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OPV BRASS QUINTET

Panorama dal Monte Caina
  • Accessibilità: No
  • Sottotitolo: Concerto
  • Data evento: 12-07-2026
  • Dove: Monte Caina
  • Prezzo: unico € 10
  • Orario: 19:00
  • Tipologia: Musica
  • Luogo alternativo: info in biglietteria

OPV Brass Quintet
Simone Lonardi, Roberto Caterini tromba 
Alberto Prandina corno
Alessio Brontesi trombone
Antonio Bellucco basso tuba

programma
Jean-Joseph Mouret Rondeau
Samuel Scheidt Battle Suite
Johannes Brahms Hungarian Dance no.5
Gioachino Rossini Largo at Factotum
Christopher Coletti Mo Li Hua
Ennio Morricone Moment for Morricone
Anonimo Just a closer walk
Gerardo Matos Rodriguez La cumparsita
Leonard Bernstein West side story
Luther Henderson The Saints Hallelujah

Un originale concerto al tramonto sul Monte Caina, godendo di un panorama ampio e unico sulla pianura veneta. Appena sopra la frazione di Rubbio, si raggiunge la cima del Monte, un rilievo dolce di prati e radure, dove l’OPV Brass Quartet, la formazione di ottoni dell’Orchestra di Padova e del Veneto propone un programma brillante e variegato, che attraversa epoche e stili dal barocco di Mouret e Scheidt fino al Novecento e oltre. Celebri melodie della tradizione classica e operistica, come Brahms e Rossini, si intrecciano con suggestioni cinematografiche di Morricone e ritmi popolari internazionali. Non mancano omaggi al musical americano e al jazz, con Bernstein e Henderson. Il risultato è un viaggio coinvolgente, un’esplosione di suoni e vitalità che sorprende e trascina fino all’ultima nota.

L’OPV Brass Quintet è una formazione di ottoni nata nel 2018 per iniziativa di alcuni musicisti dell’Orchestra di Padova e del Veneto con l’obiettivo di coltivare il repertorio cameristico, vero fulcro per la crescita individuale di ogni musicista. Riunisce musicisti che hanno maturato esperienze significative nei più importanti ensemble di ottoni del panorama nazionale. Il repertorio del gruppo spazia dal Barocco alla musica contemporanea, senza tralasciare il jazz e le colonne sonore dei più celebri successi cinematografici.

con il supporto di   commercio

OPERAESTATE FESTIVAL, Musica

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DANIELE ALBANESE

Due danzatori in una foto con effetto di movimento
  • Accessibilità: Si
  • Sottotitolo: Von
  • Data evento: 14-07-2026
  • Dove: Teatro Remondini
  • Prezzo: intero € 15 / ridotto € 12
  • Orario: 21.20
  • Tipologia: Danza
  • Acquista Biglietto: Acquista Biglietto

concept e direzione Daniele Albanese
danzatori Daniele Albanese Marta Ciappina Giulio Petrucci
light design Alessio Guerra

musica Lorenzo Donadei (prima parte) Luca Nasciuti (solo finale)
testo Daniele Albanese
voce Giulio Santolini
assistenza artistica Yele Canali
assistenza tecnica Jan Olieslagers
coproduzione Cdc Les Hivernales/Avignon, Torinodanza festival/Fondazione del Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale, Halles de Schaerbeek with the support of Garage 29/Bruxelles, Associazione Stalk/Parma, CollaborAction#3 - an action by Anticorpi XL Network, ATER - Circuito Regionale Multidisciplinare dell'Emilia Romagna, Interplay, Piemonte Dal Vivo, Amat, Arteven, Arte- danzae20, Teatro Pubblico Pugliese, C.L.A.P.Spettacolodalvivo, Armunia, FTS Onlus, Centro Santa Chiara and with the support of Fondo per la Danza D'autore Regione Emilia-Romagna 2015/2016

Von riflette sulla trasformazione dell’energia nel movimento, con la danza intesa come continua metamorfosi dinamica, in relazione con le forze che agiscono sui corpi e sullo spazio, confrontandosi con le forze che muovono, cambiano e alterano il corpo e i suoi gesti. Esplora la zona immaginaria di confine e di passaggio tra ciò che è chiaro e leggibile e ciò che è oscuro e misterioso in una danza di grande energia e suggestioni.
Von è concepita come una coreografia di tre elementi: movimento, luce e suono.
Forze naturali, forze fisiche e forze politiche trasformano, deformano e muovono i corpi e il loro procedere nel tempo, il personaggio primario e onnipresente di questa creazione.

"Von" è una preposizione tedesca che significa «da» e che negli intenti del coreografo rimanda a un altrove non specificato. Il senso di mistero, di ignoto attraversa di fatto tutta la creazione: si affida al fluire magnetico, giocato su una dettagliatissima partitura per variazioni di spazio, energia, volumi del moto, di Marta Ciappina e Giulio Petrucci, sofisticati protagonisti del duetto centrale, e dello stesso Albanese, che apre il lavoro con il breve prologo per chiuderlo con un assolo fulminante, un viaggio vorticoso di 15 minuti nelle alterazioni dinamiche del moto. La musica originale di Lorenzo Donadei (prima parte) e di Luca Nasciuti (solo finale) insieme alle luci di Alessio Guerra che rimodulano di continuo i confini tra chiarore e buio, contribuiscono a trasformare la scena in una fantascientifica galassia nella quale, rubando le parole a L’Universo elegante di Brian Greene «spazio e tempo non possono più essere immaginati come un palcoscenico inerte su cui si rappresentano gli eventi dell’universo: sono essi stessi attori della commedia». Uno spettacolo fascinoso.
(Francesca Pedroni)

Avvertenza: presenza di luci stroboscopiche in scena

OPERAESTATE FESTIVAL, Danza

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ALTEA

Altea in un ritratto autunnale
  • Accessibilità: Si
  • Sottotitolo: Nessuna
  • Data evento: 27-08-2026
  • Dove: Chiostro del Museo Civico
  • Prezzo: unico € 8 / abbonamento B.Motion € 50
  • Orario: 21.30
  • Tipologia: Musica

musicisti Altea Memmi, Valerio Fatalò, Benedetto Romano

Altea è una cantautrice originaria del Salento il cui lavoro si sviluppa all’incrocio tra scrittura cantautorale, elettronica minimale e strumenti acustici. Il progetto Nessuna presentato in live si colloca all’interno di una ricerca attenta alla forma e al dettaglio sonoro. Il repertorio affronta temi legati all’identità, alla fragilità e al silenzio, evitando una narrazione esplicita o spettacolarizzata. Le canzoni sono costruite come spazi di ascolto concentrato, in cui la voce si muove all’interno di strutture essenziali, lasciando emergere variazioni ritmiche e timbriche. Il live è pensato come una forma aperta, in cui i brani vengono riorganizzati e adattati al contesto performativo, mantenendo una relazione diretta con il pubblico e con lo spazio. Anche l’impianto visivo e luminoso è concepito come elemento integrato, a supporto della dimensione percettiva dell’ascolto. Nessuna rappresenta una fase di consolidamento del percorso artistico di Altea, orientata a una pratica musicale essenziale e in continua trasformazione.

B.MOTION, Musica

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CLARA DELORME

Una luce azzurra inonda quattro danzatori, uno dei quali steso a terra, gli altri in contemplazione
  • Accessibilità: Si
  • Sottotitolo: Le repos
  • Data evento: 30-08-2026
  • Dove: CSC San Bonaventura
  • Prezzo: unico € 8 / abbonamento B.Motion € 50
  • Orario: 21.00
  • Tipologia: Danza

idea e desiderio Clara Delorme
danzatrici e collaborazione alla coreografia Claire Dessimoz, Karine Dahouindji, Emma Saba, Clara Delorme in alternanza con Jessica Allemann
scenografia e costumi Melissa Rouvinet
cucito Alia Elborai
luci Florian Bach
gestione tecnica Vincent Scalbert
composizione e drammaturgia Christian Garcia-Gaucher
coaching vocale An Chen
danzatrici per la ricerca, parte della partnership con Meet & Create di Action-Danse Fribourg Nina Richard, Jamila Baioia, Emma Saba, Délia Krayenbühl
amministrazione, produzione e contabilità Camille Poudret
distribuzione Jérôme Pique

Le repos è un’opera che affronta il tema del lutto. La creazione, ideata per quattro interpreti, è una forma di lamento collettivo che cerca di accompagnare la tristezza. Un invito a piangere insieme, a ricordare quelli che conosciamo e quelli che non abbiamo conosciuto. Attraversando la tristezza collettivamente, senza cercare di risolverla, vivendo insieme il dolore come gesto condiviso. È un viaggio per dire addio a chi non è più qui e per imparare a convivere con la loro assenza. Esteticamente, l’opera si ispira ai colori e alle sensazioni dell’ora blu e dell’alba, quei momenti sospesi tra notte e giorno. Attraverso il lavoro sulle luci di Florian Bach, lo spettacolo cerca di ricreare una sensazione di calma, apertura e connessione con l’ignoto.

con il sostegno di Prohelvetia   logoprohelvetia 

B.MOTION, Danza

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ORCHESTRA DI PADOVA E DEL VENETO - CORO LIRICO VENETO

Un cuore votivo siciliano infilzato con un pugnale, su uno sfondo di pizzo
  • Accessibilità: Si
  • Sottotitolo: Cavalleria rusticana (in forma di concerto)
  • Data evento: 04-08-2026
  • Dove: Teatro al Castello "Tito Gobbi"
  • Prezzo: intero € 30 / ridotto €25
  • Orario: 21.00
  • Tipologia: Musica, Lirica
  • Luogo alternativo: Teatro Remondini
  • Acquista Biglietto: Acquista Biglietto

Melodramma in un atto
Musica di Pietro Mascagni
Libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti
Dalla novella omonima di Giovanni Verga
Prologo di Luciano Berio per coro a cappella “E si fussi pisci”
Direttore Marco Angius
Personaggi e interpreti:
Santuzza Alisa Kolosova
Turiddu Eduardo Niave
Lucia, madre di Turiddu Eleonora Filipponi
Alfio, carrettiere Ariunbaatar Ganbaatar
Lola, moglie di Alfio Alexandra Meteleva
Orchestra di Padova e del Veneto
Coro Lirico Veneto LI.VE.

Nuova produzione Comune di Bassano del Grappa, Comune di Padova

Torna l’opera nel programma del festival con una nuova produzione in forma di concerto, la Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, fra le opere più celebri del repertorio verista italiano, composta nel 1890. Ambientata in un villaggio siciliano durante il giorno di Pasqua, racconta una storia di amore, gelosia e vendetta che si sviluppa in un unico atto, con grande concentrazione drammatica. La musica di Mascagni è diretta, incisiva e ricca di melodie memorabili, capaci di esprimere con immediatezza i sentimenti dei personaggi che animano una storia tragica culminante in un tragico duello, simbolo di un codice d’onore arcaico e inesorabile.
In apertura dell’opera verrà eseguita anche una composizione di Luciano Berio per coro a cappella: E si fussi pisci, in cui le voci, oltre a intonare una bellissima melodia popolare, riproducono con gli schiocchi della lingua e alcuni effetti di emissione l’arrivo di un carretto siciliano, i colpi degli zoccoli del cavallo sul selciato, il nitrire dello stesso prima che inizi il cunto, il racconto di Giovanni Verga, appunto.

La versione per coro è dedicata a Umberto Eco, il breve testo è in dialetto siciliano, ma di facile comprensione:
E si fussi pisci lu mari passassi / E si fussi aceddu ‘nni tia vinissi. // E vucca cu’ vucca ti vurria vasari / E visu cu visu parlari cu’ tia [E se fossi pesce attraverserei il mare / E se fossi uccello verrei da te. // E bocca a bocca ti vorrei baciare / E viso a viso parlare con te].

Trama
L'Atto si svolge in un paesino della Sicilia, nel giorno di Pasqua. L'Opera comincia con la voce di compare Turiddu che intona una serenata alla sua bella Lola, pur sapendo che durante il suo servizio militare, lei ha sposato Alfio. Tra la folla di paesani in festa compare anche Santuzza, l'attuale fidanzata di Turiddu. Sentendosi in una posizione quanto mai complicata, Santuzza decide di chiedere consiglio a Lucia, la madre di Turiddu.
Lucia afferma che Turiddu è andato a comprare il vino per la festa; quando Santuzza controbatte che compare Turiddu è stato visto aggirarsi in paese, Lucia – temendo che qualcuno possa ascoltare le loro parole – la zittisce chiedendole di entrare in casa. Santuzza però rifiuta l'invito.
In casa di Lucia arriva Alfio, venuto a far visita alla madre di Turiddu. Alfio le domanda del vino per la festa, Lucia ripete nuovamente che se ne stava occupando Turiddu. Alfio le replica di averlo visto quella mattina stessa, aggirarsi attorno alla sua casa.
Appena Alfio esce di scena, Santuzza rivela a Lucia della relazione in corso tra Turiddu e Lola. Lucia, attonita, si rivolge alla Madonna per il peccato commesso da suo figlio.
Entrano quindi in scena Turiddu, che bisticcia con Santuzza, e Lola che si attacca anche lei con Santuzza.
Lola esce di scena per recarsi in chiesa; a questo punto la lite tra Turiddu e Santuzza diventa violenta. Quando Turiddu arriva ad usare violenza fisica su Santuzza, lei gli augura la malapasqua. Anche Turiddu alfine si reca in chiesa. Santuzza, profondamente ferita e amareggiata, svela ad Alfio la relazione in corso tra sua moglie e Turiddu. Finita la funzione, Turiddu si occupa di offrire vino ai paesani, con il secondo fine di passare più tempo in compagnia di Lola. Viene offerto del vino anche ad Alfio, ma questi lo rifiuta. Turiddu allora fa per abbracciarlo, come gesto distensivo; questo si rivela essere uno stratagemma per mordergli l'orecchio e sfidarlo a duello.
Turiddu abbraccia la madre e le raccomanda di badare a Santuzza. La scena si chiude con urlo provenire dalla folla di popolani: "Hanno ammazzato compare Turiddu!".

OPERAESTATE FESTIVAL, Lirica, Musica

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