Musica Riva Festival e l'Orbetello Piano Festival. In questi contesti, presenta programmi di recital incentrati su forti legami tematici, spesso introdotti personalmente, attraverso i quali approfondisce e condivide la sua passione per la musica pianistica italiana e per l'eredità musicale di J.S. Bach. È il vincitore del secondo premio, del premio del pubblico e di una menzione speciale al Premio Brunelli 2025. Attualmente è sostenuto dalla Robert Turnbull Piano Foundation di Londra per i suoi progetti discografici ed è stato selezionato come artista solista dal Keyboard Charitable Trust. Nel 2026 pubblicherà il suo album di debutto interamente dedicato alla musica per pianoforte di Nino Rota, in collaborazione con Brilliant Classics. È stato ammesso alla Manhattan School of Music di New York, dove attualmente frequenta il programma di studi professionali sotto la guida di Daniel Epstein. In precedenza ha studiato pianoforte con Alessandra Ammara e Roberto Prosseda a Firenze, e con Enza Vernuccio a Palermo. Oltre alla sua attività di interprete, Masi è attivo anche come compositore e a breve pubblicherà il suo primo album di opere originali per pianoforte.
testo Matthieu Pastore regia Aldo Cassano con Giuseppe Affinito, Matthieu Pastore costumi e scene Aldo Cassano, Lucia Lapolla musiche Antonio Spitaleri luci Giuseppe Sordi aiuto regia Natascia Curci organizzazione Vanessa Radrizzani produzione Animanera ETS
Anteprima nazionale
San Sebastiano, con la sua pelle diafana, i muscoli giovanili e le frecce che gli crivellano il corpo, è entrato nei secoli a far parte dell’immaginario pop. Uno slittamento che la drammaturgia di Pastore interroga, attraverso il racconto della sua storia e della sua agiografia, intesa come percorso di rivelazione e accettazione. Sebastiano come personaggio contemporaneo, attraverso cui l’artista costruisce un percorso di affermazione di sé: oltre all’agiografia, sono le caratteristiche estetiche e sensibili del San Sebastiano classico – il corpo, lo sguardo altrui, la malattia – a costituire il cuore della drammaturgia.
di e con Davide Enia musiche composte ed eseguite da Giulio Barocchieri luci Paolo Casati suono Francesco Vitaliti si ringrazia Antonio Marras per gli abiti di scena una coproduzione CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa, Accademia Perduta Romagna Teatri, Spoleto Festival dei Due Mondi
Davide Enia arriva in scena con un autoritratto intimo e collettivo che riavvolge il filo sulle vicende di Cosa Nostra avvenute in Sicilia, e in particolar modo a Palermo, attraverso un’accurata analisi personale e collettiva lunga più di 30 anni. Parte dall’esplosione che a Capaci uccise il giudice Giovanni Falcone, fino ad arrivare al rapimento e l’omicidio di Giuseppe di Matteo, il bambino figlio di un collaboratore di giustizia. L’artista stesso ci narra che gli strumenti linguistici usati per affrontare questo lavoro sono quelli che il vocabolario teatrale ha costruito a Palermo: il corpo, il canto, il dialetto, il pupo, la recitazione, il cunto. È dentro questo linguaggio circoscritto che questo problema linguistico va affrontato, sviscerato, interrogato, risolto. Questo lavoro è una tragedia, una orazione civile, un processo di autoanalisi personale dell’artista e condiviso, un confronto con lo Stato, una serie di domande a Dio in persona. Questo lavoro è un autoritratto al contempo intimo e collettivo.